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Chimico, nato a Torano Nuouo il 3 novembre 1765,
morto a Gulianova il 10 ottobre 1830.
Conseguita a Napoli La laurea in medicina e chimica,
nel 1790 tornò in Abruzzo, e a Teramo dove aveva
fissato la dimora, riprese, con l’esercizio della
professione, gli studi di fisica.
Nel 1792 pubblicò il «Commercio scientifico
d'Europa col Regno delle Due Sicilie».
Fu tra i primi in Italia ad applicare la chimica
alle industrie, proponendo al Consiglio Superiore
delle Reali Finanze, la fondazione di una allumiera
artificiale. Nel 1793 ottenne dal Governo borbonico
la regia privativa negli Abruzzi per una fabbrica di
cremore di tartaro con sede a Teramo e filiali a
Giulianova, Grottammare e Popoli. Accusato di idee
liberali emigrò nel 1798 nello Stato romano, sino
alla proclamazione della repubblica partenopea.
Nel 1802 fondò uno stabilimento per la concia delle
pelli, sostituendo alle materie prime la scorza di
quercia; nel 1803 impiantò una fabbrica per la
manifattura della vacchetta di Russia, e, nel 1809,
un'altra per la estrazione del succo di liquirizia.
Pure nello stesso anno, iniziò la fabbricazione
della potassa purificata.
Deputato per la provincia di Teramo al Parlamento
napoletano del 1820, propugnò la istituzione di
nuove Casse ipotecarie ad incremento dell'industria
e dell'agricoltura.
Fu, tra l’altro, segretario perpetuo della Società
d’Agricoltura di Teramo, socio della R. Società
d’Incoraggiamento e di Storia Naturale di Napoli,
membro del Consiglio generale della Provincia del I°
Abruzzo Ultra.
▪ Tratto dall'articolo Dizionario bibliografico
della gente d'Abruzzo di Aurini Raffaele. |