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“Giulianova dice No alle concessioni
di coltivazione e di ricerca degli
idrocarburi in terra e in mare nella
nostra regione.
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Ed è un No vigoroso e meditato. Vigoroso
per gli effetti che la petrolizzazione,
come è stata definita, avrà
sull’ambiente, già esposto a molteplici
aggressioni, vilipeso tanto nella sua
parte litoranea quanto in quella
collinare e montana. L’Abruzzo avrà
futuro solo se si riuscirà a tutelare,
in una visione organica, quindi matura,
il patrimonio artistico, archeologico,
storico ed ambientale, vere pietre
angolari per un rilancio economico del
nostro Abruzzo, la regione – si diceva e
si persiste a dire con una certa enfasi
– verde d’Europa.
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Un No meditato perché non si vuole qui
negare che debba sussistere un giusto
contemperamento fra le esigenze
dell’ambiente e quelle produttive,
esigenze indubbiamente meritevoli di
tutela ma non al punto di sacrificare
l’ambiente, cioè la cornice in cui è
contenuta la nostra vita e quella delle
generazioni che seguiranno.
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La crisi in atto è deflagrante, non lo
si deve negare né si possono sottacere i
contraccolpi che essa ha, e purtroppo
continuerà ad avere, sulle nostre
esistenze. Ma la crisi non può né deve
legittimare, facendole prospettare come
inevitabili, scelte impattanti, che
potrebbero evitarsi facendo ricorso a
programmi credibili e magari affrontando
i problemi in modo prospettico”.