Il Messaggero d'Abruzzo
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I trabocchi al Consiglio di Stato
Giulianova. Nasce anche l’idea di trasformare il molo sud nella passeggiata dei ”caliscendi” come itinerario turistico
Avanzato ricorso dopo il contestato abbattimento di alcune strutture
 
GIULIANOVA - «Al Tar abbiamo perso ingiustamente, ma al Consiglio di Stato la spunteremo». A parlare così è l’avvocato Marco Ferrari, presidente, tra l’altro, del famoso circolo nautico ”Vincenzo Migliori” di Giulianova. Aveva avuto in eredità dal padre un trabocco, chiamato in dialetto giuliese ”caliscendi”, attrezzatura fissa da pesca tipo ”bilancia fissa” adoperata da pescatori ormai per lo più amatoriali. «Nel tratto di molo sud che va dalla curva al faro ricorda Ferrari erano impiantati cinque ”caliscendi” che appartenevano a mio padre Pietro, a Leo Cesaretti, Benito Pomante, Giovanni e Bruno Pistilli. Erano stati installati negli anni 60-70 con il consenso dell’Ufficio locale marittimo che, però, non aveva mai voluto regolarizzare la loro posizione amministrativa. Nel 1977 i proprietari delle strutture, fatta eccezione per mio padre che era deceduto l’anno prima, sono stati convocati dalla Guardia costiera dove hanno rilasciato la dichiarazione di essere i titolari delle ”bilance”. Dopo qualche tempo hanno ricevuto una lettera con la quale venivano invitati a regolarizzare i trabocchi in vista della concessione demaniale Così tutti abbiamo presentato domanda. Ma improvvisamente ed inspiegabilmente la Capitaneria di porto di Pescara rigettò la richiesta di regolamentazione, che pure ci aveva richiesto, e ordinò la demolizione delle strutture e i poveri relitti accatastati nell’area dell’ex Casa del marinaio. Per inciso sono stato processato ed assolto per ”occupazione arbitraria di spazio demaniale marittimo” Sono rimasto ancora a combattere dopo aver perso il ricorso al Tar ma, come detto, è stato proposto ricorso al Consiglio di Stato e confido davvero che verrà accolto». Tra l’altro sul molo sud non tutti i trabocchi sono stati abbattuti e ce ne sono tanti altri, per cui è stata avanzata una proposta molto interessante dallo stesso avvocato Ferrari. «Il ”porto vecchio” dice essendo privo di ormeggi pescherecci o diportistici con i conseguenti problemi logistici che ciò comporta, deve continuare ad essere la meta privilegiata di passeggiate ed incontri, sia per i giuliesi che per i turisti. In questa chiave il ripristino dei ”caliscendi” distrutti e la sistemazione di quelli esistenti può diventare un importante volano turistico e sociale e caratterizzare ancora di più la nostra città». A tale proposito è stata interessata anche la Regione attraverso il consigliere Antonio Macera; sarebbe opportuno interessare anche il delegato ai porti, Tommaso Ginoble. F.M.
     
     Articolo tratto da “ Il Messaggero " del 2 Dicembre 2005.
     

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