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[...] una serie di ritratti di
uomini politici, da Stalin a De
Gasperi, da Ingrao a Nehru, ad
Adenauer. Titoli e soggetti
espliciti fino alla didascalia, ma
in un’immagine e in un linguaggio
assai meno diretti. Le figure
infatti erano riprese ora dal basso
ora dall’alto, in distorsioni e
alterazioni prospettiche (che poi si
sarebbero di molto accentuate) in
cui si annidava qualcosa di più che
un’irritazione di giudizio o una
forzatura espressionistica; e i
piani cromatici erano sfaccettati,
raschiati, con un’insofferenza per
la semplice stesura che sfiorava o
varcava la trascuratezza e la
sommarietà. Erano anni di posizioni
estreme: l’informale da un lato, e
dall’altro la cosiddetta arte
programmata, tutta progetto e
razionalità: non era facile trovare
la forma di un impegno con il
fallimento neorealista ancora alle
spalle. [...]
(Ennio Calabria
La Discussione”,
18 Marzo 1985). |