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- "Il Messaggero
d'Abruzzo"
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Comune, ricorso al giudice della moglie di Avolio
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GIULIANOVA - Un altro ”caso Albani” al Comune di Giulianova, con una
serie di implicazioni, come dire, anche di carattere politico. Ad
avanzare ricorso al Giudice del lavoro contro l’amministrazione comunale
è stata la dipendente Maria Rosaria Leone, che ha la qualifica di
esecutore dattilografo, e moglie del direttore del secondo circolo
didattico Vincenzo Avolio, in passato noto esponente politico della
Lista civica. La signora lamenta il fatto di aver svolto mansioni
superiori alla propria qualifica, a far data dal 26 marzo del 1999 senza
che queste le siano state riconosciute. Pertanto chiede alla sezione
lavoro del Tribunale civile di Teramo che il Comune venga condannato
alla corresponsione delle pregresse differenze stipendiali maturate da
quella data, quantificate in presunti 21.000 euro oltre ad interessi
maturati e maturandi nello stesso periodo. Infine si chiede al Giudice
di «dichiarare l’acquisita professionalità a svolgere mansioni superiori
inquadrandola definitivamente nella categoria di appartenenza con
relativo adeguamento dello stipendio». L’amministrazione comunale
ritiene di essere nel giusto nel suo comportamento nei confronti della
Leone ed ha deciso di resistere in giudizio affidando l’incarico della
difesa all’avvocato Franco Di Teodoro di Teramo. La signora Leone Avolio
è invece difesa dall’avvocato Pierangelo Gudibaldi, presidente dell’Ente
porto Giulianova. Per la cronaca va riferito che l’avvocato di Teodoro è
quello che ha fatto vincere al Comune la causa civile intentata dal
maresciallo dei vigili urbani, Domenico Albani, che lamentava ugualmente
il mancato inquadramento alle mansioni superiori. F.M.
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