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C’è una straordinaria immagine di
misteriosa energia onirica, e
prefiguratrice di quello che sarebbe
stato il suo percorso pittorico, che
Ennio Calabria ha dipinto nel 1961,
tre anni dopo il duo clamoroso
esordio romano. È un Autoritratto
che è una vera e propria
dichiarazione di poetica ed è già
dipinto come un capolavoro assoluto.
Ennio Calabria, così avviando la sua
originale pittura di flusso delle
forme nello spazio, s’è figurato
volante sull’orizzontale del quadro
quasi fosse aggrappato a una
folgore, calzoni bianchi e camicia
rossa; sulla sinistra in piedi un
operaio, un muratore col cappelletto
di carte di giornali in testa, lo
tiene stretto forte per le caviglie,
radicato alla terra e alla realtà;
sulla destra con un mulinìo di
braccia e di mani cerca di
scacciare/afferrare dei fantasmi
goyeschi in figure di uccellaci.
[...] Ennio Calabria ha vissuto da
pittore questi nostri trent’anni con
enorme generosità proiettato nel
noi e negli altri e con
qualche ingenuità politico/sociale.
È stato, in anni grandi e terribili,
uno dei molti artisti che hanno
sinceramente creduto che l’arte
avesse una sua specifica forza
politica e potesse influire sul
corso delle lotte politico-sociali.
[...] La testa di Mao pianeta
del 1968 che sembra stridere
terribilmente mentre sta per
fendersi come un vulcano in
eruzione. E la stessa figura del
rivoluzionario comunista cinese che
avanza in coloratissime vesti di
seta battendo le mani come una
maschera del Teatro di Mao
del 1966 verde raggiante contro un
cielo blu; e mai levità di
apparizione fu più enigmatica e
angosciosa. E ancora la figura
possente di Stalin chiusa nel
mistero che sale dal buio al primo
piano con un sorriso indefinibile
eppure terrificante, un sorriso del
1964 quando già Nikita Krusciov
aveva detto quasi tutto. E, poi, ci
sono le figure rocciose ma
dolcissime come Ho Chi Min
alveare del 1967. E Di
Vittorio dai grandissimi occhi
meridionali melanconici e dal buon
volto plasmato proprio come una
montagna architettonica sulla quale
si riflettono le ombre degli operai
arrampicati su per le impalcature.
[...]
(Il volo verso la profondità.
Presentazione al volume monografico
Ennio Calabria, mostra
antologica, Castel Sant’Angelo, Roma
1987). |