|
| |
|
 |
 |
|
|
|
|
|
-
Al
Mas di Giulianova:
-
“i Cascella”
-
cinque generazioni di artisti
-
dal 4 luglio al
30 agosto 1998
|
|
 |
| |
| |
 |
|
Basilio
Cascella |
| |
| |
| |
 |
-
Tommaso, Andrea, Gioacchino,
-
Michele e Pietro Cascella
|
|
|
|
|
|
|
-
Comitato
Direttivo del
-
Museo d’Arte
dello Splendore di Giulianova -Teramo-
|
-
Padre Serafino Colangeli
-
Presidente Piccola Opera
-
Antonio Ragionieri
-
Presidente MAS
-
Carlo Di Maurizio
-
Vice Presidente MAS
-
Osvaldo De Fabiis
-
Direttore
Responsabile
|
|
-
Delegato della provincia
-
dei P.P Cappuccini
-
Gigino falconi
-
Domenico Rega
-
Consiglieri
-
Piera Fagnani
-
Segreteria
|
|
Comitato Scientifico |
-
Enzo
Di Martino
-
Direttore artistico
-
Marilena pasquali
-
Storico dell'arte e Responsabile Museo Morandi, Bologna
-
Alfredo Paglione
-
Operatore culturale
|
-
|
-
Gianfranco Bruno
-
Storico dell'arte e Direttore Accademia Ligustica, Genova
-
Carlo Pirovano
-
Storico dell'arte
|
|
₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪₪ |
-
Ideazione e progetto della mostra
-
Enzo Di Martino
-
Progetto Grafico
-
Osvaldo De Fabiis
-
Segreteria della mostra
-
Gabriella Magazzini
-
Assicurazioni
-
RAS - Giulianova
-
Ufficio Stampa
-
MAS – Giulianova
|
|
-
Organizzazione
-
MAS – Giulianova
-
Fotografie
-
Italcolor - Roseto d. Abruzzi
-
Lorenzo Cappellini - Milano
-
Osvaldo de Fabiis
-
Archivio fotografico Museo Basilio Cascella - Pescara
-
Galloni & Medioli - Parma
|
|
-
i Cascella
-
cinque generazioni di artisti
-
-
di Enzo Di Martino
-
-
Padri e figli
-
Nella storia dell’arte italiana vi sono molti casi di famiglie
di artisti, a volte ristretti ad una sola generazione — padre e
figlio — altre volte riguardanti vere e proprie dinastie che
durano più generazioni.
-
Basti pensare, tra il Cinquecento e l’inizio del Seicento, ai Da
Ponte che hanno dato vita alla dinastia dei Baccano, forse la
più ampia di tutta la storia dell’arte.
-
All’incirca nello stesso periodo troviamo anche i Carracci a
Bologna e Jacopo e Domenico Tintoretto a Venezia.
-
Nel Settecento poi, sempre a Venezia, straordinaria appare
l’impresa del Tiepolo — attiva in molti paesi d’Europa — che
alla grandezza di Giambattista, forse il più importante pittore
del suo tempo, dà continuità storica con la tormentata
“modernità” del figlio Giandomenico e l’oscuro lavoro di bottega
del figlio meno noto Lorenzo.
-
Nello stesso secolo importante risulta anche la celebre
“bottega” dei Guardi che si esprime nel corso di tre
generazioni, in particolare con la figura di Francesco, uno dei
grandi interpreti del “Vedutismo veneziano”.
-
Del resto la parola “bottega” — così radicata nella storia della
pittura italiana ed europea — è forse quella che fornisce la
spiegazione più plausibile del formarsi di queste famiglie di
artisti perché, al di là del talento e della grandezza ideativa
di ciascuna personalità, era all’interno dell’impresa di
famiglia — a volte quasi obbligatoriamente, iniziando come
garzone o solo preparando i colori — che avveniva
l’apprendistato del “difficile mestiere”.
-
Una tradizione che continua ancora nell’Ottocento e si affaccia
perfino nel nostro secolo, se pensiamo ad esempio ai Ciardi a
Venezia — Giuseppe e Filippo, i più famosi, ed i più giovani e
meno noti Nicola e Francesco Paolo.
-
-
i Cascella
-
La dinastia dei Cascella, nella sua formazione, si inserisce
naturalmente in questa grande tradizione, anche se essa
costituisce un caso del tutto particolare nella storia dell’arte
italiana degli ultimi centoventi anni.
-
Non solo perché si è manifestata nella continuità di ben cinque
generazioni — peraltro ancora attive — ma soprattutto perché la
sua vicenda attraversa un secolo complesso. contraddittorio e
tormentato per l’arte figurativa, come quello che viviamo.
-
Ed anche perché la “famiglia”, pur formandosi nello spirito
della bottega rinascimentale, ha espresso personalità artistiche
estremamente caratterizzate e riconoscibili, ciascuna autonoma
nella definizione del proprio particolare mondo immaginativo.
-
Altri studiosi tracciano in questa occasione un più ampio
profilo storico critico di ciascuno di essi, e basterà dunque
formulare alcune brevi notazioni, assai rapide e superficiali,
per rimarcare di ognuno l’aspetto più caratterizzante dell’opera
o della personalità.
-
A cominciare naturalmente dal capostipite Basilio del quale
appare chiara oggi, con la misura della storia, la straordinaria
“modernità” di alcune sue intuizioni come quelle avute, ad
esempio, nel campo dell’editoria d’arte e dell’artigianato
artistico.
