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[...] E guardate come questo o quel
residuo di cronachistica caricatura
è “bruciato” nel quadro del nuovo
acquisto di una pubblica
galleria. Qui la sintesi è ancora
più serrata, più densa di allusioni,
nel fissare il rapporto tra la
cultura in ferro — astratteggiante
ed antropomorfa — che taglia
orizzontalmente il quadro e quei tre
personaggi, confinati in un angolo,
immersi in una luce cerea. È un
rapporto nel quale Ennio Calabria si
è impegnato a situare il personaggio
del critico puro-visibilista, (il
critico che viviseziona e si lascia
sfuggire il tutto) attualizzando
idee e spunti compositivi che
rievocano — ambiziosamente — altre
(celebri) “lezioni di anatomia”.
(Presentazione al catalogo della
mostra Ennio Calabria,
Galleria l’Obelisco, Roma, 1960). |