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SALA DELLO SCULTORE RAFFAELLO PAGLIACCETTI
Piazza della Libertà - Edificio Scolastico
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Dello scultore Pagliaccetti è stato inaugurato pochi anni fa,
nella rinnovata Piazza della Libertà, il busto in bronzo, opera
di Ulderico Ulizio. Ora, per la prima volta, vengono esposte a
Giulianova, in una sala dell’edificio scolastico appositamente
allestita, 15 delle sue opere che, sparse in vari musei
fiorentini, furono acquistate nel 1914 da Pasquale Ventili e
donate in seguito agli Ospedali ed Istituti Riuniti di Teramo.
Dopo varie vicissitudini dunque un altro consistente patrimonio
artistico giuliese viene recuperato per opera della Civica
Amministrazione e offerto alla diretta fruizione dei cittadini.
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E’
stato Pagliaccetti un caposcuola del Verismo nella seconda metà
dell’ottocento. A Giulianova era nato da famiglia
piccolo-borghese nel 1838 e presto era stato avviato dal padre
alla mercatura. « Il merito d’averne scoperto il talento
artistico e d’averlo incoraggiato ed avviato agli studi spetta
al pittore Flaviano Bucci, dal quale apprese i primi elementi di
disegno, e all’ingegnere Gaetano De Bartolomei, due delle figure
più rappresentative dell’Ottocento giuliese ».
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Nel 1856 si trasferisce a Roma, dove, grazie al concorso degli
Acquaviva, può frequentare l’Accademia di S. Luca. Tornato a
Giulianova nel 1859, in seguito alla chiusura dell’Accademia,
nel 1861, con il sostegno dell’Amministrazione Prov.le di
Teramo, può essere inviato alla prima Esposizione Nazionale di
Firenze dove resta fino al 1897 e dove coglie i suoi maggiori
successi partecipando alle esposizioni annuali della stessa
Firenze, di Napoli, di Parigi, alle Universali di Filadelfia e
di Vienna. Sono di questi anni il « Garibaldi a Caprera ».
(1866), il busto del « Generale Moltke » ed il noto « Vittorio
Emanuele II », commissionato dal Comune di Giulianova per
ricordare lo storico passaggio del Re (15 ottobre 1860) che,
varcato il Tronto, si avviava ad incontrare Garibaldi verso
Napoli. La statua era stata commissionata in un primo tempo
dalla città di Teramo; fu poi donata a Giulianova che avrebbe
dovuto far fronte solo alle spese. Quando il 26 Agosto del 1894
fu definitivamente inaugurata, il monumento appariva mutilato
rispetto al progetto per la notevole riduzione del basamento e
la mancanza di numerosi accessori che ne completavano il senso
politico. Il Sindaco Francesco Ciafardoni e l’On.le Giuseppe
Cerulli-Irelli erano stati costretti al ridimensionamento per la
mancanza di... fondi! La sproporzione fra la monumentalità della
statua e l’esiguità della base spiacque tanto allo scultore che
spesso ripeteva ai suoi amici: « In una di queste notti le
getterò le funi; questo monumento mi disonora, perciò voglio
distruggerlo ».
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Nel 1893 succede al Duprè nella direzione dell’Accademia di
Belle Arti e nel 1897 torna definitivamente a Giulianova, dove,
dopo altri anni di intenso lavoro (Garibaldi a cavallo, Il
Celebrante, Busto di giovane donna etc...) muore il 10 maggio
dei 1900.
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Dante Pistilli
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OPERE ESPOSTE
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1) Statua in gesso raffigurante Papa Pio IX sedente;
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2) Statua in gesso raffigurante S. Andrea;
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3) Statua in gesso patinato in bronzo raffigurante il Conte Verde;
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4) Primo bozzetto in gesso per il monumento a Vittorio Emanuele II
e relativo basamento;
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5) Secondo bozzetto in gesso per lo stesso monumento a Vittorio
Emanuele II;
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6) Busto a Giuseppe Garibaldi in gesso patinato;
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7) Busto in terracotta raffigurante il Generale « Moltke »
in grandezza naturale, premiato
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all’esposizione di Berlino con medaglia d’oro;
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8) Busto in gesso di uomo;
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9) Busto in gesso patinato in bronzo raffigurante la poetessa
teramana Giannina Milli;
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10) Busto in gesso autoritratto giovanile dello scultore
Pagliaccetti;
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11) Busto di una Medusa in gesso ingrandita;
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12) Busto in gesso di uomo;
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13) Studio di un piede e di una mano ingranditi;
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14) Busto raffigurante lo scultore R. Pagliaccetti
eseguito dallo scultore U. Ulizio;
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15) Testa del musicista G. Rossini in bronzo.
- Note
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Cerulli, R., Giulianova 1860, Teramo,
p. 39.
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Parroni, G., Un caposcuola fiorentino del
verismo: Raffaello Pagliaccetti, Milano,
Esperia, 1927, p. 46.
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