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Il cenotafio |
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Angelo Antonio De' Bartolomei |
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Storico,
economista, archeologo e poeta |
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Nato il 1788, morto il 1862, fu storico,
economista, archeologo e poeta. Spese tutta la sua lunga vita in onorato
servizio del proprio paese e degli studi, e tenne con integrità,
intelligenza ed onore vari uffici altissimi. L’elenco delle molte opere
edite ed inedite che egli lasciò venne da noi dato nella monografia intorno
all’Agro Castrense. A Lui il nipote Gaetano, del pari tanto
benemerito della sua città nativa e degno di essere affettuosamente e
durevolmente ricordato per generose opere compiute, innalzò il marmoreo
monumento sepolcrale - il cenatafio -, insigne opera del nostro grande
scultore
Raffaele Pagliaccetti.
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Il cenotafio
Il monumento funebre si trova nella
cappella Dé
Bartolomei, situata in
Piazza della Libertà a
Giulianova Paese. Narra Bindi
nel 1916: “L’egregio ingegnere Gaetano Dé Bartolomei ... volendo onorare la
memoria dello zio Angelo Antonio Cosimo, commise al Pagliaccetti l’incarico
di eseguire in marmo un monumento sepolcrale, che stesse testimonio della
sua pietà e del suo riverente affetto verso il caro ed illustre congiunto”.
Nacque così un opera d’arte davvero insigne, e per i superbi bassorilievi
rappresentanti i tre Genii della Storia, dell’Archeologia e della Poesia
(...), e per i vaghi e belli intagli di fiori simbolici, papaveri, spighe,
lauro e mortelle, condotti con sì rara perfezione e grazia, e con tanto
mirabile magistero da parere opera non di marmo, ma delicatissimo ricamo; e
finalmente per lo stupendo busto del De Bartolomei, che corona il semplice
ed elegante monumento, così naturale che par vivo. Il monumento è alto 4
metri e 30 per una larghezza di 2 metri, mentre il particolare raffigurato
misura cm. 100 per 79. |
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Tratto da
Illustri Giuliesi di Vincenzo Bindi. |
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Giulianova è una terra che ha prodotto e produce
dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti
meriti da parte dei propri concittadini.
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L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta
d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore
dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita
più facilmente palpabili.
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Però si ha la percezione che un passo avanti si
stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione
sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini
esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri
che vanno in cerca della tracce del violoncellista
Gaetano Braga, tutt’ora
più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
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Così avviene anche per altri figli benemeriti,
che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo
lo scultore
Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio
sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale
ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in
cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese,
la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel
luogo di nascita dello scultore
Venanzo Crocetti notizie inerenti alla
prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per
raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente
informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal
Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè
sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo
figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e
mezzo prima della sua morte).
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Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il
caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento,
per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico,
scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia
importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne
possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve
elencazione con una succinta biografia di ognuno.
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