Al Mas, Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, dal 14 dicembre 1997 al 15 febbraio 1998, "Giorgio Morandi", pittore e incisore, ideazione e progetto della mostra, Giuseppe Bonini.
 
 
Al Mas di Giulianova:
“Giorgio Morandi”
pittore e incisore
dal 14 dicembre1997
al 15 febbraio 1998

Giorgio Morandi

Si ringraziano per la preziosa collaborazione Alfredo Paglione e tutti i collezionisti e le gallerie che con il prestito delle opere hanno consentito la realizzazione di questa mostra.
In particolare il Comune di Forlì, i Sigg. Astoree Andraghetti, Elsa e Pier Paolo Cimatti, Raffaele Siervo.
 
 
 
 
 
 
Giorgio Morandi
Giorgio Morandi
 
 
 
 
 
 
 
Giorgio Morandi
Rose in boccio in un vaso, 1929.
Acquaforte su rame,
317x250 mm (inciso),
405x320 mm (foglio)
     

Notizia biografica su Giorgio Morandi

 

 

1890

Giorgio Morandi nasce a Bologna il 20 luglio, da Andrea e da Maria Maccaferri.

1906

E impiegato presso l’ufficio commerciale del padre.

1907

Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

1909

Conosce Osvaldo Licini, suo compagno d’Accademia; visita l’VIII Biennale di Venezia. Ha modo di vedere i primi quadri di Cézanne riprodotti in un volume di V. Pica; segue già gli scritti di Ardengo Soffici su «La Voce».

1910

Visita la IX Biennale di Venezia, succeduta alla precedente con intervallo di un anno; si reca quindi a Firenze per studiare Giotto, Masaccio e Paolo Uccello.

1911

All’Esposizione Internazionale di Roma vede per la prima volta opere originali di Monet. Data il primo quadro pervenutoci (Paesaggio della raccolta Vitali).

1912

Incide la prima acquaforte a tiratura dichiarata e dipinge la Natura morta della raccolta Scheiwillen.

1913

Si licenzia dall’Accademia di Bologna e dipinge i primi paesaggi di Grizzana; conosce Riccardo e Mario Bacchelli. Nella primavera assiste alla Serata futurista di Modena. In questi anni distrugge numerose opere.

1914

In gennaio visita la mostra futurista di Firenze, quindi assiste alla Serata al bolognese teatro Corso, dove incontra Boccioni e Carrà (quest’ultimo scriverà in un articolo del ‘25 di conoscerlo dal ‘19). Il 20 marzo espone all’albergo Baglioni di Bologna, per un solo giorno, con M. Bacchelli, O. Licini, S. Pozzati e G. Vespignani. Partecipa alla Prima Esposizione libera futurista della Galleria Sprovieri di Roma, quindi alla Seconda Esposizione della Secessione, dove figurano numerosi dipinti di Matisse ed acquerelli di Cézanne. E’ di quest’anno (31 marzo) la lettera inviata a Boccioni, insieme a Bacchelli e Licini, nella quale, «nel ringraziare Lei e Marinetti per i libri gentilmente inviatici», chiedeva informazioni per la mostra della Galleria Sprovieri. Studia Giotto, prima ad Assisi poi a Padova. Il Comune di Bologna gli affida l’incarico di insegnamento nelle scuole elementari, che continuerà fino al ‘30.

1915

Richiamato alle armi nel Secondo Reggimento Granatieri (per la sua statura) si ammala gravemente dopo un mese e mezzo e viene rimandato a casa, quindi riformato.

1916

Trascorre l’estate a Tolè di Vergato.

1917

Nell’inverno è di nuovo gravemente ammalato. Ci restano pochissime opere, forse due soltanto. A Bologna esce «La Brigata» di Bino Binazzi, cui collaborano Carrà e Savinio.

