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SALA DELLO SCULTORE RAFFAELLO PAGLIACCETTI
Piazza della Libertà - Edificio Scolastico

     

 

Raffaele Pagliaccetti fu uno dei capiscuola del verismo toscano della seconda meta' dell'800, nasce a Giulianova il 31 ottobre 1839, da Andrea, piccolo commerciante, e Chiara Trifoni. Negli anni tra il 1849 e il 1850 il pittore giuliese Flaviano Bucci e la moglie Laura impartiscono lezioni di disegno al ragazzo che già in tenerissima età aveva evidenziato una certa inclinazione per l’arte.   Questo autoritratto è uno dei primi lavori di Raffaello Pagliaccetti, e fu realizzato tra il 1873 ed il 1877 (Parroni 1927). Proviene dalla donazione di pasquale Ventlj ed è oggi conservato presso la sala pagliaccetti di giulianova. E' realizzato in gesso e misura cm. 50 per 25, con un'altezza di 70cm.    

         CONSULTA LA CARTINA

         Coordinate cartina: B - 3

Raffaello Pagliaccetti
Autoritratto (1873)
SALA DELLO SCULTORE RAFFAELLO PAGLIACCETTI
Piazza della Libertà - Edificio Scolastico
 
Dello scultore Pagliaccetti è stato inaugurato pochi anni fa, nella rinnovata Piazza della Libertà, il busto in bronzo, opera di Ulderico Ulizio. Ora, per la prima volta, vengono esposte a Giulianova, in una sala dell’edificio scolastico appositamente allestita, 15 delle sue opere che, sparse in vari musei fiorentini, furono acquistate nel 1914 da Pasquale Ventili e donate in seguito agli Ospedali ed Istituti Riuniti di Teramo. Dopo varie vicissitudini dunque un altro consistente patrimonio artistico giuliese viene recuperato per opera della Civica Amministrazione e offerto alla diretta fruizione dei cittadini.
 
E’ stato Pagliaccetti un caposcuola del Verismo nella seconda metà dell’ottocento. A Giulianova era nato da famiglia piccolo-borghese nel 1838 e presto era stato avviato dal padre alla mercatura. « Il merito d’averne scoperto il talento artistico e d’averlo incoraggiato ed avviato agli studi spetta al pittore Flaviano Bucci, dal quale apprese i primi elementi di disegno, e all’ingegnere Gaetano De Bartolomei, due delle figure più rappresentative dell’Ottocento giuliese »[1].
 
Nel 1856 si trasferisce a Roma, dove, grazie al concorso degli Acquaviva, può frequentare l’Accademia di S. Luca. Tornato a Giulianova nel 1859, in seguito alla chiusura dell’Accademia, nel 1861, con il sostegno dell’Amministrazione Prov.le di Teramo, può essere inviato alla prima Esposizione Nazionale di Firenze dove resta fino al 1897 e dove coglie i suoi maggiori successi partecipando alle esposizioni annuali della stessa Firenze, di Napoli, di Parigi, alle Universali di Filadelfia e di Vienna. Sono di questi anni il « Garibaldi a Caprera ». (1866), il busto del « Generale Moltke » ed il noto « Vittorio Emanuele II », commissionato dal Comune di Giulianova per ricordare lo storico passaggio del Re (15 ottobre 1860) che, varcato il Tronto, si avviava ad incontrare Garibaldi verso Napoli. La statua era stata commissionata in un primo tempo dalla città di Teramo; fu poi donata a Giulianova che avrebbe dovuto far fronte solo alle spese. Quando il 26 Agosto del 1894 fu definitivamente inaugurata, il monumento appariva mutilato rispetto al progetto per la notevole riduzione del basamento e la mancanza di numerosi accessori che ne completavano il senso politico. Il Sindaco Francesco Ciafardoni e l’On.le Giuseppe Cerulli-Irelli erano stati costretti al ridimensionamento per la mancanza di... fondi! La sproporzione fra la monumentalità della statua e l’esiguità della base spiacque tanto allo scultore che spesso ripeteva ai suoi amici: « In una di queste notti le getterò le funi; questo monumento mi disonora, perciò voglio distruggerlo »[2].
Nel 1893 succede al Duprè nella direzione dell’Accademia di Belle Arti e nel 1897 torna definitivamente a Giulianova, dove, dopo altri anni di intenso lavoro (Garibaldi a cavallo, Il Celebrante, Busto di giovane donna etc...) muore il 10 maggio dei 1900.
                                                                                                               Dante Pistilli
 
OPERE ESPOSTE
 
1)   Statua in gesso raffigurante Papa Pio IX sedente;
2)   Statua in gesso raffigurante S. Andrea;
3)   Statua in gesso patinato in bronzo raffigurante il Conte Verde;
4)   Primo bozzetto in gesso per il monumento a Vittorio Emanuele II e relativo basamento;
5)   Secondo bozzetto in gesso per lo stesso monumento a Vittorio Emanuele II;
6)   Busto a Giuseppe Garibaldi in gesso patinato;
7)   Busto in terracotta raffigurante il Generale « Moltke » in grandezza naturale, premiato
      all’esposizione di Berlino con medaglia d’oro;
8)   Busto in gesso di uomo;
9)   Busto in gesso patinato in bronzo raffigurante la poetessa teramana Giannina Milli;
10) Busto in gesso autoritratto giovanile dello scultore Pagliaccetti;
11) Busto di una Medusa in gesso ingrandita;
12) Busto in gesso di uomo;
13) Studio di un piede e di una mano ingranditi;
14) Busto raffigurante lo scultore R. Pagliaccetti eseguito dallo scultore U. Ulizio;
15) Testa del musicista G. Rossini in bronzo.
Note
[1] Cerulli, R., Giulianova 1860, Teramo, p. 39.
[2] Parroni, G., Un caposcuola fiorentino del verismo: Raffaello Pagliaccetti, Milano, Esperia, 1927, p. 46.
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