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Penna Sant'Andrea
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(Provincia di Teramo) |
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Distanza dal capoluogo di provincia |
(Km):8 |
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Abitanti: |
1.771 |
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Altitudine: |
413 ml. s.l.m. |
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Frazioni: |
Val Vomano |
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Municipio: |
Penna
Sant'Andrea |
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Tel.: |
0861.66120 |
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Fax: |
0861.667400 |
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E-mail: |
compenna@inwind.it |
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Sito web: |
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I.A.T.: |
Informazione Accoglienza Turistica |
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Telefono: |
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Fax: |
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Storia: |
Popolata sin dall'età del ferro, conserva tradizioni
popolari che risalirebbero ai riti propiziatori
pagani, come il famoso ballo del "laccio d'amore",
rievocato ogni anno nel corso di manifestazioni
folkloristiche.
L'attuale abitato risale probabilmente all'VIII-lX
secolo. Nel XII secolo viene menzionato in relazione
alla chiesa di "Sancti Andree", in località Pinna.
Fu feudo degli Acquaviva quasi ininterrottamente,
almeno dal 1446 sino a metà del XVIII secolo. |
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Arte,
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cultura:
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Adagiato su un colle, lungo la valle del Vomano,
include nel suo territorio la Riserva Naturale
Castel Cerreto, interessante per la presenza di un
bosco appennico, che si estende a basse quote e per
elementi di biodiversità, rintracciabili soprattutto
nei pressi di un piccolo stagno, con presenza di
acqua sulfurea.
Nel tessuto urbano, caratterizzato da un'edilizia
prevalentemente ottocentesca e moderna, emerge la
chiesa parrocchiale di S. Maria del Soccorso, di
probabile fondazione cinquecentesca; all'interno,
due altari lignei seicenteschi, provenienti dalla
sconsacrata chiesa di S. Giusta.
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Il Laccio d’Amore di Penna Sant’Andrea
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Una delle manifestazioni popolari più sentite
che cadenza i ritmi della vita rurale abruzzese,
seguendone passo passo le tappe più importanti
come il primo amore, il fidanzamento, il
matrimonio e i grandi lavori nei campi è
rappresentata dalla danza. Tra i tanti balli
popolari, quello del ‘laccio d’amore’ di Penna
Sant’Andrea, un paesino del Teramano alle falde
del Gran Sasso, è senza dubbio il più ricco di
significati e, scenograficamente, uno dei più
belli.
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Il ‘laccio’, una danza d’amore che risale al
Cinquecento, rappresentava l’occasione offerta
ai giovani per dichiararsi: la danza come
intreccio d’amore, i lacci che parlano, ‘legano’
la coppia dichiarando anche agli altri il
segreto amore. Oggi questo ballo, che
rappresenta una delle più alte espressioni del
folclore abruzzese, ha perduto i suoi
significati cinquecenteschi ma ha conservato per
intero il suo indiscusso fascino tanto che i
componenti del gruppo di Penna Sant’Andrea sono
chiamati a esibirsi in ogni parte d’Italia
prendendo parte anche a rassegne folcloristiche
internazionali.
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Vediamo ora come è articolato il ballo. La danza
si apre con l’arrivo delle dieci coppie che
vengono fatte passare sono un lungo arco formato
da ragazze che agitano in alto tamburelli e
nastri multicolori. Il ballo si intreccia
attorno a un palo conficcato nel centro della
piazza alla sommità del quale vengono fissati i
‘lacci d’amore’, venti lunghi e colorati nastri,
tenuti per l’altro capo dai venti ballerini che,
al suono del ‘du botte’, caratteristica armonica
a due bassi, danno inizio alle danze che partono
da sinistra verso destra, a coppie sciolte. Una
danza fatta di allusioni mimiche, di sguardi
passionali, di espliciti ammiccamenti da parte
dei ballerini maschi ai quali, inizialmente, si
contrappone la ritrosia delle ragazze che
volteggiando cercano di far capire al ragazzo
del cuore che forse è meglio insistere. La
musica va in crescendo e la danza la segue; i
ballerini intensificano la corte, ruotano sempre
più vicino all’amata che, a sua volta, appare
meno scontrosa, alza gli occhi, lancia sguardi
languidi e seducenti. È il momento di cambiar
marcia, si torna indietro, da destra verso
sinistra, si sciolgono i nastri, le coppie si
allontanano, riprende corteggiamento in maniera
ancor più esplicita come più frenetica si fa la
danza, I ‘lacci d’amore’ tornano a intrecciarsi,
i corpi a sfiorarsi e gli sguardi, sempre più
espliciti, a parlarsi d’amore. La terza fase, la
‘licenziata’, conclude il ballo in un frenetico
tourbillon che coinvolge tutti i
presenti. Uno sgargiante caleidoscopio di
colori, un’orgia di suoni, di voci, di battimani
ritmano il gran finale delle coppie legate dal
‘laccio d’amore’.
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Illustri: |
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Musei: |
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Eventi: |
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24 luglio-5 agosto,Rievocazione mestieri e arti
contadine.
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4-5 agosto rassegna internazionale di folklore
(manifestazione incentrata attorno al "laccio
d'amore", una danza tipica del paese con
accompagnamento musicale della fisarmonica)
Mostre, Artigianato, Enogastronomia.
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Articolo tratto dal sito:
http://www.regione.abruzzo.it/ |
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