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Al
Mas di Giulianova:
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“Ruggero Savinio”
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Dal 28 marzo al 30 maggio 1999
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Comitato
Direttivo del
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Museo d’Arte
dello Splendore di Giulianova -TE-
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Padre Serafino Colangeli
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Presidente Piccola Opera
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Antonio Ragionieri
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Presidente MAS
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Carlo Di Maurizio
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Vice Presidente MAS
-
Osvaldo De Fabis
-
Direttore
Responsabile
-
Gabriella
Magazzeni
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Pubbliche
Relazioni
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Delegato della provincia
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P.P Cappuccini
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Gigino falconi
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Domenico Rega
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Consiglieri
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Antonella Basile
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Amalia Bianchetto
-
Marialuisa De Santis
-
Segreteria
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Comitato Scientifico |
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Enzo
Di Martino
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Direttore artistico
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Marilena pasquali
-
Storico dell'arte e Responsabile Museo Morandi, Bologna
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Alfredo Paglione
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Operatore culturale
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Gianfranco Bruno
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Storico dell'arte e Direttore Accademia Ligustica, Genova
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Carlo Pirovano
-
Storico dell'arte
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Con il patrocinio di:
Regione Abruzzo,
Provincia di Teramo,
Comune di Giulianova
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Elenco
delle opere esposte al Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, di
Ruggero Savinio |
- Dipinti a olio su tela e su tavola
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01.
Ruggero Savinio - Fortuna,
1987. Olio
su tela, 170x137 cm. Collezione privata, Monza.
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Fa parte di una serie di quadri con figure
antiche, panneggiate e atteggiate, spesso desunte, come anche in questo
caso, dalla statuaria antica. L’autore ricorda le visite ai musei, a
Roma, che accompagnavano il lavoro su questi quadri, ma vorrebbe
allontanare un sospetto: quello di una propensione classicista
assolutamente lontana dalle sue intenzioni. Quello che compare in questi
dipinti è, semmai, forse un fantasma del mondo antico. La corrosione e
la febbre sono moderne, ed esprimono l’ansia di uno sguardo di oggi
sopra un mondo franato da secoli.
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2. Ruggero
Savinio - Rovine, 1986. Olio su tela, 150x125 cm. Collezione
privata, Santhià.
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E’ una delle versioni di un tema iniziato nel
1984, in coincidenza con un primo ritorno dell’autore a Roma durante
qualche mese d’inverno, Il paesaggio rappresentato qui, come in alcuni
quadri precedenti della stessa serie, è quello dell’esedra imperiale
nello Stadio di Domiziano. La scelta delle rovine come tema di pittura
vuole tener conto dell’ampio insieme di significati connessi alla
rovina, da quello del ruit hora a quello della fragilità e
incessante trasformazione della materia.
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03.
Ruggero Savinio - Rovine,
1990. Olio
su tela, 120x100 cm. Collezione privata, Santhià.
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04.
Ruggero Savinio - Rovine, 1990. Olio su tela, 100x80cm.
Collezione privata, Tronzano Vercellese.
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Ancora un quadro d rovine. Il paesaggio è qui il
Ninfeo della Domus Flavia, sul Palatino. Un personaggio astante, come i
riguardanti della pittura antica e romantica, è una presenza frequente
nei paesaggi dell’autore, che raramente sono vuoti di figure. Il grumo
azzurro fra i muri e il suolo riproduce un colpo di luce sulla
fotografia da cui il quadro è tratto. Il caso ha suggerito la caduta
catastrofica di un lembo di cielo sulla terra, quasi ad aumentare il
senso di rovina.
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05.
Ruggero Savinio - La Molla, 1990. Olio su tela, 160x139,5 cm.
Collezione privata, Monza.
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E’ il primo di due quadri molto simili dipinti
nella casa di Cetona. La Molla è appunto il nome della casa. Significa:
bagnata. All’autore, che viveva nella casa in un periodo di ansia
e cambiamento, aveva fatto pensare allo strumento meccanico. Dietro la
finestra aperta s’intravede il monte Cetona, che è un po’ il nume
tutelare dei luoghi. La dedica a Vuillard vuole essere un omaggio a un
pittore che ha saputo portare le immagini d’intimità domestica a
un’altezza monumentale e a volte al vero e proprio dramma.
