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ARALDICA - Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardomedioevale. Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città. Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.
 
 
Nel 1874, Raffaello Pagliaccetti, sull’onda del successo ottenuto all’Esposizione Universale di Vienna, lo scultore riceve la commissione per un importante lavoro. Si tratta della statua della giovanissima Emma Faldi per il cimitero di San Miniato a Firenze. È senza dubbio il primo importante lavoro insieme alla grande commissione giuliese per il cenotafio ad Angelo Antonio Cosimo Dé Bartolomei, già iniziato probabilmente l’anno precedente.
Il cenotafio
 

Angelo Antonio De' Bartolomei

Storico, economista, archeologo e poeta

 

   Nato il 1788, morto il 1862, fu storico, economista, archeologo e poeta. Spese tutta la sua lunga vita in onorato servizio del proprio paese e degli studi, e tenne con integrità, intelligenza ed onore vari uffici altissimi. L’elenco delle molte opere edite ed inedite che egli lasciò venne da noi dato nella monografia intorno all’Agro Castrense. A Lui il nipote Gaetano, del pari tanto benemerito della sua città nativa e degno di essere affettuosamente e durevolmente ricordato per generose opere compiute, innalzò il marmoreo monumento sepolcrale - il cenatafio -, insigne opera del nostro grande scultore Raffaele Pagliaccetti.

 
 

Il cenotafio

Il monumento funebre si trova nella cappella Dé Bartolomei, situata in Piazza della Libertà a Giulianova Paese. Narra Bindi nel 1916: “L’egregio ingegnere Gaetano Dé Bartolomei ... volendo onorare la memoria dello zio Angelo Antonio Cosimo, commise al Pagliaccetti l’incarico di eseguire in marmo un monumento sepolcrale, che stesse testimonio della sua pietà e del suo riverente affetto verso il caro ed illustre congiunto”. Nacque così un opera d’arte davvero insigne, e per i superbi bassorilievi rappresentanti i tre Genii della Storia, dell’Archeologia e della Poesia (...), e per i vaghi e belli intagli di fiori simbolici, papaveri, spighe, lauro e mortelle, condotti con sì rara perfezione e grazia, e con tanto mirabile magistero da parere opera non di marmo, ma delicatissimo ricamo; e finalmente per lo stupendo busto del De Bartolomei, che corona il semplice ed elegante monumento, così naturale che par vivo. Il monumento è alto 4 metri e 30 per una larghezza di 2 metri, mentre il particolare raffigurato misura cm. 100 per 79.

 
▪  Tratto da Illustri Giuliesi di Vincenzo Bindi.
 
 
 
 
Giulianova è una terra che ha prodotto e produce dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti meriti da parte dei propri concittadini.
L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita più facilmente palpabili.
Però si ha la percezione che un passo avanti si stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri che vanno in cerca della tracce del violoncellista Gaetano Braga, tutt’ora più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
Così avviene anche per altri figli benemeriti, che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo lo scultore Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese, la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel luogo di nascita dello scultore Venanzo Crocetti notizie inerenti alla prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e mezzo prima della sua morte).
Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento, per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico, scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve elencazione con una succinta biografia di ognuno.
 
 

Webmasters: Alex e Umberto Raimondi - Giulianova (Te)

 
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