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CAPPELLA DE' BARTOLOMEI
(Piazza della Libertà)

 

 

     

 

La Cappella gentilizia de’ Bartolomei, voluta dall’ingegner Gaetano de’ Bartolomei (1821-1892) per ricordare lo zio Angelo Antonio Cosimo (1788-1862), attivo ed impegnato intellettuale. Si deve allo scultore Raffaello Pagliaccetti il disegno di massima, approntato nel novembre 1868, della Cappella gentilizia, erroneamente attribuito all’architetto teramano Giuseppe Lupi, cui si deve probabilmente il merito della direzione dei lavori nonché del progetto esecutivo, che si differenzia dal “bozzettino” Pagliaccetti per l’armonico sviluppo in altezza della facciata.
Facciata della Cappella
dé Bartolomei
 
Il 29 ottobre 1907 è una data memorabile nella storia della Comunità giuliese. In quel giorno, accettate le «irrevocabili» dimissioni, offerte dal Comm. Francesco Ciafardoni, l’Assemblea Civica elesse Sindaco Giuseppe de’ Bartolomei (1869-1953) Il neo eletto era uomo di buoni studi. Si era addottorato in scienze sociali. Conosceva bene la letteratura italiana antica e moderna e la storia del nostro Paese. Eletto -a pieno suffragio - si era subito impegnato nella lotta al sistema amministrativo imperante ed agli uomini che l’impersonavano. Avvertiva la indifferibilità di quel profondo cambiamento, nella direzione del Comune, che sarebbe stato suo merito concretare, durante il suo lungo sindacato  dal 1907 al 1922.
Giuseppe dé Bartolomei
Sindaco dal 1907 al 1923
   

         CONSULTA LA CARTINA

         Coordinate cartina: A - 3

 
Sul lato sud di Piazza della Libertà, a Giulianova Paese, sorge una elegante cappella gentilizia, eseguita su disegno del compianto architetto Lupi di Teramo. Dopo uno stretto vestibolo si accede nella piccola aula coperta da una cupola che termina con una bassa lanterna. Dietro l’altare sono ancora presenti alcuni gradini dell’antico accesso posteriore della cappella.
Questo monumento fu fatto edificare dall’ingegner Gaetano de’ Bartolomei per onorare la memoria dello zio Angelo Antonio Cosimo dé Bartolomei, archeologo, poeta, storico, economista. L’interno è impreziosito da tre bellissime opere in marmo, realizzate dal grande artista giuliese Raffaello Pagliaccetti: due a sinistra e a destra del vestibolo e una nella parete est dell’aula centrale. Quest’ultima, realizzata intorno al 1868, è una delle prime opere in marmo del Pagliaccetti, ed è ricca di superbi altorilievi. Tre di questi rappresentano i geni della storia, dell’archeologia e della poesia, che, con fiaccole spente in mano, mostrano tanta mestizia e tanto dolore. Sono presenti fiori simbolici, papaveri, spighe, lauro e mortelle. Il monumento è coronato da un mezzo busto del de’ Bartolomei, dal quale sembra traspaiano i sentimenti dell’illustre estinto, la forza del suo carattere, l’espressione dei suoi occhi e del suo volto. Sulla parete leggiamo:

ALLA CARA MEMORIA
Dl ANGELO ANTONIO COSIMO DE BARTOLOMEI
DELLE ISTORIE ED ANTICHITÀ PATRIE
DILIGENTE CULTORE
SCRITTORE E POETA GENTILE
NATO IL MDCCLXXXVII
MORTO IL XXVI NOV. MDCCCLXVII
IL NIPOTE GAETANO DE BARTOLOMEI
AFFETTUOSO, RICONOSCENTE P.


Come abbiamo accennato sopra, a sinistra del vestibolo troviamo il monumento dedicato alla memoria di Giovanni de’ Bartolomei, padre di Gaetano ed a destra quello dedicato a Luigi de’ Bartolomei, fratello minore di Gaetano, aiutante maggiore della guardia nazionale, giovane di grandi speranze, scomparso a soli 25 anni.
Nella lapide di Giovanni leggiamo la seguente dedica:

A TE GIOVANNI DE BARTOLOMEI
GENITORE VIRTUOSO E CARO
VISSUTO SEDICI LUSTRI FINO AL 1869
NOSTRO AMORE IN VITA
SOSPIRO E DESIDERIO OLTRE LA TOMBA
QUESTO MARMO
GAETANO, RACHELE, ELISA TUOI FIGLI
DEDICANO
ANNO MDCCCLXXXV

Nella lapide dedicata a Luigi, la cui immagine è ricordata da un altorilievo in marmo statuario di Carrara, leggiamo:

A LUIGI DE BARTOLOMEI
DA GIULIANOVA
AIUTANTE MAGGIORE DELLA MILIZIA NAZIONALE
DI FORTE ANIMO, D’INGEGNO FELICE
CHE PER AMORE DELLA PATRIA RISORTA
SI FE SEVERO A’ SUOI A SE STESSO
VEGLIÒ INDEFESSO A’ MILITARI UFFICI
DELLA TERRA NATALE CURA ED AMORE
A DÌ XX OTTOBRE 1864
GIOVANE QUILUSTRE MANCÒ DI VITA
GAETANO FRATELLO
POSE E DEDICÒ LAGRIMANDO
AL GERMANO INCOMPARABILE

 

  ▪  Tratto da Giulianova - Storia - Arte - Cultura - Economia Turismo di Pasquale Rasicci.
 
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