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Da Giulianova alta, situata sul crinale tra le
valli del Tordino (una volta Trontino, piccolo
Tronto) e del Salinello, lungo la SS 262 assai
panoramica, si arriva prima al Castello di
Montone (torte del maschio trecentesco, bel
sarcofago gotico di Bucciarello di Giacomo di
Bartolomeo, 1390), e quindi all’abitato di
Mosciano Sant’Angelo, uno dei comuni più
industriali e floridi della provincia (famose le
fabbriche di mobili, artigianato del rame, festa
dell’uva), dove svetta ancora una gotica torre
civica del ‘300 con stemma degli Acquaviva, e
nel cui territorio verso la valle del Tordino è
il convento dei SS. Sette Fratelli, con
testimonianze di età pagana e resti cospicui
dell’impianto romanico (XI-XII sec.) soprattutto
alla base del panoramico campanile. Si prosegue
per
Bellante, sulle cui colline sono stati
rinvenuti resti di culture preistoriche e le
famose steli inscritte del V sec. a.C. oggi
custodire nel Museo Nazionale di Napoli.
Oltre
Bellante, verso il bivio per Sant’Onofrio, e
quindi lungo le rampe che per Piancarani portano
a
Campli ed ai Monti Gemelli, si ammirano
ampie vedute dei colli e del mare. A
Campli, antichissima città che, nonostante i
guasti edilizi, ha conservato molti insigni
monumenti romanici e gotici, è d’obbligo una
visita all’ex Cattedrale di S. Maria
in Platea che fronteggia uno dei rari
edifici civili del Medioevo abruzzese, oggi noto
come Palazzo Farnese; e poi alla Chiesa di
San Francesco, alla Scala Santa
presso San Paolo ed al Museo
Archeologico della Soprintendenza, in
cui sono raccolti i reperti e i corredi italici
(III a.C.) della necropoli di Campovalano.
La gastronomia del territorio comunale include
la famosa “porchetta”, servita nella
sagra di fine estate. In dieci minuti,
attraverso la verde panoramica statale
piceno-aprutina che passa sotto Colle Melatino e
Santa Maria di Garrano, in vista della catena
del
Gran Sasso, si può raggiungere
Teramo.
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