dal mare
la vita
 
di P. Donatelli C. Valerio
 
La « Settimana del Mare »
A Giulianova, una delle sette «perle» della riviera teramana, la più importante sull’Adriatico. dal 10 al 19 luglio 1981 si svolge la 1a Settimana del Mare. E’ il «Secondo incontro» per la divulgazione del pesce azzurro e prodotti derivati che il Comitato organizzatore presso l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia promuove sia per incentivare il consumo del pesce azzurro e prodotti derivati, sia per far conoscere con la mostra mercato della pesca, nei cui stands fanno bella mostra di sé, le attrezzature per pescare, dalle reti, alle barche, ai motori marini, ai radar, alle radio rice-trasmittenti, ecc, a coloro che ne sono direttamente interessati, ad adottare le più moderne attrezzature per ottenere con migliori condizioni di lavoro, maggiori e più allettanti risultati sia nel campo dell’attività come nel campo economico.
La gara gastronomica che anima la prima serata è riservata agli equipaggi dei motopescherecci. Ogni equipaggio si cimenta a preparare le migliori pietanze di pesce cotte alla marinara, cioè come usano i marinai in mezzo al mare, ed il loro profumo e gusto è degustato, apprezzato, giudicato e, quel che più interessa, premiato: il primo con il Peschereccio d’oro, il secondo con il Peschereccio d’oro/argento ed il terzo classificato con il Peschereccio d’argento. E’ ovviamente una personalità dello spettacolo, di grande esperienza nell’arte culinaria, ad effettuare la premiazione di coloro che risultano i più esperti a deliziare palati e stomaci della giuria.
 
 
Non manca la musica leggera per intrattenere lietamente il pubblico che certamente è numeroso, policromo ed anche intenditore gastronomico, amatore del mare e di tutto ciò che ne è attrattiva sia dal lato economico, sia da quello gastronomico, sia dal lato turistico e sia, anche, dal lato culturale.
Trattandosi poi del mese di luglio e quindi del mese in cui i villeggianti a Giulianova sono così numerosi tanto da raddoppiare quasi la popolazione residente in questo centro così splendido per i doni elargitegli dalla natura: dal clima alla spiaggia immensa ed accogliente: dalle attrezzature realizzate sia dagli enti pubblici: Comune, Azienda di Soggiorno, privati, alla ricettività alberghiera e casalinga; dagli stabilimenti balneari invitanti ed incantevoli, alle pinete e camping che consentono riposo, distensione, sole, mare e forse anche confusione e babele di lingue perché sono tanti gli stranieri da incontrarne ovunque; sono, certo, in tantissimi a fare da spettatori ed a far sì che il successo sia assicurato ad ogni manifestazione.
Il Comitato organizzatore, grazie alla sensibilità e intelligenza dei componenti ha ottenuto, possiamo dire, il carisma dell’ufficialità, con l’istituzione di ben due uffici postali distaccati, dotati di altrettanti annulli speciali, aventi a soggetto importanti manifestazioni in programma, per far sì che la corrispondenza possa portare lontano l’eco di questa festa ed invogliare nuovi turisti a prendervi parte, nonché a perpetuare nel tempo e negli albums dei collezionisti e delle famiglie, manifestazioni e giorni che risveglieranno negli anni a venire ondate di piacevoli ricordi e di momenti particolarmente degni di essere vissuti.
Un avvenimento sportivo eccezionale è in programma per l’11 luglio. la regata velica Giulianova-Portocivitanova e ritorno, organizzata dal Circolo Nautico V. Migliori per rinverdire l’interesse per il mare e riallacciare una tradizione storica che si rifà alla prima regata (= gareggiata) tenutasi a Venezia nel 1315. Questa regata serve a far gareggiare esperti e meno esperti nell’uso delle vele e a dare uno spettacolo avvincente sia per la varietà degli scafi come dei colori delle vele e dei manovratori ed al popolo un incentivo ad appassionanti scommesse e discussioni.
La gara tra barche-non-barche organizzata dal Circolo Nautico V. Migliori di Giulianova costituirà il momento più entusiasmante della giornata dell’11 luglio perché preluderà alla cottura pubblica del pesce azzurro (a scotta dito) e alla degustazione, che scalderà ancora di più corpi e ambiente e consentirà, al suono dell’orchestra, ampie bevute refrigeranti memori del detto: il pesce nasce nell’acqua, muore nell’olio ed è seppellito nel vino.
Per la domenica 12 luglio è prevista una S. Messa al campo. La devozione del marinaio abruzzese per la Divinità e per i suoi santi è sempre viva, profonda, sentita e caratteristica. Ho assistito qualche volta alla partenza ed al ritorno dei pescherecci ed il mio animo si è commosso nell’udire le voci, anche se gutturali e aspre, dei marinai che nel loro dialetto, con alti toni litanianti invocavano la «Madonna del Mare», o i Santi Pietro, Andrea, Nicola, per avere la loro protezione e realizzare una pesca abbondante per vivere un felice ritorno.
L’inaugurazione della Mostra della Marina Militare, nello stesso giorno, nella Casa del Marinaio galvanizza gli animi e li fa stringere intorno alla Marina Italiana che è una delle forze più importanti per la difesa della nostra Italia. E’ valido sempre il motto degli antichi Romani: navigare necesse est.
I tre giorni 13, 14 e 15 luglio sono dedicati alla visita della Mostra mercato della pesca e della Mostra della Marina Militare.
La serata del 15 luglio è caratterizzata dalla partecipazione del Coro Polifonico di Giulianova « G. Braga » che, diretto dal M° Fagioli si esibisce per rallegrare le orecchie e gli animi di giuliesi e non, tutti interessati e sempre più innamorati della musica popolare e folk; e certamente le melodie ispirate dal mare saranno tra le più apprezzate ed applaudite.
I films in programma dedicati al mare, ben cinque documentari, che sono proiettati in alcune delle serate della «Settimana del Mare», consentono un approfondimento della conoscenza del mare e della sua importanza per la vita della nazione.
   