-
L’“Illustrazione Abruzzese” nelle sue due serie — per citare
solo questo “episodio” della sua lunga e ricca vita creativa — è
infatti probabilmente una delle pubblicazioni più belle nel suo
genere dell’editoria italiana di questo secolo.
-
Interessanti appaiono poi le caratterizzate personalità dei suoi
tre figli, attivi collaboratori della sua “bottega”, che egli ha
iniziato e costantemente stimolato all’arte ed alla espressività
creativa.
-
Riflessivo e distaccato dalla mondanità, legato alla sua terra
da cui ha tratto molti motivi di ispirazione e tuttavia attento
a talune grandi lezioni storiche dell’arte — penso a certi suoi
dipinti “divisionisti” dei primi anni Dieci — Tommaso ha
espresso un intenso mondo interiore, per certi versi perfino
sofferto, manifestato attraverso una pittura di grandi qualità
formali, con accenti a volte “epici” piuttosto che “realistici”,
e che forse deve ancora essere messa a fuoco da un punto di
vista critico.
-
Estroverso e cosmopolita. invece, Michele che, dopo le prove
giovanili estremamente interessanti, è giunto negli anni più
maturi ad un vastissimo successo di pubblico con opere dalle
apparenze “accattivanti”, sempre tuttavia percorse da un alito
di sottile e sottesa poesia immaginativa.
-
Delicata e “patetica” la personalità e la vicenda di Gioacchino,
schivo ed appartato, intimamente poeta, che ha dedicato tutta la
sua energia espressiva ad un’opera “fuori scena”, applicandosi
cioè prevalentemente alla ceramica, contribuendo così in maniera
determinante alla rinascita di quest’arte nella Regione.
-
Una particolare e significativa sottolineatura va fatta, invece,
per Andrea e Pietro, perché la loro scultura è ormai
storicizzata nell’ambito della ricerca plastica europea, per gli
accenti di assoluta novità ed originalità con i quali essa si è
manifestata.
-
Accenti formali che, se da un lato affondano le radici nel
misterioso “Guerriero di Capestrano”, dall’altro affermano la
“potenza” della scultura contemporanea nel confronto con la
grande architettura del nostro tempo, come avviene di notare nei
grandi agglomerati urbani, configurando così due importanti
“presenze” nel panorama della ricerca plastica italiana del
dopoguerra, affermata da un lato con il Gran Premio per la
scultura conseguito da Andrea nella Biennale di Venezia del
1964, dall’altro con le grandi opere pubbliche (il Monumento ad
Auschwitz, L’Arco della Pace di Tel Aviv) realizzate da Pietro.
-
Il mondo immaginativo di Tommaso il giovane — figlio di Pietro,
siamo cioè alla quarta generazione — si ormai prepotentemente
affermato sulla scena dell’arte italiana con una proposizione di
valenza inoggettiva — espressa sia nella pittura che nella
scultura — tra le più intense ed originali, anche per i marcati
segni di poesia ideativa che essa dichiara.
-
Marco — figlio di Andrea — si esprime invece nell’ambito di un
suggestivo e personale mondo fantastico di sapore “spazialista”
che sembra dichiarare legami riflessivi anche con la scienza e
l’astronomia.
-
Ed infine siamo ai più giovani della dinastia dei Cascella,
Jacopo e Matteo, vale a dire la quinta generazione.
-
Il primo appare caratterizzato da una originale visione
favolistico-narrativa di sapore nordico; il secondo immerso
nella contemporaneità e dunque attento alle nuove derive
dell’arte ed alle tecnologie di cui essa si è ormai appropriata.
-
Matteo — che firma il suo lavoro Basilé, un nome “scelto” in
evidente omaggio al capostipite — chiude idealmente, per ora, la
dinastia dei Cascella e riafferma con la sua ricerca sui nuovi
linguaggi dell’arte, la persistenza intuitiva della “modernità”
di Basilio.
-
Forse non è un caso se si riflette sulle forti analogie che
esistono tra la grande rivoluzione epocale della stampa
tipografica e lo sconvolgente avvento della comunicazione
elettronica - sonora e visiva — che viviamo ai nostri giorni.
-
-
La nostra
-
Costruita deliberatamente per esempi — anche per evidenti
ragioni di spazio — la rassegna non intende certo dare una
testimonianza completa ed esauriente di dieci personalità
diverse e complesse come quelle dei Cascella.
-
La mostra vuole piuttosto essere il primo approccio concreto ad
un futuro progetto espositivo di grande respiro, in grado non
soltanto di documentare in maniera esauriente l’opera di
ciascuno dei Cascella, ma anche di indagare le loro relazioni
formative con tutta la scena dell’arte italiana ed
internazionale di questo secolo.
-
I rapporti di amicizia e di collaborazione che Basilio ha avuto
con i maggiori protagonisti dell’arte italiana sul versante tra
Ottocento e Novecento, infatti, sono ancora tutti da indagare,
specie quelli intrattenuti attraverso le sue pubblicazioni
periodiche.
-
L’iniziativa del Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova
costituisce dunque solo un primo passo all’interno del complesso
mondo creativo dei Cascella, e configura però anche l’auspicio
che presto ad essa possa far seguito una più vasta ed esaustiva
esposizione della loro opera, in grado di restituire
compiutamente la storia di questa straordinaria “famiglia
dell’arte”.
|
|
| |
|
|
|
 |
|