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ARALDICA - Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardomedioevale. Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città. Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.
 
 

Vincenzo Bindi, dona con un lascito tutte le sue raccolte, oggi biblioteca Comunale “Bindi”, contiene in visione circa 25.000 volumi suddivisi in undici sezioni. La sezione abruzzese è la più completa ed importante d’Abruzzo. Al piano superiore dello stesso edificio si trova la Pinacoteca dove sono esposti quadri, disegni autografi, mobili ed oggetti artistici. Ci sono quadri di pittori della Scuola Napoletana dal ‘600 fino ai primi del ‘900, il periodo più rappresentato è quello della scuola di Posillipo. Nasce a Giulianova il 21 Gennaio 1852. Storico ed Umanista, studia Giurisprudenza a Napoli, seguendo anche i corsi di Letteratura e Filosofia alla Scuola Normale Superiore.

Vincenzo Bindi
(1852 - 1928)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Vincenzo Bindi e

la Scuola di Posillipo

Storico ed Umanista

 

Vincenzo Bindi

 

Vincenzo Bindi, nasce a Giulianova il 21 Gennaio 1852. Storico ed Umanista, studia Giurisprudenza a Napoli, seguendo anche i corsi di Letteratura e Filosofia alla Scuola Normale Superiore.
Giovanissimo viene nominato Professore di Storia e Geografia al Liceo “Pier delle Vigne” di Capua.
Per motivi professionali, nel 1885 fu mandato dal Ministero della Pubblica Istruzione a Parigi, e in seguito in Germania per lo studio delle opere di oreficeria nei musei tedeschi.
Nel 1885 ottiene la nomina a Preside dello stesso Liceo e Direttore della Scuola Tecnica, carica che lascia nel 1900 per assumere la direzione definitiva della Scuola Femminile da lui tenuta fin dal 1890.
Fece molti viaggi: in Inghilterra, Belgio, Olanda, Germania e Svizzera.
Consacrò tutte le energie ad illustrare la sua terra ed a raccogliere autografi ed opere d’arte.
Alla sua morte, avvenuta a Napoli il 2 Maggio 1928, lasciò al Comune di Giulianova la sua raccolta di opere d’arte (soprattutto dipinti di scuola napoletana e diverse opere di famosi artisti abruzzesi).
Ha lasciato anche la sua ricca biblioteca, che comprende libri molto rari, fra cui due incunaboli e trentadue cinquecentine, rendendo così la Biblioteca “V. Bindi” di Giulianova, una fra le più ricche per il patrimonio culturale abruzzese.
E’ sepolto nel cimitero di Giulianova.
 
 
La Scuola di Posillipo
 
Vincenzo Bindi, con un lascito del 3 ottobre 1927, ha donato alla città di Giulianova la sua Pinacoteca. Nelle prime pagine del legato testamentario, egli cataloga 371 opere, appartenenti ad un periodo estesissimo, compreso tra il 1600 e il 1920; con particolare riferimento ad un periodo esaltante per la storia dell'arte napoletana, compreso tra il 182O e il 1870, del quale ha collezionato opere di quasi tutti gli artisti appartenenti alla famosa “Scuola di Posillipo”.
La particolarità e l’unitarietà dei tre secoli di storia dell'arte sono dati da due elementi ben precisi: il primo è che per la maggior parte le opere cedute appartengono ad artisti meridionali, formatosi a Napoli, o che hanno avuto stretti rapporti culturali con queste città; il secondo è che fondamentalmente tutte le opere e gli studi riconducono ad una pittura dal vero, sia per quanto riguarda il paesaggio, sia per le opere di genere o i ritratti.
Esiste, per Bindi, in questi tre secoli di storia dell’arte, e tra gli artisti presenti, un legame di continuità nella ricerca e nella tecnica.
 
 
 
Olio su tela "Ruderi con affreschi"
Olio su tela
"Ruderi con affreschi"
 
dipinto esposto nella Pinacoteca Civica del Comune di Giulianova
 
 
 
Giulianova è una terra che ha prodotto e produce dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti meriti da parte dei propri concittadini.
L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita più facilmente palpabili.
Però si ha la percezione che un passo avanti si stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri che vanno in cerca della tracce del violoncellista Gaetano Braga, tutt’ora più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
Così avviene anche per altri figli benemeriti, che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo lo scultore Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese, la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel luogo di nascita dello scultore Venanzo Crocetti notizie inerenti alla prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e mezzo prima della sua morte).
Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento, per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico, scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve elencazione con una succinta biografia di ognuno.
 
 

Webmasters: Alex e Umberto Raimondi - Giulianova (Te)

 
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