giulianova e il suo porto
 
di Scilli Domizio
 
L’esigenza di un attracco sicuro per i natanti la sentirono certamente i vecchi pescatori con le paranze che attraccavano sull’arenile dove oggi troviamo l’elegante Lungomare Zara.
La prima opera costruita fu un tratto dell’attuale molo Sud in direzione Nord-Est con il duplice scopo di difendere l’arenile dalla invasione della ghiaia del Tordino e di dare un minimo riparo ai piccoli natanti dai venti dominanti del 2° quadrante. Nel lontano 1913, pertanto, furono costruiti i primi 180 metri.
A distanza di poco più di 10 anni si giunse alla conclusione che la costruzione di un altro pannello a Nord del primo avrebbe creato il riparo anche dai venti del 1° quadrante. Infatti nel 1923 fu costruito il primo tratto del molo Nord per una lunghezza di mt. 170.
Passarono pochi anni e quelle opere che dovevano difendere la spiaggia dalla ghiaia diventarono le basi per la costruzione di un porto rifugio che, anche se di modeste dimensioni, assicurava alla piccola marineria un ancoraggio protetto durante le grosse mareggiate. Infatti negli anni dal 27 al 35 i due moli raggiunsero proporzioni abbastanza rilevanti da far ritenere che nella Provincia Teramana esisteva un porto.
I piccoli armatori, spinti dalla relativa sicurezza che offriva l’approdo, incominciarono a costruire natanti di stazza sempre maggiore. Ma gli inconvenienti esistevano ancora ed erano tanti. Acque agitate con mareggiate del primo e secondo quadrante; interrimenti continui con mare da levante; impossibilità di attracco alla banchina e, pertanto, costretti all’ormeggio alla fonda con grave disagio degli equipaggi e, spesso, con danni rilevanti agli scafi.
Durante e dopo il secondo conflitto mondiale il porto di Giulianova risultò seriamente danneggiato tanto che molti non credevano più alla sua definitiva realizzazione.
La ricostruzione delle opere danneggiate avvenne invece con i fondi dello Stato, nel 1959-60, con una spesa di lire 120.000.000.
Successivamente nel 1972 iniziò la definitiva sistemazione delle opere programmate dal piano regolatore del porto con la costruzione, tramite l’interessamento e l’impegno del Consorzio dei Bacini Imbriferi Vomano-Tordino di Teramo, del prolungamento fino a mt. 800 del Molo Sud e fino a mt. 130 del braccio radicato all’esterno del Molo Nord.
La costruzione di dette opere permise finalmente la possibilità dell’ormeggio in banchina della già numerosa flotta peschereccia che nel frattempo era aumentata, creando così quelle premesse di sviluppo economico che la Provincia Teramana si aspettava dalla creazione di una infrastruttura aperta alla via d’acqua.
   
Giulianova Giulianova
   
L’importanza dell’opera fece sì che, subito dopo la realizzazione delle dighe foranee, al fine di proseguire il completamento delle infrastrutture programmate dal piano regolatore, si costituì «l’Ente Porto di Giulianova», associazioni di Enti Pubblici aventi lo scopo dello sviluppo infrastrutturale del porto ai fin; economco-occupazionale dell’intera Provincia Teramana.
L’appalto per la costruzione della banchina di riva, l’ammodernamento dell’impianto di illuminazione e l’escavazione dei fondali antistanti il Molo Nord, Il tutto realizzato con i fondi che la Regione Abruzzo, ha stanziato per il porto di Giulianova.
La Provincia di Teramo, con 50 chilometri di costa, vanta tradizioni marinare che vanno al di là della semplice retorica. Le sette perle del Teramano non offrono solo spiagge dorate e posti incantevoli per trascorrervi una estate di sogno.
MARTINSICURO vanta una marineria qualificata e ricercata in tutti i centri costieri della penisola.
ALBA ADRIATICA e TORTORETO offrono pescatori validi e laboriosi che con la numerosa flottiglia di motobarche addetta alla pesca delle vongole hanno apportato una notevole economia con l’esportazione verso l’estero del prodotto fresco.
GIULIANOVA con il suo porto e con le infrastrutture sorte in conseguenza dell’approdo, ha permesso la possibilità della creazione, nella Provincia, di n. 5 conservifici per pesce azzurro, tre opifici per la lavorazione e conservazione del pesce fresco e surgelato, un Mercato Ittico rinomato in tutto il territorio nazionale in quanto si colloca, per qualità e quantità del prodotto, fra i primi dieci mercati di Italia.
ROSETO DEGLI ABRUZZI con una moderna flottiglia di motobarche adibite alla pesca costiera del pesce pelagico e di vongole per la esportazione e conservazione.
PINETO e SILVI MARINA con la numerosa flottiglia di piccoli natanti e con personale altamente qualificato imbarcato sui motopescherecci di base a Giulianova.
Attualmente il porto di Giulianova permette l’approdo a:
— 15 motopescherecci superiori a 80 tonnellate;
— 40 motopescherecci da 20 a 80 tonnellate;
— 40 motobarche inferiori a 20 tonnellate;
— 4 pontoni di stazza superiore a 200 tonnellate.
Se si pensa che fino al 1970 nel porto coesistevano appena 45 natanti di piccolo tonnellaggio è facile immaginare il motivo che ha indotto gli operatori del settore a potenziare gli scafi sia numericamente che qualitativamente.
L’innata curiosità ci porta a dare uno sguardo all’operosità peschereccia degli altri porti della Regione per fare un confronto con Giulianova ed a caso prendiamo l’anno 1973:

Giulianova

E’ facile dedurre che Giulianova occupa il primo posto fra l’economia peschereccia della Regione, ma prendendo come base ancora il 1973, vediamo come si comportano le Provicie:

Giulianova

NOTA: Prov. di Pescara, solo marineria di Pescara;
Prov. di Teramo, comprendenti le marinerie di: Martinsicuro, Tortoreto, Giulianova, Roseto e Silvi;
Prov. di Chieti comprendenti le marinerie di: Ortona, Vasto, S. Vito e Francavilla.
 
Ancora una volta la Provincia di Teramo risulta al primo posto.
Da tutto questo si desume quanto sia importante l’adeguamento delle infrastrutture portuali alle esigenze della tecnica moderna della pesca. Non si può pensare al rilancio della pesca se, parallelamente, non si pensa a sviluppare i porti e le installazioni sussidiarie del settore quali: Mercato Ittico, attrezzature per la conservazione del prodotto, opifici per la lavorazione e trasformazione del pescato.