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Abruzzo leader nell’utilizzo dei distretti industriali
I risultati di un’analisi condotta dall’Istituto
nazionale di statistica

PESCARA — L'Abruzzo si conferma regione leader del Meridione, insieme a Puglia e Campania, nell'utilizzo dei distretti industriali, un sistema di sviluppo che consente di aggregare le piccole e medie imprese per superare l'handicap delle dimensioni che non consentirebbero alle singole aziende di stare sul mercato e, ad esempio, di fare ricerca e sostenere i costi dell'innovazione tecnologica. E' quanto emerge da un'analisi dell'Istituto nazionale di statistica, che vede nell'Abruzzo la «storica regione distrettuale del Meridione», con i suoi sei distretti industriali. Un numero rimasto stabile nel corso di un decennio, mentre sono cresciuti Campania (da 4 a 6) e Puglia (da 3 a 8). Anche se il loro peso è ancora marginale rispetto al resto del Paese, i distretti nel Meridione hanno raddoppiato la loro presenza, in virtù soprattutto di un aumento del 53,4% di addetti manifatturieri (+31.509 persone) e del 72,8% di addetti complessivi (+120.760). Nel resto d'Italia queste realtà territoriali hanno subito una generale riduzione, dovuta alla riorganizzazione della produzione: perde il Nord-Est, cala anche il Nord-Ovest, tiene il Centro (le Marche contano ben 27 distretti, il maggior numero in Italia), cresce il Sud. In Abruzzo il numero degli addetti alle unità locali presenti nei sei distretti - secondo i dati pubblicati in questi giorni dall'Istat e aggiornati all'ultimo censimento dell'industria e dei servizi - risulta pari a 96.859, così distribuiti: 36.313 nel distretto di Giulianova; 3.077 in quello di Montorio al Vomano; 11.938 in quello di Pineto; 28.701 a Teramo; 5.766 a Guardiagrele; 11.064 a Ortona. Per quanto riguarda le specializzazioni, a Giulianova, Teramo e Ortona prevale il tessile e l'abbigliamento; a Montorio e Pineto i beni per la casa; a Guardiagrele pelli, cuoio e calzature. Le regioni meridionali con il maggior numero di addetti manifatturieri presenti nei distretti sono quelle della direttrice adriatica; la Puglia con 42.557 addetti (il 2,2% dell’occupazione manifatturiera distrettuale del Paese) e proprio l’Abruzzo (31.483 addetti manifatturieri, pari all'1,6%). Accanto all'indicazione dei distretti fatta dall'Istat, vi è la ripartizione affidata per legge alle Regioni. Non tutte hanno individuato i distretti. L'Abruzzo lo ha fatto, delineando sei aree produttive. Quella della Val Vibrata-Tordino Vomano, che produce capi d'abbigliamento, intimo, calzature, borse e accessori in pelle, borse in stoffa e valigeria ed esprime la maggior densità di imprese del manifatturiero della regione (41,9%). Il distretto Maiella, anch'esso legato prevalentemente all'abbigliamento e che raggruppa 13 Comuni, da Orsogna a Villamagna a Roccamontepiano. Il distretto terziario «trasversale» di Pescara-Montesilvano, unica realtà fra tutte quelle riconosciute dalle regioni italiane ad avere una specializzazione nei servizi avanzati piuttosto che nell'industria manifatturiera. C'è poi il distretto industriale Vastese, costituito da 15 Comuni per un totale di 7 imprese e 11 unità locali, tra San Salvo, Gissi e Atessa, sviluppatosi intorno alla produzione del vetro. Nel distretto della Marsica trova un'importante espressione l'agroalimentare abruzzese, su un'area che aggrega intorno ad Avezzano 14 Comuni per un totale di 167 imprese e 191 unità locali. Infine sulla Piana del Cavaliere, tra Carsoli e Oricola, un sesto distretto (che si caratterizza soprattutto per la produzione di macchinari di precisione) comprende circa 270 aziende che operano nei settori dell'editoria, dell'alimentare, dell'industria farmaceutica, della componentistica elettronica e dell'Ict (Information & communication technologies). G.C.

     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 20 dicembre 2005.

     

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