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[...] Avendo assorbito le influenze
per trarne del nuovo, dell’inatteso,
l’opera di Ennio Calabria
—singolarmente contemporanea, pur
essendosi immersa profondamente nel
materiale delle realizzazioni e
delle esperienze pittoriche
precedenti, rivissute e condotte a
buon fine dall’artista — quest’opera
riesce, nella maggior parte delle
sue manifestazioni, a distanziarsi,
paradossalmente dagli eventi, ad
allontanarsi dal tempo.
illustrandolo pur tuttavia, con
tanta superbia. Occorre vedere, qui,
il trionfo del fatto pittorico
sull’evento, sulla rappresentazione
oggettiva, sull’aneddoto. Ciò che
non impedisce alla pittura di Ennio
Calabria di assumere, a tratti,
andamenti di implacabile polemica,
di contestazione politica estrema,
alla stregua di un ideale
chiaramente manifestato. [...]
Nell’arte del pittore romano passa,
a tratti, e noi lo sentiamo bene, un
alito d’epopea che s’oppone al
convenzionale, al declamatorio.
Artista generoso nei suoi mezzi
d’espressione, sontuoso nelle sue
forme e nelle sue cromie, tenero e
violento, rivelatore dei segreti
dell’anima: così vedo ergersi, dai
suoi quadri, Ennio Calabria, questo
signore della pittura italiana...
(Un “signore” della pittura
italiana: Ennio Calabria,
presentazione al catalogo della
mostra Ennio Calabria, Museo
Munipale Saint Paul De Vance, 1988).
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