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ARALDICA - Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardomedioevale. Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città. Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.
 
 
VINCENZO COMI (1765-1830) Nacque a Torano Nuovo, si laureò a Napoli in medicina e chimica. Nel 1792 fondò il celebre “COMMERCIO SCIENTIFICO DELL’EUROPA COL REGNO DELLE DUE SICILIE”, un giornale composto di sei volumi l’anno, che durò purtroppo solo due anni. Nel 1793 fondò a Teramo una fabbrica di CREMOR TARTARO e poi una distilleria, una conceria, una fabbrica di liquirizia ed una di potassa. Come giacobino fu esiliato fino al 1802. Nel 1811 acquistò a Giulianova il Convento dei Cappuccini e il terreno circostante (ora Casa di Maria Immacolata in via Gramsci) e ne fece residenza e fabbrica. Morì a Giulianova e fu sepolto in una Cappella privata.
Comi, Vincenzo
(1765 - 1830)
Medico e chimico - fondatore di un periodico scientifico - giacobino - municipale - esule - creatore di industrie - carbonaro - deputato della provincia di Teramo al parlamento napoletano del 1820-21.
 
 
 
 

Comi Vincenzo

Chimico

 

Chimico, nato a Torano Nuouo il 3 novembre 1765, morto a Gulianova il 10 ottobre 1830.

Conseguita a Napoli La laurea in medicina e chimica, nel 1790 tornò in Abruzzo, e a Teramo dove aveva fissato la dimora, riprese, con l’esercizio della professione, gli studi di fisica.

Nel 1792 pubblicò il  «Commercio scientifico d'Europa col Regno delle Due Sicilie».

Fu tra i primi in Italia ad applicare la chimica alle industrie, proponendo al Consiglio Superiore delle Reali Finanze, la fondazione di una allumiera artificiale. Nel 1793 ottenne dal Governo borbonico la regia privativa negli Abruzzi per una fabbrica di cremore di tartaro con sede a Teramo e filiali a Giulianova, Grottammare e Popoli. Accusato di idee liberali emigrò nel 1798 nello Stato romano, sino alla proclamazione della repubblica partenopea.

Nel 1802 fondò uno stabilimento per la concia delle pelli, sostituendo alle materie prime la scorza di quercia; nel 1803 impiantò una fabbrica per la manifattura della vacchetta di Russia, e, nel 1809, un'altra per la estrazione del succo di liquirizia. Pure nello stesso anno, iniziò la fabbricazione della potassa purificata.

Deputato per la provincia di Teramo al Parlamento napoletano del 1820, propugnò la istituzione di nuove Casse ipotecarie ad incremento dell'industria e dell'agricoltura.

Fu, tra l’altro, segretario perpetuo della Società d’Agricoltura di Teramo, socio della R. Società d’Incoraggiamento e di Storia Naturale di Napoli, membro del Consiglio generale della Provincia del I° Abruzzo Ultra.

 

▪ Tratto dall'articolo Dizionario bibliografico della gente d'Abruzzo di Aurini Raffaele.
 
 
 
 
Giulianova è una terra che ha prodotto e produce dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti meriti da parte dei propri concittadini.
L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita più facilmente palpabili.
Però si ha la percezione che un passo avanti si stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri che vanno in cerca della tracce del violoncellista Gaetano Braga, tutt’ora più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
Così avviene anche per altri figli benemeriti, che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo lo scultore Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese, la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel luogo di nascita dello scultore Venanzo Crocetti notizie inerenti alla prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e mezzo prima della sua morte).
Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento, per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico, scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve elencazione con una succinta biografia di ognuno.
 
 

Webmasters: Alex e Umberto Raimondi - Giulianova (Te)

 
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