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Pesca bloccata a tempo indeterminato
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La
decisione assunta ieri dopo incontro al Ministero tra i diversi
rappresentanti
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La
lite tra i due compartimenti dei vongolari ha provocato l’intervento
dell’Authority
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di
ALESSIA MARCONI
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TERAMO — I vongolari dei due compartimenti litigano e l’Authority blocca
la pesca a tempo indeterminato. O per lo meno questa è la decisione
assunta ieri al Ministero dopo l’incontro con i rappresentanti dei
vongolari del compartimento di Ortona e quelli di Giulianova-Pescara.
Uno stop alla pesca dei molluschi, in attesa che si trovi una soluzione
alle problematiche esplose dopo la nascita del compartimento di Ortona e
del relativo consorzio frentano. Dopo un mese di attività, dunque, resa
possibile grazie all’accordo raggiunto a luglio a livello ministeriale e
che prevedeva, per tutto agosto, che trenta barche provenienti da
Giulianova - Pescara entrassero a rotazione nel compartimento di Ortona,
i vongolari abruzzesi sono nuovamente costretti a restare a terra. «Ieri
il Ministero ha deciso il fermo della pesca a tempo indeterminato — ha
sottolineato il presidente del Cogevo Abruzzo Claudio Lattanzio —
Intanto, in questo periodo di fermo forzato, verrà effettuata una
ricerca scientifica che valuti lo stato e la consistenza della risorsa.
Indagine dalla quale dovrebbe venir fuori anche una soluzione a quei
problemi che oggi hanno portato al fermo dell’attività». Questo fermo
restando che nel caso in cui i due compartimenti dovessero trovare un
accordo l’Authority sarebbe pronta a riaprire immediatamente la pesca.
«Io credo fermamente che questa vicenda dovrebbe risolversi nel giro di
un mese — ha continuato Lattanzio — Certo è che nel corso dell’incontro
sia noi che i nostri colleghi di Ortona abbiamo avanzato delle proposte.
Adesso non ci resta che ragionarci su e aspettare che la ricerca
scientifica fornisca tutte le valutazioni del caso». Certo è che fino ad
oggi la possibilità di arrivare ad un accordo tra i due compartimenti è
sembrata decisamente remota e questo soprattutto in relazione al
problema dei confini territoriali dei due comparti stessi. Attualmente,
infatti, quello di Giulianova-Pescara ha a disposizione 58 km di mare
per 83 barche (pari a circa 700 metri pro-capite), mentre quello di
Ortona ne ha 64 per 21 imbarcazioni (pari a circa 3 km di mare
pro-capite). «Noi avevamo avanzato la proposta di allungare il
compartimento di pescara fino al traverso del porto di Ortona — ha
concluso Lattanzio — e questo nonostante permanesse uno squilibrio tra i
km di mare a disposizione e il numero di barche interessate, ma anche
quest’ultima idea è stata bocciata dai collegi di Ortona». Da qui la
decisione del Ministero di bloccare la pesca, probabilmente per evitare
il ripetersi di quelle tensioni che a fine giugno avevano fatto temere
scontri pesanti tra le due marinerie. Adesso, dunque, non resta che
aspettare e sperare che alla fine siano gli stessi vongolari a trovare
un accordo. giovedì 1 settembre 2005
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