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Decurione e sindaco
di Giulianova |
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Decurione e poi sindaco di Giulianova dal
09 giugno 1856 al 28 luglio 1856.
Nato il 21 febbraio 1793, morto il 28 luglio
1856, Componente la R. Società Economica del I. Abruzzo Ultra e socio di
varie Accademie letterarie e scientifiche. Lasciò odi e sonetti: un’Ode, con
note illustrative, pubblicata a Teramo nel 1832, venne indirizzata da lui
alla Duchessa D. Amalia Acquaviva; un Sonetto in lode del Re veniva fuso
nella maggiore campana di Giulianova. Fu anche studioso delle antichità, e
raccolse memorie ed epigrafi patrie. Scrisse pure un poemetto epitalamico in
occasione delle nozze di Rocco Rubini nel 1832, pubblicato a cura di
Riccardo Comi in Teramo.
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▪ Tratto da
Illustri Giuliesi di Vincenzo Bindi. |
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Giulianova è una terra che ha prodotto e produce
dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti
meriti da parte dei propri concittadini.
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L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta
d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore
dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita
più facilmente palpabili.
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Però si ha la percezione che un passo avanti si
stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione
sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini
esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri
che vanno in cerca della tracce del violoncellista
Gaetano Braga, tutt’ora
più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
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Così avviene anche per altri figli benemeriti,
che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo
lo scultore
Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio
sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale
ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in
cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese,
la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel
luogo di nascita dello scultore
Venanzo Crocetti notizie inerenti alla
prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per
raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente
informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal
Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè
sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo
figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e
mezzo prima della sua morte).
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Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il
caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento,
per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico,
scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia
importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne
possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve
elencazione con una succinta biografia di ognuno.
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