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ARALDICA - Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardomedioevale. Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città. Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.
 
 
Camillo De Lucia, la “voce” italiana in America
Camillo De Lucia,
la “voce” italiana in America
 
 
 

Camillo De Lucia, la “voce” italiana

Pioniere della radiofonia

 

di Sandro Galantini

 
   Il 19 aprile del 1981, alle ore 1,05, cessava di vivere presso l’ospedale Saint John di Steubenville nell’Ohio (USA), dove era stato ricoverato, Camillo De Lucia. Se ne andava con discrezione una delle voci” tra le più note non solo della comunità italiana negli Stati Uniti, ma anche un pioniere della radiofonia ed un baritono di straordinario talento. Camillo De Lucia era nato a Giulianova il 29 agosto del 1895 da Gennaro e da Agnese Bindi, quest’ultima cugina dello storico prof. Vincenzo. La vicenda biografica di Camillo De Lucia è — per più di un aspetto — emblematica delle difficoltà che una larga parte della popolazione giuliese, anzi la stragrande maggioranza probabilmente, patisce in un periodo tanto complesso quale quello dei primi anni venti del Novecento, con quel reale choc — psicologico, politico ed economico - rappresentato dalla Grande guerra. E difatti non è casuale che il Nostro, pur appartenendo ad una famiglia relativamente benestante e la cui partecipazione attiva alle vicende socio-politiche cittadine è documentata sin dal 1873 con il consigliere comunale Germano De Lucia, sia costretto ad emigrare nel 1920, insieme con la moglie Gilda Gigliucci (altra famiglia giuliese di solide tradizioni artigiane e quindi — se vogliamo - piccolo borghese) verso gli Stati Uniti, meta privilegiata di un’emigrazione che, purtroppo, proprio dopo la prima guerra mondiale torna ad espandersi cagionando quel triste depauperamento demografico ed intellettivo destinato a proseguire per molto tempo ancora. Risale al 1923 la scelta dei coniugi De Lucia di fissare la propria residenza a Steubenville, la città dell’Ohio nella quale — tranne alcune parentesi — sarà destinata a svolgersi la vita del Nostro. Una incoercibile passione per la musica in generale (d’altronde Camillo era nato nella Giulianova di Gaetano e Giuseppe Braga, ma anche del M° Leone, il celebre direttore della banda cittadina), e per il canto in particolare, lo porteranno a frequentare negli anni successivi New York, per una intensa formazione. Le sue doti hanno modo di evidenziarsi già nel 1932, anno nel quale torna a Steubenville e nél corso del quale riscuote i primi successi, come baritono, in una serie di concerti tenuti a Philadelphia, città dove — com’è noto — era presente una numerosa “colonia” italiana, con una forte componente giuliese coagulatasi nella “Fraterna Pagliaccetti”, una organizzazione di tipo assistenziale particolarmente attiva. E’ proprio in questa importantissima località della Pennsylvania che De Lucia si accosta alle prime esperienze radiofoniche, proseguite poi a New York e a Youngstown, sino a ricoprire l’incarico di responsabile per le trasmissioni italiane presso la prestigiosa CBS Radio. Nel novembre del 1940 Camillo De Lucia approda all’emittente radiofonica WSTV: qui il tenore e baritono giuliese dirigerà fino al 1975 la trasmissione “Neapolitan Serenade” (nel cui gruppo il giuliese avrà al suo fianco Reno e Augusto Stirpe e Rocco Berarducci), una delle più note e seguite da parte della folta comunità italiana statunitense, insieme con altre di carattere musicale e culturale. Oramai la fama di Camillo De Lucia, che nel 1946 torna nella sua Giulianova e offre doviziosi esempi del suo talento cantando brani d’opera in una rimasta mitica serata al Cinema “Moderno”, è notevole. Nel 1952 Alcide De Gasperi a nome del Governo italiano conferisce un importante riconoscimento al De Lucia, il quale ultimo, l’anno successivo, consegue un altro successo tramite la versione televisiva della celebre “Neapolitan Serenade”. All’impegno musicale Camillo De Lucia aggiunge quello in ambito sociale, solidaristico e religioso: attivissimo membro della chiesa cattolica di S. Antonio, è anche “magna pars” del Columbus Club, dell’italian Culture Club, della Holy Name Society e di numerose altre organizzazioni statunitensi. Grande amico di Frank Sinatra e dell’oriundo abruzzese Dean Martin, nel 1969 giunge l’onorificenza più ambita, quella di Gran Cavaliere dell’Ordine della Repubblica al merito, consegnatagli da Giulio Andreotti, all‘epoca Ministro dell’Industria. Ma la serie dei riconoscimenti è molto più ampia, includendo persino quelli ricevuti da Papa Giovanni XXIII e dal presidente Roosevelt.
* Articolo tratto dalla Rivista "Madonna dello Splendore" n. 20 - Giulianova, 22 aprile 2001, pag. 135.
 
 
 
 
Giulianova è una terra che ha prodotto e produce dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti meriti da parte dei propri concittadini.
L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita più facilmente palpabili.
Però si ha la percezione che un passo avanti si stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri che vanno in cerca della tracce del violoncellista Gaetano Braga, tutt’ora più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
Così avviene anche per altri figli benemeriti, che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo lo scultore Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese, la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel luogo di nascita dello scultore Venanzo Crocetti notizie inerenti alla prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e mezzo prima della sua morte).
Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento, per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico, scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve elencazione con una succinta biografia di ognuno.
 
 

Webmasters: Alex e Umberto Raimondi - Giulianova (Te)

 
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