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Venanzo Crocetti
(1913 - 2003)
Papa Paolo VI e
Venanzo Crocetti all'inaugurazione della Porta di
San
Pietro in Vaticano,
Roma 12 settembre 1964
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Scultore |
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Nato a Giulianova il 4
agosto 1913, morto a Roma 3 febbraio del 2003.
Dall’età di 20 anni iniziò a
partecipare con successo alle Biennali Internazionali d’arte
di Venezia, alle Quadriennali di Roma, alle mostre d’arte
italiane, di Bruxelles, Parigi, Berna, Zurigo, New York ed a
tante altre.
Nel 1931 gli venne assegnato
il premio Nazionale dell’Accademia di S. Luca e, nel 1936,
un premio dell’Accademia d’Italia. Alla XVI Biennale di
Venezia gli venne conferito il Gran Premio per la scultura
italiana. Nel 1949 vinse il concorso internazionale per le
Porte bronzee della Basilica Vaticana. L’opera fu inaugurata
nel 1964. Dal 1946 al 1955 ottenne la cattedra di scultura
all’Accademia di Belle Arti di Venezia e dal 1956 al 1963
quella di Firenze. Subito dopo divenne titolare di scultura
all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Fortunato Bellonzi sostiene
che l’arte di Venanzo Crocetti appartiene alla linea della
maggiore scultura italiana. Essa è pensosa del destino
dell’uomo, partecipe delle nostre inquietudini. La sua è
un’arte che potremmo definire “classica” per la completezza
formale, che può anche misurarsi di proposito con gli
antichi, non già nel desiderio della emulazione, ma nella
necessità di confronto, affinché l’immagine plastica, mentre
è dentro il tempo nostro, lo travalichi per guadagnare una
densità umana più vera e più salda.
Il Crocetti, con perfetta
sapienza di mestiere e con lo studio assiduo del “gran libro
della natura”, ricerca insieme la parvenza palpitante
dell’esistere e la realtà inconsumabile dell’essere.
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PER
SAPERNE DI PIU'
▪ Tratto da
Giulianova Storia-Arte-Cultura-Economia
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Turismo
di Pasquale Rasicci.
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Giulianova è una terra che ha prodotto e produce
dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti
meriti da parte dei propri concittadini.
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L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta
d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore
dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita
più facilmente palpabili.
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Però si ha la percezione che un passo avanti si
stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione
sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini
esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri
che vanno in cerca della tracce del violoncellista
Gaetano Braga, tutt’ora
più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
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Così avviene anche per altri figli benemeriti,
che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo
lo scultore
Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio
sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale
ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in
cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese,
la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel
luogo di nascita dello scultore
Venanzo Crocetti notizie inerenti alla
prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per
raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente
informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal
Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè
sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo
figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e
mezzo prima della sua morte).
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Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il
caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento,
per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico,
scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia
importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne
possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve
elencazione con una succinta biografia di ognuno.
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