Giulianova sul Web, Città di Giulianova, Arte, Cultura, Società, Storia e Turismo 

Giulianova alta Giulianova lido Musei Album foto Cenni storici Manifestazioni La cucina

Giulianova: Hotel a Giulianova, Alberghi a Giulianova, Dove dormire a Giulianova,  Elenco hotel a Giulianova, Hotel località turistica, Offerte hotel, Prezzi hotel

IL DUOMO DI SAN FLAVIANO

(PIZZA B. BUOZZI)

 

La cupola, sormontata da lanternino con una croce metallica all’apice, parimenti ottagonale, diviso in ogni lato da finestre, era tutta rivestita di mattonelle a smalto di colore azzurro, che, illuminate dai raggi del sole, splendevano nell'Adriatico, quasi faro luminoso ai più lontani naviganti e ad essi foriero di speranza, di sicurezza e di pace.

   

         CONSULTA LA CARTINA

         Coordinate cartina: C - 3

 

Veduta panoramica del centro storico di Giulianova

   
 

 

 

 

Si tratta del primo esempio di chiesa a base ottagona concepita nell’Abruzzo adriatico la cui cupola, singolarmente audace, riprende l’esperienza brunelleschiana. Secondo alcuni il progettista di quest’opera che per la sua originalità non ha riscontri nella regione andrebbe individuato in Francesco di Giorgio Martini. L’interno, privato a seguito dei restauri del 1948 di tutte le decorazioni barocche, possiede ora sculture di Venanzo Crocetti e Francesco Coccia e lavori di oreficeria di scuola  abruzzese, quasi tutti del XIV e XV secolo, provenienti dalla scomparsa Castel S. Flaviano.

 
Il Duomo di San Flaviano
 

 

Il Duomo di San Flaviano

di Manuel Bastioni

Fu iniziato nel decennio 1472-81, durante la prima fase costruttiva della città, insieme alle strutture vitali per il nuovo abitato, come le mura, il palazzo ducale e le strade principali.
L'esecuzione della cripta fu quindi seguita direttamente dal progettista, con tutta probabilità Francesco Di Giorgio Martini, il famoso architetto e trattatista del rinascimento.
Nel 1481, con la morte di Giuliantonio Acquaviva, il cantiere subì un fortissimo rallentamento, e l'opera fu terminata soltanto nei primi anni del 1500, ma non ad opera del maestro senese, morto nel 1501, bensì di qualche ingegno locale, che modificò il disegno originale, paradigma di tutti i moduli utilizzati nell'urbanistica giuliese, sminuendolo di molto, sia per motivi economici che per incapacità tecnica.
Il duomo martiniano era coperto con una volta a padiglione a sesto leggermente acuto, e non con una cupola circolare su tamburo, come nell'edificio esistente.
Probabilmente quindi, in corrispondenza delle lesene angolari dovevano partire dei costoloni simili a quelli utilizzati dal Martini in Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, presso Cortona, eretta nel 1485 e completata nel 1513. Per una ricostruzione dettagliata si rimanda al testo del prof. Mario Montebello "Francesco Di Giorgio Martini: teoria e pratica proporzionale, da Giulianova ai trattati” (Demian Edizioni, 1997).
Formalmente il restante corpo della Chiesa è rimasto simile al progetto, ma tutte le misure e le proporzioni sono state completamente alterate, con effetti devastanti sia dal punto di vista modulare che visivo; le finestre ad esempio sono state dilatate per aumentare la luminosità dell'interno, distruggendo il suggestivo effetto chiaroscurale cercato dal Martini, l'altezza della cupola è stata ridotta, ma si è tentato di rimanere fedeli alle dimensioni progettuali innalzando la croce del lanternino….
Entrando dalla porta principale di Giulianova, prima che la città venisse deturpata dagli interventi dell'urbanistica moderna, si veniva accolti da una grande piazza, pavimentata con laterizi tessuti a spina di pesce; ad est, lo spazio era chiuso dal palazzo ducale, mentre ad ovest, a fronteggiare l'autorità terrena, si doveva trovare il Duomo, isolato da tutti gli edifici, e privo di campanile.
L'ingresso non si trovava dove è oggi, bensì, ovviamente, sul lato che si affaccia alla piazza, dove attualmente rimane solo l'entrata della cripta, che doveva essere accessibile passando sotto la scalinata d'accesso principale.
Di particolare complessità è il soffitto della cripta, a causa del particolare raccordo tra gli otto pilastri, la volta ad ombrello centrale, e le volte a croce anulare del giro più esterno.
L'interno della chiesa vera e propria, nonostante le pesanti perdite dovute non solo alla tarda realizzazione ma anche alle diverse vicissitudini del manufatto, rimane ancora molto suggestivo, con le sue linee classiche e pulite e il suo pozzo di luce proveniente dal lanternino.
Notevole è anche la funzione urbanistica dell'edificio, che con la cupola in origine coperta di tegole di maiolica azzurro-verde, rappresentava il punto di riferimento e allo stesso tempo il simbolo stesso della città.
Grazie al riflesso del sole, infatti, la chiesa era ben visibile anche dal mare, per molti chilometri di distanza.

Articolo tratto dalla Rivista "Madonna dello Splendore" n° 18/1999 pag. 58.

 
Guida turistica Turismo a Giulianova Giulianova e dintorni Turismo in Abruzzo

www.giulianovaweb.it  - info: info@giulianovaweb.it

 

Webmasters: Alex e Umberto Raimondi - Giulianova (Te)