Biscotti (tipo Saiwa) sbriciolati per rendere il
composto poco molle
100 gr. di cioccolato fondente a pezzettini
piccoli buccia d’arancia grattugiata
100 g di mandorle (sbucciate, tostate a parte e
tritate finemente)
1/2 bicchiere di rhum
Realizzare una pasta non troppo dura. Con la
macchina per la pasta fare 8 strisce sottili da sovrapporsi
dopo averle unte, una per una, con una generosa “pennellata”
di strutto sciolto a bagnomaria. Formare una sorta di
salsicciotto arrotolando le strisce di cui sopra e mettere
il risultato (avvolto in un candido canovaccio) in frigo per
almeno un’ora. Riprendere il “salsicciotto” dal frigo e
tagliare regolari “rondelle” (sottili). Prendere ogni
singola ‘rondella’ e con un matterello stenderla (per
esperienza si suggerisce di “partire dal centro”) con
l’aggiunta di farina. Pervenuti ad un soddisfacente
risultato, cioè una sfoglia sottile ed omogenea, si in
farina, si rovescia e ci si versa al centro abbondante
impasto preparato a parte, agendo come se si trattasse di un
raviolo. Si chiudono i lembi e si mette in forno già caldo a
200°. Non appena infornato abbassare subito a 170°. Tenere
per circa 20-25 minuti massimo.
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Ricetta tratta da: "Una ricca ... cucina povera" di Roberto
Pelillo, Deltagrafica Edizioni - aprile 2005.