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Già la sera precedente, mettete a bagno le castagne in
acqua fredda; quelle che vengono a galla buttatele,
perché cave o abitate dal vermicello.
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L’indomani, lessatele in acqua bollente, scolatele e
passatele al setaccio.
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In un tegame, scaldate il mosto; calate le mandorle e le
noci, profumate con la raspatura di cannella, aggiungete
la crema di castagne e mescolate. Spegnete il fuoco,
calate lo zucchero ed il cedro, mescolate ancora, poi
mettete il composto in un locale fresco (meglio in
frigorifero) e lasciatela riposare un paio di ore
almeno.
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Sulla spianatoia disponete la farina aperta a fontana;
unite l’olio e tanto vino, poco per volta, fino ad
ottenere un impasto liscio e sodo; che lavorate con il
matterello in sfoglia sottile.
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Con un bicchiere (o un nappo di ferro) ritagliate tanti
dischetti di circa 4-5 cm di diametro; al centro di
ognuno disponete una nocciola di ripieno, piegate la
pasta e saldatene i bordi, così da ricavarne mezzelune
rigonfie (panciute).
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In una padella ampia scaldate l’olio, qui friggetevi i
caggionetti; appena dorano, scolateli, asciugateli sopra
fogli di carta assorbente, spolverizzateli di zucchero e
raspatura di cannella, quindi serviteli caldi.
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Varianti
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Non esageriamo a dire che sono infinite, nel senso lato.
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Ad esempio la pasta, invece della farina si ottiene
impiegando castagne lessate e passate allo
schiacciapatate (o al setaccio). Anche il ripieno si può
fare con crema di ceci, aromatizzata con scorza di
limone grattugiata, cioccolato grattugiato, liquore
Anisette o Aurum (di produzione locale) ecc.