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[...] Si veda la serie dei ritratti,
dove viene tentata una ricerca della
consistenza storica di quei
personaggi: essi sono, in un certo
senso, dei condizionatori, dei quali
il pittore cerca che cosa, a loro
volta, li condizioni. La ricerca è
tanto più persuasiva quanto meno
Ennio Calabria ha fatto ricorso a
uno stravolgimento caricaturale, o
comunque deformante della verità
fisiognomica dei personaggi; essi
non compaiono sulla tela o sulla
carta per offrirsi passivamente al
dileggio o all’apologia; c’è sui
volti, sui segni di cui son fatti,
lo spessore reale, oggettivo, della
loro non casuale importanza sui
nostri destini; [...] In questo tipo
di rapporto con i suoi personaggi,
si attua un contatto ravvicinato con
la realtà, senza però che vi sia
appiattimento cronistico: il tema è
visto nell’equilibrio momentaneo
delle contraddizioni del reale, e il
suo senso viene decifrato non come
momento congelato ma come un tessuto
di rapporti tra necessità e libertà.
(Presentazione al catalogo della
mostra Ennio Calabria viaggio
negli anni ‘60 del nostro secolo,
Galleria il Fante di Spade,
Roma, 1963).
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