 
Le giornate del 16 e 17 luglio permettono ancora di vedere: la Mostra Mercato della Pesca e la Mostra della Marina Militare. Le serate di questi giorni, dedicate al folklore con la partecipazione le sfilate e le esibizioni dei gruppi folkloristici nazionali e internazionali vivacizzano ancora di più la manifestazione e invogliano ancora più a mantenere vive le tradizioni dei padri che per ogni momento della vita avevano le proprie sentimentali canzoni tanto ricche di poesia, di armonia e di alto valore poetico che oggi, in ogni nazione, si cerca di riscoprire di comprendere di valorizzare.
Gli ultimi due giorni, il 18 e 19 luglio servono, nell’intento degli organizzatori per sensibilizzare tutti ad apprezzare ancora di più il valore della attività del mare, riandando, attraverso quanto si può vedere nella Mostra Mercato della Pesca e nella Mostra della Marina Militare, all’impegno dell’uomo per soggiogare la natura e convertirla al suo servizio. Ma è ancora la cottura e degustazione (a scotta dito) del pesce azzurro a rendere l’atmosfera incandescente e favorire la partecipazione attiva del popolo.
   
Tra le manifestazioni conclusive è prevista, dulcis in fundo, l’esibizione coreografico-folkloristica delle «Majorettes d’Aix en Provence» che è uno spettacolo dei più attesi e interessante ampi livelli di pubblico e di giudizi per la gioia degli occhi e l’apprezzamento della fantasia, della varietà e spettacolarità che animano movimenti e gesti.
Essendo i gruppi folkloristici molto noti in campo internazionale è da prevedere l’intervento di moltissimi ammiratori.
E’ negli intenti del Comitato Organizzatore che questa manifestazione possa far abituare un po’ tutti a consumare molto di più il pesce azzurro per le sue alte qualità nutrienti e per il basso costo di questa qualità di pesce che, per di più, si trova in abbondanza nei nostri mari. Ora succede che se ne pesca molto, tanto da essere sovrabbondante nei mercati ittici costieri e delle maggiori città; non giunge però dappertutto, in particolare nei piccoli agglomerati dell’interno a causa di vistose deficienze distributive. La maggior parte, perciò, dei consumatori non può beneficiarne.
Il Ministero della Marina Mercantile ha cercato di sensibilizzare tutti gli italiani raccomandando «Mangiate pesce azzurro dando su questo tema l’avvio ad una massiccia compagna promozionale attraverso i «mass-media» e affiggendo manifesti in tutti i centri abitati. Tale pubblicità viene però nullificata dalla carente capillarità della rete di distribuzione. In conseguenza il pesce invenduto lo ritira l’AIMA, l’Azienda di Stato per gli interventi e i contributi pagandolo ai pescatori un prezzo inferiore a quello di mercato ma sufficiente a remunerare il lavoro.
Il pesce ritirato viene «distrutto» o, per la precisione, ridotto in farina di scarso valore economico (ma ricco di proteine) per l’alimentazione del bestiame. Al peggio il pesce diventa concime. E’ indicativo questo dato: in trenta mesi (dal 1978 al 1980) ne sono state distrutte 73.846 tonnellate. Ciò ha introdotto tra i pescatori la tendenza ad intensificare la pesca di tale pesce, senza tenere in alcun conto la possibilità di vendita sui mercati, sapendo già in partenza che l’AIMA ritirerà l’eccedenza come tutta la produzione.. Tale fatto ha finito per attirare l’attenzione del Ministero interessato come della Commissione della CEE la quale agli inizi di quest’anno ha studiato l’opportunità di modificare il regolamento n.100/76 sull’organizzazione dei mercati ittici con alcuni provvedimenti volti a favorire e attuare la valorizzazione del pesce azzurro italiano (fresco e conservato) ed al potenziamento delle organizzazioni di produzione ittica.
La regolamentazione del prezzo di ritiro delle eccedenze è stato uno dei provvedimenti presi. Tale intervento prevede che il prezzo non dovrebbe essere fisso ma decrescente in proporzione inversa al volume di produzione, allo scopo di «disincentivare» la tendenza a catturare pesce per destinano unicamente ai concimi ed alle farine da usare come mangime.
Ma la soluzione ottimale che ci si propone sia dal Comitato della «Settimana del Mare» come da chiunque è sensibile ai problemi della alimentazione umana è che si dovrebbe giungere a far arrivare il pescato dappertutto per poter essere consumato. Anche se oggi il pesce azzurro è abbondante nei nostri mari, potrebbe in futuro essere disperso dalla pesca indiscriminata.