1918

Esce a Bologna «La Raccolta» di Raimondi, cui collaborano Bacchelli, Cardarelli, Soffici, Ungaretti, ecc.; vi si riproduce per la prima volta un suo lavoro e cioè la terza incisione, che è del ‘15. Attraverso Raimondi conosce le opere metafisiche di De Chirico e Carrà (in riproduzione); dipinge le prime opere metafisiche. Sugli ultimi dell’anno conosce Mario Broglio, che il 25 novembre aveva fondato a Roma «Valori Plastici» (la rivista durerà fino al ‘21.

1919

Su «La Raccolta» è pubblicato per la prima volta un suo dipinto (la Natura morta metafisica del Museo dell’Ermitage di Leningrado). Rivede Carrà, quindi, a Roma, conosce De Chirico, mentre questi sta copiando alla Galleria Borghese un ritratto di Lorenzo Lotto. Broglio comincia ad acquistargli dei quadri (continuerà fino al ‘24).

1920

Riprende l’attività incisoria interrotta nel ‘15. Studia i ventottò Cèzanne espoti alla Biennale di Venezia.

1921

E’ presente alla Galleria d’Arte Moderna di Berlino (nel marzo, e quindi ad Hannover e Amburgo) con la prima mostra organizzata da «Valori Plastici» (vi partecipano Carrà, De Chirico, Morandi, A. Martini, Melli, Edith Walterowna, Zadkine).

1922

Presentato in catalogo da De Chirico espone, con lo stesso De Chirico, Carrà e Arturo Martini, alla Primaverile Fiorentina.

1926

Espone tre dipinti alla Prima Mostra del Novecento a Milano. L’Ente Nazionale della Cultura gli affida l’incarico (che durerà fino all’anno seguente) di Direttore delle scuole elementari di Toano e Villa Minozzo in provincia di Reggio Emilia, e di Monte Fiorino e Frassinoro in provincia di Modena.

1927

Trascorre l’estate a Grizzana, dove tornerà ogni anno fino al ‘32. Intensifica l’attività incisoria.

1928

Partecipa alla XVI Biennale di Venezia con quattro acqueforti e una cartella di incisioni

1929

Espone alla Seconda Mostra del Novecento a Milano (tre dipinti, tre acqueforti e due disegni).

1930

Gli è assegnata per chiara fama la cattedra di tecnica dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Bologna (che conserverà fino al ‘56). Partecipa con tre dipinti, due acqueforti e una cartella di incisioni alla XVII Biennale di Venezia. Partecipa alla mostra dell’incisione alla Biblioteca Nazionale di Parigi.

1931

Espone tre dipinti e qualche incisione alla Prima Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma, dove gli viene assegnato un premio.

1932

Espone alla «Prima Mostra dell’Incisione Italiana Moderna» alla Quarta Fiera Internazionale del Libro a Firenze. «L’Italiano» di Longanesi gli dedica un fascicolo (VII, 10 marzo 1932), con un saggio di Soffici e numerose riproduzioni di quadri, acqueforti e disegni.

1933

Passa l’estate a Roffeno, dove tornerà ogni anno fino al ‘38.

1934

Espone due incisioni alla XIX Biennale di Venezia. Alcune sue opere partecipano ad una mostra d’Arte Italiana Contemporanea nel Nord America.

1935

Partecipa alla Seconda Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma con quattro quadri e due acqueforti. E’ presente alla Mostra d’Arte Italiana Antica e Moderna, a Parigi (la parte antica al Petit Palais, quella moderna al Jeu de Paume).

1936

È presente alla mostra tenuta nel padiglione italiano dell’Esposizione Universale di Parigi.

1937

Espone alla mostra di inaugurazione della Galleria di Roma. Partecipa alla Mostra d’Arte Italiana a Berlino.

1938

Partecipa alla Mostra d’Arte Italiana a Berna.

1939

Ha una sala personale alla Terza Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma, dove consegue il secondo premio per la pittura (il primo va a Saetti); vi presenta quarantadue oli datati dal ‘13 al ‘38, nove acqueforti e due disegni. Espone alla mostra Golden Gate di San Francisco. Nell’estate torna a Grizzana, dove farà lunghi soggiorni fino al 25 luglio 1944, quando il fronte di guerra della «linea gotica» si ferma in quella località.

