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vino e pesce
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di Mario Orsini
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La
«Gara Gastronomica fra Motopescherecci», che è una delle più
appassionanti manifestazioni che si svolgeranno durante la «Settimana
del Mare» ci fornirà certamente l’occasione di valutare appieno quanto
grande sia l’importanza di saper accoppiare un certo vino ad un
determinato piatto di pesce. La cosa poi assume una particolare evidenza
se si pensa alla bontà dei nostri vini, alla bontà del Trebbiano
d’Abruzzo, a quella del Cerasuolo, del Montepulciano... del Montonico di
Bisenti, del Dorato del Sole, del Sammarco Bianco, tutti vini della
nostra zona la cui squisitezza viene ad essere esaltata se bevuti con i
migliori piatti della nostra cucina, in particolare della cucina
marinara.
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Forse, nel passato, questi vini non avevano certe sofisticate
denominazioni che oggi loro si affibbia, ma non crediamo che i
buongustai di allora, se erano al cospetto di un piatto a base di pesce,
bevevano vini diversi da quelli che abbiamo sopra indicato.
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E,
forse, essi conoscevano ed apprezzavano, anche se non aveva il nome che
ha oggi, il Trebbiano d’Abruzzo, il vino per eccellenza,
l’accompagnatore d’onore dei migliori piatti, non solo di pesce.
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Su
questo vino, famoso in tutto il mondo, è doveroso fornire un po’ di
indicazioni e di rifarne un po’ di storia...
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Baccio, medico di Sisto V, credeva che derivasse da una località omonima
del territorio di Luni (antica Etruria) ai confini con la Liguria.
L’origine del nome è discutibile, anche se si è scritto spesso che esso
derivi dal latino Trebulanum.
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Il
suo vitigno è diffuso anche in Francia sotto il nome di Uni Blanc ma noi
siamo più propensi a ritenere che esso sia di origine italiana e che sia
stato importato dal l’Italia in Francia all’epoca in cui la Corte Papale
si era trasferita da Roma ad Avignone.
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Numerosi sono i vitigni che portano il nome di Trebbiano che, per lo
più, è accompagnato da qualche aggettivo e, spesso, da un appellativo
geografico, il che evidentemente ne Fa presumere se non il vero luogo
d’origine, quello di maggiore diffusione.
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il
Trebbiano d’Abruzzo, è un vino di pronta beva, anche se alcune annate
sono particolarmente apprezzate; esso ha un colore giallo paglierino più
o meno intenso secondo luogo e vendemmia, brillante; profumo delicato e
fresco; sapore asciutto sapido, morbido. Alcool 11,5-13%.
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Questo vino si serve ad una temperatura di 8-10 gradi e si accompagna
splendidamente con antipasti di mare, brodetti di pesce, pesce al forno,
in umido ed alla griglia.
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Questo vino, assieme agli altri sopra ricordati, fanno il vanto e il
prestigio della nostra zona in campo enologico: essi si useranno
certamente e sapientemente nella «Gara Gastronomica fra
Motopescherecci». A questi vini quindi il compito di fornire a quanti si
cimenteranno nella «Gara Gastronomica» l’occasione di dimostrare la
validità di un indovinato accoppiamento pesce-vino, due elementi
basilari della nostra alimentazione. due elementi da sempre protagonisti
delle mense non solo del nostro Abruzzo, ma anche dell’Italia tutta.
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