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Vincenzo
Bindi
(1852 - 1928)
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Vincenzo Bindi e
la
Scuola di Posillipo
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Storico ed Umanista |
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Vincenzo Bindi |
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Vincenzo Bindi, nasce a Giulianova il 21 Gennaio
1852. Storico ed Umanista, studia Giurisprudenza
a Napoli, seguendo anche i corsi di Letteratura
e Filosofia alla Scuola Normale Superiore.
Giovanissimo viene nominato Professore di Storia
e Geografia al Liceo “Pier delle Vigne” di
Capua.
Per motivi professionali, nel 1885 fu mandato
dal Ministero della Pubblica Istruzione a
Parigi, e in seguito in Germania per lo studio
delle opere di oreficeria nei musei tedeschi.
Nel 1885 ottiene la nomina a Preside dello
stesso Liceo e Direttore della Scuola Tecnica,
carica che lascia nel 1900 per assumere la
direzione definitiva della Scuola Femminile da
lui tenuta fin dal 1890.
Fece molti viaggi: in Inghilterra, Belgio,
Olanda, Germania e Svizzera.
Consacrò tutte le energie ad illustrare la sua
terra ed a raccogliere autografi ed opere
d’arte.
Alla sua morte, avvenuta a Napoli il 2 Maggio
1928, lasciò al Comune di Giulianova la sua
raccolta di opere d’arte (soprattutto dipinti di
scuola napoletana e diverse opere di famosi
artisti abruzzesi).
Ha lasciato anche la sua ricca biblioteca, che
comprende libri molto rari, fra cui due
incunaboli e trentadue cinquecentine, rendendo
così la Biblioteca “V. Bindi” di Giulianova, una
fra le più ricche per il patrimonio culturale
abruzzese.
E’ sepolto nel cimitero di Giulianova.
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La Scuola di Posillipo
Vincenzo Bindi, con un lascito del 3 ottobre
1927, ha donato alla città di Giulianova la sua
Pinacoteca. Nelle prime pagine del legato
testamentario, egli cataloga 371 opere,
appartenenti ad un periodo estesissimo, compreso
tra il 1600 e il 1920; con particolare
riferimento ad un periodo esaltante per la
storia dell'arte napoletana, compreso tra il
182O e il 1870, del quale ha collezionato opere
di quasi tutti gli artisti appartenenti alla
famosa “Scuola di Posillipo”.
La particolarità e l’unitarietà dei tre secoli
di storia dell'arte sono dati da due elementi
ben precisi: il primo è che per la maggior parte
le opere cedute appartengono ad artisti
meridionali, formatosi a Napoli, o che hanno
avuto stretti rapporti culturali con queste
città; il secondo è che fondamentalmente tutte
le opere e gli studi riconducono ad una pittura
dal vero, sia per quanto riguarda il paesaggio,
sia per le opere di genere o i ritratti.
Esiste, per Bindi, in questi tre secoli di
storia dell’arte, e tra gli artisti presenti, un
legame di continuità nella ricerca e nella
tecnica.
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Olio su tela |
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"Ruderi con affreschi" |
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| dipinto
esposto nella Pinacoteca Civica del
Comune di Giulianova |
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Giulianova è una terra che ha prodotto e produce
dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti
meriti da parte dei propri concittadini.
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L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta
d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore
dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita
più facilmente palpabili.
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Però si ha la percezione che un passo avanti si
stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione
sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini
esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri
che vanno in cerca della tracce del violoncellista
Gaetano Braga, tutt’ora
più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
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Così avviene anche per altri figli benemeriti,
che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo
lo scultore
Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio
sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale
ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in
cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese,
la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel
luogo di nascita dello scultore
Venanzo Crocetti notizie inerenti alla
prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per
raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente
informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal
Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè
sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo
figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e
mezzo prima della sua morte).
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Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il
caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento,
per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico,
scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia
importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne
possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve
elencazione con una succinta biografia di ognuno.
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