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06.
Ruggero Savinio - Autoritratto, 1989. Olio su tela, 40x30 cm.
Collezione privata, Roma.
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07.
Ruggero Savinio - Ritratto di Annelisa, 1990. Olio su carta
intelata,59x42cm. Collezione privata, Roma.
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08.
Ruggero Savinio - Ritratto di Titina,
1990. Olio
su tela, 56x45 cm. Collezione privata, Roma.
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09.
Ruggero Savinio - Ritratto di Edoardo Cacciatore, 1990. Olio su
tavola, 64x48 cm. Collezione privata, Roma.
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10.
Ruggero Savinio - La Molla di sera, 1992. Olio su tela, 150x95
cm. Galleria La Sanseverina, Parma.
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11.
Ruggero Savinio - Parco,
1992. Olio
su velluto, 185x140 cm. Collezione De Santis-Marini, Milano.
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Un paesaggio romano. Rappresenta un angolo del
parco di Villa Carpegna, settecentesca. Per la sua recente paternità
l’autore frequentava spesso i giardini della città dove era tornato a
vivere. I parchi, e l’albero che è quasi un emblema di Roma, il pino,
entreranno d’ora in avanti assai spesso nei suoi quadri.
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12.
Ruggero Savinio - Giardino, 1993. Olio su tavola, 120x85 cm. Per
cortesia della Galleria Appiani Arte Trentadue, Milano.
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Un quadro dettato dalla presenza del figlio.
Rappresenta il bambino in un paesaggio di alberi fioriti, in una posa
eloquente, da eròta o San Giovannino della pittura antica.
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13.
Ruggero Savinio - Giardino, 1993. Olio su tela, 120x85cm.
Collezione privata, Roma.
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Un altro quadro della stessa serie. L’interesse
del pittore era appuntato, oltre che sul suo bambino, anche sulla
apparizione frequente dei bambini nella pittura, dai dipinti pompeiani a
Leonardo, fino a certi quadri di Previati che lo inquietavano nelle sue
visite giovanili alla Galleria d’Arte Moderna, a Roma.
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14.
Ruggero Savinio - Albero,
1993. Olio
su tela, 130x116cm. Collezione privata, Udine.
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Un altro albero; stavolta un eucalipto, tipico
del paesaggio maremmano dove fu piantato per prosciugare con la sua
tenacia idrovora i luoghi paludosi. E’ un albero che l’autore aveva
spesso sotto gli occhi per aver frequentato a lungo le coste della
Maremma.
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15.
Ruggero Savinio - Primavera, 1995. Olio su tavola, 130x116cm.
Collezione privata, Roma.
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Anche qui lo sfondo paesistico rappresenta il
lago di Burano chiuso dai cespugli della casa maremmana. Al centro un
albero di ciliegie carico di frutti. La figura sulla sinistra, iniziata
come ritratto della bambina Gemma, è diventata poi anche una figura in
corsa, come qualche drammatica Ninfa o Furia antiche.
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16.
Ruggero Savinio - L Angelo custode, 1994. Olio su tavola, 49x35
cm. Collezione privata, Roma.
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Un altro quadro che mette in scena il bambino.
Lo spunto fu la visita all’interno di una chiesa, San Pietro in
Montorio, al Gianicolo. Il rapporto del bambino con l’Angelo è un altro
tema della devozione e della pittura antica cui l’autore ama talvolta
ripensare.
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17.
Ruggero Savinio - Notturno, 1995. Olio su tela, 120x100 cm.
Collezione privata, Roma.
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Il paesaggio alle spalle delle figure è un
braccio di mare a Rodi, verso la costa turca. L’autore si è
rappresentato sdraiato sul greto con i due bambini ai suoi piedi. La
diurna luce invernale della fotografia, scattata il 1° gennaio del ‘95,
è diventata una oscurità notturna con le accensioni cromatiche e le
fosforescenze dei sassi e del mare.
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18.
Ruggero Savinio - Viaggio di nozze, 1995. Olio su tela, 130x116
cm. Collezione privata, Roma.
