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Camillo De Lucia,
la “voce” italiana in America
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Camillo De Lucia, la “voce” italiana |
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Pioniere della radiofonia |
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di
Sandro
Galantini |
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Il 19
aprile del 1981, alle ore 1,05, cessava di vivere presso l’ospedale Saint
John di Steubenville nell’Ohio (USA), dove era stato ricoverato, Camillo De
Lucia. Se ne andava con discrezione una delle voci” tra le più note non solo
della comunità italiana negli Stati Uniti, ma anche un pioniere della
radiofonia ed un baritono di straordinario talento. Camillo De Lucia era
nato a Giulianova il 29 agosto del 1895 da Gennaro e da Agnese Bindi, quest’ultima
cugina dello storico prof. Vincenzo. La vicenda biografica di Camillo De
Lucia è — per più di un aspetto — emblematica delle difficoltà che una larga
parte della popolazione giuliese, anzi la stragrande maggioranza
probabilmente, patisce in un periodo tanto complesso quale quello dei primi
anni venti del Novecento, con quel reale choc — psicologico, politico ed
economico - rappresentato dalla Grande guerra. E difatti non è casuale che
il Nostro, pur appartenendo ad una famiglia relativamente benestante e la
cui partecipazione attiva alle vicende socio-politiche cittadine è
documentata sin dal 1873 con il consigliere comunale Germano De Lucia, sia
costretto ad emigrare nel 1920, insieme con la moglie Gilda Gigliucci (altra
famiglia giuliese di solide tradizioni artigiane e quindi — se vogliamo -
piccolo borghese) verso gli Stati Uniti, meta privilegiata di un’emigrazione
che, purtroppo, proprio dopo la prima guerra mondiale torna ad espandersi
cagionando quel triste depauperamento demografico ed intellettivo destinato
a proseguire per molto tempo ancora. Risale al 1923 la scelta dei coniugi De
Lucia di fissare la propria residenza a Steubenville, la città dell’Ohio
nella quale — tranne alcune parentesi — sarà destinata a svolgersi la vita
del Nostro. Una incoercibile passione per la musica in generale (d’altronde
Camillo era nato nella Giulianova di Gaetano e Giuseppe Braga, ma anche del
M° Leone, il celebre direttore della banda cittadina), e per il canto in
particolare, lo porteranno a frequentare negli anni successivi New York, per
una intensa formazione. Le sue doti hanno modo di evidenziarsi già nel 1932,
anno nel quale torna a Steubenville e nél corso del quale riscuote i primi
successi, come baritono, in una serie di concerti tenuti a Philadelphia,
città dove — com’è noto — era presente una numerosa “colonia” italiana, con
una forte componente giuliese coagulatasi nella “Fraterna Pagliaccetti”, una
organizzazione di tipo assistenziale particolarmente attiva. E’ proprio in
questa importantissima località della Pennsylvania che De Lucia si accosta
alle prime esperienze radiofoniche, proseguite poi a New York e a Youngstown,
sino a ricoprire l’incarico di responsabile per le trasmissioni italiane
presso la prestigiosa CBS Radio. Nel novembre del 1940 Camillo De Lucia
approda all’emittente radiofonica WSTV: qui il tenore e baritono giuliese
dirigerà fino al 1975 la trasmissione “Neapolitan Serenade” (nel cui gruppo
il giuliese avrà al suo fianco Reno e Augusto Stirpe e Rocco Berarducci),
una delle più note e seguite da parte della folta comunità italiana
statunitense, insieme con altre di carattere musicale e culturale. Oramai la
fama di Camillo De Lucia, che nel 1946 torna nella sua Giulianova e offre
doviziosi esempi del suo talento cantando brani d’opera in una rimasta
mitica serata al Cinema “Moderno”, è notevole. Nel 1952 Alcide De Gasperi a
nome del Governo italiano conferisce un importante riconoscimento al De
Lucia, il quale ultimo, l’anno successivo, consegue un altro successo
tramite la versione televisiva della celebre “Neapolitan Serenade”.
All’impegno musicale Camillo De Lucia aggiunge quello in ambito sociale,
solidaristico e religioso: attivissimo membro della chiesa cattolica di S.
Antonio, è anche “magna pars” del Columbus Club, dell’italian Culture Club,
della Holy Name Society e di numerose altre organizzazioni statunitensi.
Grande amico di Frank Sinatra e dell’oriundo abruzzese Dean Martin, nel 1969
giunge l’onorificenza più ambita, quella di Gran Cavaliere dell’Ordine della
Repubblica al merito, consegnatagli da Giulio Andreotti, all‘epoca Ministro
dell’Industria. Ma la serie dei riconoscimenti è molto più ampia, includendo
persino quelli ricevuti da Papa Giovanni XXIII e dal presidente Roosevelt.
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* Articolo tratto
dalla Rivista "Madonna
dello Splendore" n. 20 - Giulianova, 22
aprile 2001, pag. 135. |
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Giulianova è una terra che ha prodotto e produce
dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti
meriti da parte dei propri concittadini.
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L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta
d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore
dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita
più facilmente palpabili.
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Però si ha la percezione che un passo avanti si
stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione
sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini
esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri
che vanno in cerca della tracce del violoncellista
Gaetano Braga, tutt’ora
più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
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Così avviene anche per altri figli benemeriti,
che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo
lo scultore
Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio
sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale
ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in
cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese,
la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel
luogo di nascita dello scultore
Venanzo Crocetti notizie inerenti alla
prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per
raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente
informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal
Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè
sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo
figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e
mezzo prima della sua morte).
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Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il
caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento,
per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico,
scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia
importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne
possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve
elencazione con una succinta biografia di ognuno.
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