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SIMBOLO D'UN LAVORO ANTICO
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“il carrettino di pesce”
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di SIGFRIDO ROSATI
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Il
carrettino. E’ per i pescivendoli di piccolo cabotaggio una
struttura portante, un mezzo pratico ed essenziale. Serve per
esporre il pesce posto in vendita, per un trasporto agevole del peso
che vi si carica dato che ha le ruote con pneumatici e cuscinetti a
sfera.
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Un
carrettino semplice che viene condotto a mano, come un risciò, e
che, appoggiato il suo punto di supporto a terra, funge da tavolo di
vendita, intorno al quale si affollano gli acquirenti. Si tratta
invero d’un affollarsi di acquirenti allorché nel pomeriggio,
all’arrivo dei « motoretti » che fanno la pesca giornaliera, tali
carrettini si adornano di pesce freschissimo, fragrante di mare.
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Il caratteristico mezzo di vendita e
di trasporto è di solito dello stesso pescatore che con la sua
imbarcazione a motore di piccolo tonnellaggio va alla pesca del
giorno. Gli uomini (il marito o i figli) portano a terra il prodotto
ittico e lo pongono in vendita lungo il molo attraverso la moglie o
la loro madre. Una vendita che spesso finisce per avere una durata
breve, visto, che il pescato, pure se di varietà a volte limitata,
ha il pregio della freschezza, un pregio importante in relazione ad
un prodotto alimentare qual è il pesce.
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Il
carrettino allora diventa il simbolo della vendita diretta, dal
produttore al consumatore, un simbolo ricco di colore folkloristico
e di mestiere antico, di vivo senso umano. Tra chi vende e chi
acquista si stabilisce un rapporto di amicizia e di fiducia. Non
vien dimenticato di salvaguardare l’igiene. E nel contesto di un
sistema di pesca e vendita diretta, si rilevano aspetti
interessanti, che fanno palpitare il cuore del congiunto in attesa
del ritorno della piccola imbarcazione. Quando il mare è agitato e
si verifica un ritardo del rientro in porto, chi aspetta « si
affaccia » alla punta del molo per scrutarne la sagoma all’orizzonte
fra mare e cielo. Il pathos non di rado acquista proporzioni
notevoli. E’ accaduto di non vederne il ritorno a sera. Una tragedia
che toccò profondamente l’anima della categoria e della cittadinanza
accadde non più tardi della scorsa estate, in un mare che non
lasciava sospetti. Non ritornò l’imbarcazione in cui era Ernani
Capriotti con il compito di capitano e pescatore. Cadde in mare e
non si è saputo se per malore o per infortunio; la sua barca fu
trovata alla deriva.
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I familiari
degli operatori della piccola pesca ogni pomeriggio, di estate e
d’inverno, sono ad attendere questi « gusci », con a bordo il loro
carico umano e la risorsa del loro sostentamento quotidiano.
L’attesa è quasi sempre trepidante e silenziosa.
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Il
Comitato Organizzatore della « 1a Settimana dei Mare. » è
composto da: D’ignazio Giuseppe/ Orsini Mario / Pigliacampo Alfredo
/ Santomo Pierino