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ARALDICA - Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardomedioevale. Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città. Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.
 
 
Gaetano Braga
Gaetano Braga
(1829 - 1907)

 

La casa natia di gaetano Braga, oggi museo civico

La casa natia,
oggi Casa-Museo
 
 

Gaetano Braga

Insigne violoncellista e compositore
(Giulianova 1829 – Milano 1907)
 

Insigne violoncellista e compositore giuliese; fu concertista di fama internazionale.

Di famiglia modesta, stava per essere avviato alla carriera ecclesiastica sin da fanciullo, quando la Duchessa d’Atri Giulia Colonna, notate in lui delle spiccate attitudini musicali, lo aiutò a superare le difficoltà familiari, che gli impedivano il trasferimento a Napoli presso il Conservatorio S. Pietro a Maiella. Qui fu ammesso, primo tra tutti i candidati, nella classe di canto; ma, rimasto affascinato dal suono del violoncello del compagno di collegio Laboccetta, prese di nascosto delle lezioni da lui. Il direttore Mercadante, scopertolo a suonare in orchestra, e sorpreso dalla sua bravura, fece subito costruire per lui un violoncello dal liutaio Gagliano, e affidò Braga al maestro Ciaudelli, allievo a sua volta di Paganini (il quale suonava anche il violoncello) e di Vincenzo Fenzi, il cui figlio Scipione, nel 1870 divenne docente al Conservatorio di Mosca, sorto solo da pochi anni. Braga debuttò a Napoli all’età di 14 anni e dopo una tournée in varie città italiane (Firenze, Bologna, Trieste…), si fermò a Vienna, dove prese parte al celebre quartetto di Mayseder. Si recò, poi, a Parigi, dove suonò con Bizet, Rubistein, Saint-Säens, Debussy, Gounod, con i migliori pianisti (List, Thalberg, Sgambati, Martucci, Lubech, Prudent, Fumagalli, Stanzieri, Goria, Ravina), violinisti (Sivori, Pinto, Alard, Vieux-Temps) e col celebre contrabbassista Bottesini. A Parigi conobbe, inoltre, Gounod (partecipò alla prima esecuzione assoluta della celebre Ave Maria), Halevy, Auber, Meyerbeer, Massenet, Verdi, e divenne intimo amico di Rossini, che compose per lui Une larme; entrò nella cerchia dei migliori artisti di Parigi (Dorè, Delacroix, Dumas, Boldini …).

Nel 1856 prosegue l’attività a Londra, dove acquista lo Stradivari del 1731, che, ancora oggi suonato, porta il suo nome. Nel 1874 effettua anche una tournée in America, e, dopo numerosi successi, venne definito “King violoncellist”.

Come compositore, fu allievo di Mercadante, e scrisse numerosa musica da camera strumentale, principalmente per violoncello, (revisionò anche il noto metodo Dotzauer, che pubblicato da Ricordi, fu adottato in tutti i Conservatori) e vocale, tra cui la celeberrima Leggenda Valacca, pubblicata in tutto il mondo e citata persino da A. Cecov, in uno dei suoi racconti. Scrisse anche una decina di opere liriche, collaborando con librettisti come Ghislanzoni, Piave, De Lauzieres; alcune di queste furono rappresentate con successo anche a Vienna (Estella di S. Germano), a Parigi ( La Mendicante ), e a Lisbona (Caligola). Molto ricercato come maestro di canto anche da Verdi e Halevy, insegnò a celebri cantanti come la Nilson , la Patti , la Frezzolini , Maria Lafon, la Borghi-Mamo , la Bosio etc. Fu molto amico di Antonio Fogazzaro, del quale musicò la Ricamatrice , e lo scrittore, a sua volta, lo ritrasse nella novella del maestro Chieco.

Casa-Museo “G. Braga” (Museo Civico): costruita nella seconda metà dell’800, quando il musicista decise di riedificare ex-novo sullo stesso sito la sua casa natale, ancora più modesta.

Oggi è adibita a casa-museo: vi sono conservate diverse opere d’arte (quadri, disegni, sculture) sulla figura e la vita del musicista, di P. Montegny, P. Chardin, S. Schaeppi, A. Malaspina, A. Tantardini, A. Tentarelli (illustre scultore giuliese), inoltre lettere, illustrazioni, documenti, spartiti, frutto della ricerca condotta in Italia e all’estero dall’Associazione omonima che qui ha sede.

Visitando la casa-museo, è possibile, inoltre, ascoltare registrazioni e incisioni di alcune composizioni di Braga e di altra musica di quel periodo.
 
Il Direttore Artistico
M° Galileo Di Ilio
 
Il Presidente
Giovanni Di Leonardo
 
L'Associazione Culturale "G. Braga"
 
 
 
 
 
Giulianova è una terra che ha prodotto e produce dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti meriti da parte dei propri concittadini.
L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita più facilmente palpabili.
Però si ha la percezione che un passo avanti si stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri che vanno in cerca della tracce del violoncellista Gaetano Braga, tutt’ora più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
Così avviene anche per altri figli benemeriti, che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo lo scultore Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese, la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel luogo di nascita dello scultore Venanzo Crocetti notizie inerenti alla prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e mezzo prima della sua morte).
Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento, per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico, scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve elencazione con una succinta biografia di ognuno.
 
 

Webmasters: Alex e Umberto Raimondi - Giulianova (Te)

 
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