1940

Espone alla Mostra d’Arte Italiana a Zurigo.

1941

Una sua Natura morta ottiene il Primo Premio per l’Artista alla Mostra del Collezionista di Cortina d’Ampezzo.

1943

Si trasferisce, per sfollamento di guerra, a Grizzana, dove intensifica l’attività dipingendo molti paesaggi.

1944

A Grizzana i tedeschi stanno nella sua stessa casa; dipinge pochissimo.

1945

Nell’aprile-maggio ventuno suoi dipinti di raccolte private fiorentine vengono riuniti per una mostra alla Galleria del Fiore di Firenze; Roberto Longhi ne scrive la presentazione. P. M. Bardi ordina una mostra di cinquanta sue tele allo Studio d’Arte Palma di Roma.

1946

Personale a Milano.

1948

E nominato Accademico nazionale di San Luca a Roma. La XXIV Biennale di Venezia ordina una mostra con opere dal 1910 al 1920 di tre pittori italiani: Carrà, De Chirico e Morandi; vi ottiene il Premio del Comune di Venezia per un pittore italiano, assegnatogli dalla Giuria Internazionale. C. A. Petrucci presenta una mostra di ottantotto incisioni alla Calcografia Nazionale di Roma.

1949

Mostra di incisioni al Palais des Beaux Arts di Bruxelles.

1950

Partecipa con sei quadri all’Esposizione d’Arte Moderna Italiana al Musée National d’Art Moderne di Parigi. E’ presente con quindici oli alla mostra Modem Italian Art, alla The Arts Council of Great Britain presso la Tate Gallery di Londra. Gli è assegnato un premio alla Prima Mostra Internazionale del Bianco e Nero a Lugano, dove presenta un gruppo di acqueforti.

1952

Alla XXVI Biennale di Venezia è presente con una Natura morta nella «Antologia di Maestri». E’ chiamato a far parte dell’Accademia Svedese.

1953

Consegue il Gran Premio per l’incisione alla Seconda Biennale del Museo d’Arte Moderna di San Paolo del Brasile.

1954

Mostra personale al Gemeentemuseum dell’Aja (sessantatre quadri e quarantatre acqueforti). Mostra personale alla The Arts Council of Great Britain di Londra (cinquantanove quadri e quarantuno acqueforti).

1955

Partecipa con sette dipinti alla VII Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma.

1956

Si reca a Wïnterthur in occasione della mostra personale (cinquantasei dipinti, quattro disegni e quaranta acqueforti) presso il Kunstverein (affiancata ad opere dello scultore G. Manzù).

1957

Ottiene il Gran Premio per la Pittura alla Quarta Biennale del Museo d’Arte Moderna di San Paolo del Brasile. Partecipa con sei quadri e sei acqueforti ad una mostra di «Arte Italiana dal 1910» presso il Grosse Kunstausstellung di Monaco. Mostra di trentacinque quadri, due acquerelli, dieci disegni e tredici acqueforti alla World House Galleries di New York. L’editore Einaudi pubblica L’opera grafica, con una tiratura speciale (cento esemplari) corredati di un’incisione.

1958

Espone dodici acqueforti alla Quinta Mostra Internazionale di Bianco e Nero di Lugano. Ritorna a Grizzana, dove d’ora in avanti trascorrerà parte dell’anno.

1960

Nove dipinti figurano alla mostra Arte Italiana del XX secolo da collezioni americane, al Palazzo Reale di Milano.

1962

Tre dipinti sono esposti a Ca’ Pesaro a Venezia, per I Grandi Premi della Biennale 1948-1960. La città di Siegen, in Germania, organizza un’esposizione personale con 19 dipinti e 13 acqueforti alla Haus Seel am Markt, e gli conferisce il Premio Rubens per la pittura.

1963

Il Comune di Bologna gli conferisce «L’Archiginnasio d’oro». La Galerie Krugier di Ginevra allestisce una personale con quarantuno oli, tre acquerelli, sette disegni e sessantacinque acqueforti.

1964

In febbraio firma l’ultima tela; muore il 18 giugno.

 

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