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Giulianova e dintorni - Itinerari -
 
La Regione Abruzzo per le sue caratteristiche territoriali, per le sue tradizioni storiche, culturali ed artistiche ha vocazione e versatilita' prettamente turistiche. Chiunque non conosca ancora l'Abruzzo puo', attraverso questo sito Web "www.giulianovaweb.it", trovare motivi di interesse per visitarla, sia che ami le vacanze culturali sia che preferisca Io svago ed il riposo al mare o in montagna e, ci permettiamo di rivolgere a tutti un invito cordiale a verificare il caldo abbraccio della nostra terra d'Abruzzo.
Penne Sant'Andrea
64039 - Penna Sant'Andrea
Hotel a Penna Sant'andrea
Ristoranti a Penna Sant'andrea
 
Penne Sant'Andrea
Penne Sant'Andrea
 
   
 Penna Sant'Andrea
(Provincia di Teramo)
Distanza dal capoluogo di provincia (Km):8

Abitanti:

1.771
Altitudine: 413 ml. s.l.m.
Frazioni: Val Vomano
Municipio: Penna Sant'Andrea
Tel.: 0861.66120
Fax: 0861.667400
E-mail: compenna@inwind.it
Sito web:  
I.A.T.: Informazione Accoglienza Turistica
Telefono:  
Fax:  
Storia:

Popolata sin dall'età del ferro, conserva tradizioni popolari che risalirebbero ai riti propiziatori pagani, come il famoso ballo del "laccio d'amore", rievocato ogni anno nel corso di manifestazioni folkloristiche.
L'attuale abitato risale probabilmente all'VIII-lX secolo. Nel XII secolo viene menzionato in relazione alla chiesa di "Sancti Andree", in località Pinna. Fu feudo degli Acquaviva quasi ininterrottamente, almeno dal 1446 sino a metà del XVIII secolo.

Arte,
cultura:
Adagiato su un colle, lungo la valle del Vomano, include nel suo territorio la Riserva Naturale Castel Cerreto, interessante per la presenza di un bosco appennico, che si estende a basse quote e per elementi di biodiversità, rintracciabili soprattutto nei pressi di un piccolo stagno, con presenza di acqua sulfurea.
Nel tessuto urbano, caratterizzato da un'edilizia prevalentemente ottocentesca e moderna, emerge la chiesa parrocchiale di S. Maria del Soccorso, di probabile fondazione cinquecentesca; all'interno, due altari lignei seicenteschi, provenienti dalla sconsacrata chiesa di S. Giusta.

 

Il Laccio d’Amore di Penna Sant’Andrea
Una delle manifestazioni popolari più sentite che cadenza i ritmi della vita rurale abruzzese, seguendone passo passo le tappe più importanti come il primo amore, il fidanzamento, il matrimonio e i grandi lavori nei campi è rappresentata dalla danza. Tra i tanti balli popolari, quello del ‘laccio d’amore’ di Penna Sant’Andrea, un paesino del Teramano alle falde del Gran Sasso, è senza dubbio il più ricco di significati e, scenograficamente, uno dei più belli.
Il ‘laccio’, una danza d’amore che risale al Cinquecento, rappresentava l’occasione offerta ai giovani per dichiararsi: la danza come intreccio d’amore, i lacci che parlano, ‘legano’ la coppia dichiarando anche agli altri il segreto amore. Oggi questo ballo, che rappresenta una delle più alte espressioni del folclore abruzzese, ha perduto i suoi significati cinquecenteschi ma ha conservato per intero il suo indiscusso fascino tanto che i componenti del gruppo di Penna Sant’Andrea sono chiamati a esibirsi in ogni parte d’Italia prendendo parte anche a rassegne folcloristiche internazionali.
Vediamo ora come è articolato il ballo. La danza si apre con l’arrivo delle dieci coppie che vengono fatte passare sono un lungo arco formato da ragazze che agitano in alto tamburelli e nastri multicolori. Il ballo si intreccia attorno a un palo conficcato nel centro della piazza alla sommità del quale vengono fissati i ‘lacci d’amore’, venti lunghi e colorati nastri, tenuti per l’altro capo dai venti ballerini che, al suono del ‘du botte’, caratteristica armonica a due bassi, danno inizio alle danze che partono da sinistra verso destra, a coppie sciolte. Una danza fatta di allusioni mimiche, di sguardi passionali, di espliciti ammiccamenti da parte dei ballerini maschi ai quali, inizialmente, si contrappone la ritrosia delle ragazze che volteggiando cercano di far capire al ragazzo del cuore che forse è meglio insistere. La musica va in crescendo e la danza la segue; i ballerini intensificano la corte, ruotano sempre più vicino all’amata che, a sua volta, appare meno scontrosa, alza gli occhi, lancia sguardi languidi e seducenti. È il momento di cambiar marcia, si torna indietro, da destra verso sinistra, si sciolgono i nastri, le coppie si allontanano, riprende corteggiamento in maniera ancor più esplicita come più frenetica si fa la danza, I ‘lacci d’amore’ tornano a intrecciarsi, i corpi a sfiorarsi e gli sguardi, sempre più espliciti, a parlarsi d’amore. La terza fase, la ‘licenziata’, conclude il ballo in un frenetico tourbillon che coinvolge tutti i presenti. Uno sgargiante caleidoscopio di colori, un’orgia di suoni, di voci, di battimani ritmano il gran finale delle coppie legate dal ‘laccio d’amore’.
Illustri:  
Musei:  

Eventi:

24 luglio-5 agosto,Rievocazione mestieri e arti contadine.
4-5 agosto rassegna internazionale di folklore (manifestazione incentrata attorno al "laccio d'amore", una danza tipica del paese con accompagnamento musicale della fisarmonica) Mostre, Artigianato, Enogastronomia.
Articolo tratto dal sito: http://www.regione.abruzzo.it/

 

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