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Il titolo è allusivo a una situazione privata, e
anche a certi dipinti della pittura romantica. I personaggi,
autobiografici, sono rappresentati su una spiaggia di Rodi, sotto un
cielo notturno.
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19.
Ruggero Savinio - La conversazione di Burano, o la Tempesta,
1995. Olio su carta intelata, 150x130 cm. Collezione privata, Roma.
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Ancora il tema della conversazione, ambientato
questa volta davanti al piccolo lago di Burano, in Maremma, visto dalla
casa che l’autore abitava con la famiglia durante l’estate. Il quadro
porta memoria di certi idilli di un pittore molto amato
dall’autore, Hans von Marées, oltre che del capolavoro di Giorgione
alluso nel titolo.
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20.
Ruggero Savinio - Giardino, 1996. Olio su tela, 126x107
cm. Collezione privata, Roma.
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21.
Ruggero Savinio - La conversazione di Bitrano. o la Tempesta,
1996. Olio su tela, 60x50cm. Collezione privata, Roma.
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22.
Ruggero Savinio - Giardino, 1997. Olio su velluto, 120x100 cm.
Collezione privata, Roma.
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Si tratta della seconda versione di un quadro
dipinto due anni prima. Il paesaggio è quello del Giardino del Lago, a
Villa Borghese, a Roma, col laghetto e il tempio di Esculapio in fondo.
L’uomo e il bambino sono allusivi a situazioni di autobiografia e anche
a personaggi visti in questo luogo che l’autore frequentava spesso in
quel periodo, e che ama molto. Gli accadde anche di scoprire che un
pittore prediletto, il Piccio, aveva tracciato un rapido schizzo di
questo stesso luogo in un suo viaggio da Milano a Roma, compiuto a
piedi, come sempre viaggiava.
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23.
Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su tela, 120x100 cm.
Collezione privata, Roma.
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Questo quadro fa parte di una serie iniziata
l’anno precedente nella casa di Capalbio. La forma chiara sopra l’uscio
è una testa di gesso dell’Ercole Farnese che l’autore si è trascinato
dalla casa di Milano nelle sue varie abitazioni. L’interno con figure,
in forza di un colore acceso, giallo arancio che riprende certe tonalità
già praticate dall’autore alcuni decenni prima, vuole innalzare il
sentimento d’intimità domestica a una certa sacralità da antica pittura.
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24.
Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su tela, 120x100 cm.
Collezione privata, Roma.
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25.
Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su tela, 100x 85cm.
Collezione privata, Roma.
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26.
Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su tela, 152x130 cm.
Collezione privata, Roma.
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Un altro dipinto di Stanze. Qui l’interno
vuole riferirsi alla casa di Cetona, dove la finestra protetta da una
ringhiera di ferro battuto è aperta di notte sopra la pianura verso
l’Umbria.
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27.
Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su tela, 152x130 cm.
Collezione privata, Roma.
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28.
Ruggero Savinio - Stanze,
1997. Olio
su velluto, 90x63 cm. Collezione privata, Roma.
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29.
Ruggero Savinio - Istmo, 1997. 0lio su tela, 120x100 cm.
Collezione privata, Roma.
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30.
Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Olio su carta intelata, 160x110
cm. Collezione privata, Roma.
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Questo dipinto fa parte di una serie di quadri
ai quali l’autore sta lavorando attualmente. Dopo lo spazio chiuso delle
Stanze, di nuovo un’uscita all’aperto. Lo spazio è però, ancora
una volta, scandito e limitato da una serie di piani d’acqua e rocce.
L’apertura è data. quindi, come promessa, o invito.
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31.
Ruggero Savinio - Roma, 1998. Olio su tela, 100x80cm. Collezione
privata, Roma.
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32.
Ruggero Savinio - Roma, 1997. Olio su tela, 146x110cm. Collezione
privata, Roma.
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33.
Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Olio su tela, 130x82cm. Collezione
privata, Roma.
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34.
Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Olio su velluto, 120x80cm.
Collezione privata, Roma.
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35.
Ruggero Savinio - Spiaggia, 1998. Olio su tavola, 80x60cm.
Collezione privata, Roma.
