Il Messaggero d'Abruzzo
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Garza nel corpo della paziente
Un’anziana, ricoverata in Ostetricia a Giulianova,
era stata operata per ”un prolasso uterino”
Risarcimento di oltre centomila euro, azienda
sanitaria citata a giudizio
 
di FRANCO D’IGNAZIO
GIULIANOVA - A distanza di giorni dall’intervento chirurgico si scopre che una garza era stata dimenticata nel corpo della paziente. Per questo episodio, con atto di citazione davanti alla sezione staccata di Giulianova del Tribunale civile di Teramo, alla Asl viene chiesto un risarcimento di oltre centomila euro.
Ricoverata nella divisione di ostetricia del presidio ospedaliero di Giulianova, con diagnosi di ”prolasso uterino di III°”, un’anziana donna del luogo, nel marzo dello scorso anno, venne sottoposta ad intervento di ”colpoisterectomia+plastica anteriore vaginale”. A circa un mese dall’operazione, a causa di vari disturbi e di incessanti dolori, la paziente, trasportata al pronto soccorso dell’ospedale giuliese, fu sottoposta ad accertamenti ematochimici, a visita urologica e alla radiografia del bacino, per poi, essere condotta in sala operatoria e qui sottoposta a nuovo intervento chirurgico. Dalle analisi era emersa la necessità di rimuovere una garza, utilizzata per la pulizia del campo operatorio, che era stata dimenticata nello scavo pelvico dell’inferma.
Per la rimozione e l’asportazione della garza si tentava in primo luogo la via laparoscopica.Trovata questa inidonea, si procedeva in via vaginale. Anche questa scelta, però, risultava impraticabile. Infine, per via laparotomica veniva raggiunta la cavità pelvica dalla quale veniva rimosso il corpo estraneo. Le condizioni della paziente, tuttavia, non accennavano a migliorare, tanto che aggravandosi la sintomatologia addominale, l’anziana donna, il 3 maggio del 2004, fu sottoposta ad un altro intervento chirurgico per il sospetto di ”occlusione intestinale da laparocele ombelicale strozzato”. Gradualmente le condizioni della paziente si stabilizzarono e migliorarono progressivamente. Attualmente, la donna soffre di disturbi digestivi, di coliche addominali, di gastralgie di cistiti recidivanti e di ipertensione.
Alla citazione che la vittima, assistita dall’avvocato Fabrizio Acronzio, ha rimesso in Tribunale, ha fatto riscontro la comparsa di costituzione e risposta da parte della Asl, nella circostanza rappresentata dall’avvocato Domenico Mauro Bruschi. Con l’intervento, a difesa dell’azienda sanitaria, viene impugnato e contestato il ricorso della paziente, nonostante venga riconosciuta per scontata la circostanza della dimenticanza nello scavo pelvico della donna di una garza utilizzata per la pulizia del campo operatorio, nel corso dell’intervento chirurgico del 22 marzo del 2004. La Asl fonda le proprie osservazioni e contestazioni soprattutto in relazione alla richiesta risarcitoria, ritenuta ”eccessiva e spropositata”.
     
     Articolo tratto da “ Il Messaggero " del 28 Dicembre 2005.
     

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