Teramo-Giulianova, fratelli-coltelli
Catalano
con un eurogol coglie il pari al ’49, ma al fischio finale scoppia il
putiferio
FRANCESCO DI FRANCESCO TERAMO — Giulianova - Il veleno nella coda. E che
veleno! Il gran gol di Catalano quando mancano pochi secondi alla fine del
148° derby d’Abruzzo con conseguente felicità alle stelle del popolo
giallorosso e profonda disperazione di quello biancorosso. Poi Califano che,
dopo il triplice fischio del bravissimo Velotto di Grosseto, con un gesto
assurdo e inqualificabile, si toglie la maglia e sventolandola si avvia
verso la curva est dove i tifosi teramani stanno, in assoluta tranquillità,
applaudendo i giocatori del Teramo. Sono proprio Nicodemo e compagni a
fermare Califano e a ricacciarlo indietro. Ma è già tardi. La miccia è stata
accesa, gli animi di surriscaldano, negli spogliatoi e nel piazzale
antistante la curva ovest dove c’è il pullman del Giulianova si accendono
ripetute risse tra i giocatori e gli uomini del servizio d’ordine. E a
scatenare la quasi guerriglia è ancora Califano sulle scalette che lo
portano fuori dello spogliatoio. E fatto ancora più assurdo Califano
dichiarerà a radio G di essere stato circondato dagli uomini del servizio
d’ordine e malmenato. Ma non è finita. Nel corridoio degli spogliatoi nuova
rissa quando esce Cherubini che dichiarerà di essere stato colpito alle
spalle mentre stava cercando di calmare gli animi; sarà poi Stefano De
Angelis a calmarlo e ad accompagnarlo fuori. Ma siamo appena all’antipasto.
Nuova rissa vicino al pullman del Giulianova con tanti protagonisti che
ritrovano la calma solo dopo alcuni minuti di ordinaria follia. Nel marasma
generale è colpito con due pugni alle spalle il presidente Romano Malavolta
impegnato a fare da paciere insieme e Francesco Giorgini e a Stefano Grilli.
E dopo tanta "pazzia" torna finalmente la calma, si comincia a ragionare tra
persone civili, ci si spiega, ci si capisce. Ma è tardi, tremendamente
tardi, tutti si sono "sporcati". E questa volta i tifosi proprio non
c’entrano, anzi sono stati bravissimi e corretti sugli spalti. Perfetto il
servizio d’ordine delle forze di polizia. E il derby sul campo? Non è stato
bello sul piano squisitamente tecnico, poche le emozioni, grande equilibrio
tattico esasperato anche dalle scelte e dalle indicazioni dei due
allenatori. Cari decide per il 4-3-3 con Luiso preferito a Manca, Bondi
largo sulla sinistra in attacco anche per limitare l’azione offensiva di Del
Grosso. Giorgini presenta un quasi inedito 3-4-3 che logicamente in fase
difensiva diventa 4-3-3 proprio con Del Grosso che dal centrocampo arretra
sulla linea dei tre compagni di difesa Servi, Cherubini, Olivieri. Saranno
proprio gli uomini del reparto arretrato i migliori nel Giulianova, bene
anche Scartozzi e Palladini, sicuro Visi quando è stato chiamato in causa.
Dove la squadra di Giorgini è mancata è in attacco, malissimo Califano,
assente ingiustificato Memmo, ma tutta la manovra in fase propositiva è
latitata. Anche dopo essere andato sotto nel punteggio il Giulianova non è
riuscito a creare azioni pericolose, solo nelle battute finali si è buttato
a testa bassa in avanti ed è stato premiato dal gran gol di Catalano. Il
Teramo ci ha provato di più, ha cercato di prendere l’iniziativa riuscendoci
per buoni tratti, nel primo tempo ha costruito le premesse per il gol negato
in due occasioni dal bravo Visi, è andato in vantaggio con Favasuli, il
migliore di tutti, non ha dovuto faticare molto vista la mancata reazione
del Giulianova. Poi il finale con il gioiello di Catalano. La prima emozione
arriva dopo quattro minuti, Taua va via a Cherubini, resiste alla sua
marcatura, si presenta davanti a Visi ma gli tira addosso; bravo anche il
portiere giallorosso nel prendere il tempo per l’uscita e nel chiudere lo
specchio della porta. Si prosegue con opposti tentativi di prendere in mano
il pallino del derby, riesce di più al Teramo, ma non c’è un netto
predominio. Intorno al 25’ Cari sposta Bondi sulla trequarti dove il
brasiliano si trova meglio, la corsia di sinistra si libera per gli
inserimenti di Favasuli; tutti attenti a prendere in consegna Del Grosso che
però se ne resta sulle sue. Non decolla il derby. Al 36’ Bondi ci prova su
punizione, para Visi; due minuti dopo su rilancio di Mancini devia di testa
Luiso per Taua, è bravo Cherubini in chiusura; al 39’ punizione insidiosa di
Bondi dai 30 metri, alza Visi sopra la traversa. Tutto qui il primo tempo.
Decisamente troppo poco. Nella ripresa arrivano le emozioni tanto attese.
Dopo appena quattro minuti si fa male Ferri, problemi muscolari, al suo
posto entra il giovane Cascone che debutta in campionato. Il Teramo sale di
tono. Al 12’ è festa per il popolo biancorosso. Angolo di Bondi, in mezzo
all’area Nicodemo di testa allunga la traiettoria della palla che finisce
tra i piedi di Favasuli bravo nell’appoggiarla in fondo alla rete giuliese.
Ci si aspetta la reazione del Giulianova che però tarda ad arrivare.
Comincia il festival delle sostituzioni, sembra quasi una partita a scacchi
tra Cari e Giorgini. Al 14’ entra Catalano, reduce da un infortunio, sarà
l’eroe del Giulianova. Poco dopo Giorgini richiama Scartozzi per Corsi. Alla
mezz’ora esce Taua, anche lui infortunato, entra Franzese; un minuto dopo
ultimo cambio di Giorgini che richiama Del Grosso e fa entrare Antenucci. Ma
non ci sono azioni degne di nota. L’arbitro Velotto di Grosseto, perfetto,
seguito con molta attenzione dall’organo tecnico Boggi di Salerno, indica
quattro minuti di recupero. Il Giulianova ci prova. Al 46’ si fa male Bondi,
resta a terra, l’azione prosegue con i giallorossi che ritardano a mandare
fuori la palla; altro episodio di polemiche nel dopo gara. Al 49’ il
pareggio con il gol capolavoro di Catalano che in mischia, nell’area
affolatissima, trova il guizzo tecnico con una spettacolare rovesciata che
batte l’incolpevole Mancini.