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Alessandrina Obreskov |
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Acquaviva d’Aragona (1828-1900), scrittrice |
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di
Sandro Galantini |
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Alexandra Alexandrovna Obreskov, Alessandrina nel nome
italianizzato, nasce a Stoccarda il 27 aprile 1828 dal nobile
Alexandr, ambasciatore di Russia, e dalla contessa Natalia Sollohub.
Da Stoccarda, ancora bambina, Alessandrina segue i genitori
stabilendosi dapprima a Torino e quindi a Napoli, dove conosce e
sposa nel 1851 Carlo Acquaviva d’Aragona, da cui avrà nel 1852
Mario Andrea, nel 1855 Sofia e nel 1858 Isabella. A partire dal
1861, con l’elezione del marito a deputato, risiede prima a
Firenze e quindi a Roma, per poi stabilirsi definitivamente a
Giulianova,
nella villa “Montagnola”.
Donna assai colta, poliglotta, raffinata musicista e pittrice,
Alessandrino rende Giulianova il centro intellettuale di una
società colta ed elegante. Tra le sue tante iniziative, il
concerto dell’estate 1872 con Francesco Paolo Tosti e con
l’ormai celebre violoncellista
Gaetano Braga,
al quale si deve la musica della romanzo Madonna! Tu ci salvi
composta su versi in francese della nobildonna. Delicatissima
scrittrice, la Obreskov pubblico nel 1885 per l’editore parigino
Calmann Lévy il racconto Le mariage de Lady Constance e la
novella Le réve de Gabrielle, cui segue nel 1889 Le secret de
Maroussia, uscito anche nella traduzione in italiano come
appendice al “Popolo Romano”. Altre sue opere sono Le souvenir
de la Princesse e Madamoseille de Roquemaur oltre o racconti
brevi pubblicati nel periodico giuliese “Rivisto Minima”. Suo è
anche un diario manoscritto in lingua francese; Pensées et
Souvenirs. Impegnata nell’attività filontropica come dama di
carità, Alessandrina, dopo aver perso il marito nel dicembre
del1 892, muore a Giulianova il 29 ottobre 1900 tra la
commozione generale. |
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Giulianova è una terra che ha prodotto e produce
dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti
meriti da parte dei propri concittadini.
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L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta
d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore
dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita
più facilmente palpabili.
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Però si ha la percezione che un passo avanti si
stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione
sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini
esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri
che vanno in cerca della tracce del violoncellista
Gaetano Braga, tutt’ora
più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
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Così avviene anche per altri figli benemeriti,
che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo
lo scultore
Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio
sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale
ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in
cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese,
la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel
luogo di nascita dello scultore
Venanzo Crocetti notizie inerenti alla
prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per
raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente
informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal
Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè
sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo
figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e
mezzo prima della sua morte).
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Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il
caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento,
per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico,
scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia
importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne
possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve
elencazione con una succinta biografia di ognuno.
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