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Tutto è bene quel che finisce bene.
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GIULIANOVA — Tutto è bene quel che finisce bene. La salma del grande
compositore e concertista Primo Riccitelli, scomparso sessant’anni fa,
abbandonerà presto il loculo 328 della cappella Solipaca per essere
accolto in un nuovo, meritato sarcofago. Il sindaco ha comunicato ieri
di aver accolto le richieste della signora Agnese Riccitelli, nipote del
musicista. «Con sforzi notevolissimi — si legge in una nota — abbiamo
inteso superare il ritardo decennale relativo all’allestimento del
sarcofago in oggetto e ci impegniamo ad individuare le necessarie
coperture finanziarie per la realizzazione del progetto.Siamo certi di
arrivare al più presto al raggiungimento dell’obiettivo che inorgoglisce
noi amministratori a quanti hanno stimato l’opera di grandi artisti».
Solo dieci giorni fa, la signora Riccitelli, presa da sfinimento per una
vicenda che pareva infinita, si era rivolta alle colonne del nostro
giornale per ottenere giustizia. Dopo innumerevoli richieste ed inutili
pellegrinaggi, una lettera del vicesindaco l’aveva appena informata
dell’odierna impossibilità di realizzazione del sarcofago. Una risposta
telefonica del sindaco, che sottolineava la mancanza di fondi e di
tempo, l’aveva poco dopo definitivamente gelata. Ieri, forse anche un
po’ a sorpresa considerati i precedenti, il lieto fine. Agnese
Riccitelli aveva intanto inviato alla nostra redazione un messaggio di
ringraziamento per l’articolo del 14 agosto. «Devo a voi la miccia di
questa bomba — si legge nel testo — Sicuramente ci sarà ora il momento
delle promesse. Vedremo se saranno mantenute» Dal comunicato di ieri,
pare proprio di sì. Con la speranza che il Comune di Giulianova si
ricordi anche di altri illustri defunti finiti nel dimenticatoio, a
cominciare dallo scultore Venanzo Crocetti. M.T. giovedì 25 agosto 2005
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