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Il personaggio rappresentato qui, sorta di
autoritratto, si muove su una spiaggia vuota, ricordo delle spiagge
maremmane frequentate talvolta d’inverno. Il gesto che compie, privo di
un vero significato, testimonia l’interesse del pittore per i gesti che
la pittura rappresentava, e che, per una sorta di ammutolimento moderno,
non rappresenta più tranne che in pochi artisti. Uno di questi è un
altro pittore segreto, autore di una serie straordinaria di autoritratti
sulla spiaggia, a volte in compagnia di un bambino: Christian Bérard.
Anche a lui si è voluto rendere qui un omaggio.
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36.
Ruggero Savinio - Porta, 1998. Olio su tela, 30x24 cm. Collezione
privata, Roma.
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37.
Ruggero Savinio - Porta, 1998. Olio su tela, 160x110 cm.
Collezione privata, Roma.
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Il tema della porta, trattato dapprima per
accompagnare la raccolta poetica Chi varca questa porta di sua
moglie Annelisa Alleva, è stato accostato dall’autore a certe immagini
di false porte viste nelle tombe egiziane, e, soprattutto, ad
alcuni quadri di Joseph Sima sul tema del passaggio, intitolati
Orphée. A Sima, grande pittore segreto, l’autore ha voluto dedicare
questo quadro.
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38.
Ruggero Savinio - Stanze, 1998. Olio su tela, 180x135 cm.
Collezione privata, Roma.
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39.
Ruggero Savinio - Porta, 1998. Olio su tela, 179x150 cm.
Collezione privata, Roma.
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40.
Ruggero Savinio - La conversazione dell’autunno, 1998. Olio su
tela, 150x118 cm. Collezione privata, Roma.
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41.
Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Olio su tela, 160x120 cm.
Collezione privata, Roma.
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Dipinti su carta
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42.
Ruggero Savinio - Notturno, 1995. Tecnica mista su carta intelata,
57x42 cm. Collezione privata, Roma.
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43 Ruggero
Savinio - Albero, 1993. Tecnica mista su carta intelata, 55x40cm.
Collezione privata. Roma.
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44.
Ruggero Savinio - Albero,
1993.
Tecnica mista su carta intelata, 55x39,5 cm. Collezione privata, Roma.
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45.
Ruggero Savinio - Viaggio di nozze, 1995. Tecnica mista su carta
intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
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46.
Ruggero Savinio - Notturno, 1995. Tecnica mista su carta
intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
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47.
Ruggero Savinio - Notturno, 1995. Tecnica mista su carta
intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
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48.
Ruggero Savinio - La conversazione dell’autunno, 1995. Tecnica
mista su carta intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
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49.
Ruggero Savinio - Alla sera,
1995.
Tecnica mista su carta intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
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50.
Ruggero Savinio - La conversazione di Burano, o la Tempesta,
1995. Tecnica mista su carta intelata, 57x42cm. Collezione privata,
Roma.
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51.
Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Tecnica mista su carta intelata,
50x35 cm. Collezione privata, Roma.
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52.
Ruggero Savinio - Rodi, 1995. Tecnica mista su carta intelata,
50x35 cm. Collezione privata, Roma.
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53.
Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Tecnica mista su carta intelata,
80x60cm. Collezione privata, Roma.
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54.
Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Tecnica mista su carta intelata,
55x40cm. Collezione privata, Roma.
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55.
Ruggero Savinio - Istmo,
1998.
Tecnica mista su carta intelata, 44x32cm. Collezione privata, Roma.
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56.
Ruggero Savinio - Giardino, 1996. Tecnica mista su carta intelata,
55x37cm. Collezione privata, Roma.
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57.
Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Tecnica mista su carta intelata,
44x32cm. Collezione privata, Roma.
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58.
Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Tecnica mista su carta intelata,
46x38 cm. Collezione privata. Roma.
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59.
Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Tecnica mista su carta intelata,
60x49 cm. Collezione privata, Roma.
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60.
Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Tecnica mista su carta intelata,
72x5O cm. Collezione privata, Roma.
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61.
Ruggero Savinio - Porta,
1998.
Tecnica mista su carta intelata. 46x37 cm. Collezione privata, Roma.
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