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Mare ok, male i fiumi
Solo due i punti inquinati lungo la costa
 
di GIUSTINO CECCAROSSI
PESCARA – La premessa è che «Goletta verde» passa lungo la costa, scatta una «fotografia» della situazione esistente, analizza l’inquinamento delle acque secondo parametri più rigorosi di quelli previsti dalle norme, e rende noti i risultati, senza «attribuire patenti di balneabilità, che spettano al Ministero della Salute», come ha sottolineato Giuseppe Ruggiero, portavoce dell’imbarcazione di Legambiente. Ma i dati forniti dall’associazione offrono ogni anno il polso della situazione. E questa volta all’Abruzzo non è andata malissimo: il litorale ha ottenuto la sufficienza, con due soli punti di prelievo (sui 15 complessivi) risultati inquinati: situazione critica ad Alba Adriatica, alla foce del fiume Vibrata, dove tutti i valori sono oltre i limiti; leggero sforamento a Pescara, dopo la Rotonda Paolucci (in direzione Montesilvano), dove sono risultati fuori norma i coliformi fecali. Per il resto è tutto in regola nei punti di rilevamento scelti a Martinsicuro, nella stessa Alba Adriatica (in via Sardegna), a Giulianova, Tortoreto Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Pescara (via Balilla), Francavilla al Mare, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Marina di Vasto. La minaccia, come sempre, arriva dai fiumi: oltre al Vibrata, sono inquinate anche le aree non balneabili allo sbocco del Sangro e del Moro. Ma lo stato di salute di quasi tutte le foci è pessimo. E Legambiente invita a monitorare i fiumi e lavorare, in particolare, sui sistemi di depurazione, «come ha iniziato a fare la provincia di Pescara, con grossi risultati». E a scommettere sul modello di turismo degli «alberghi ecologici», già sviluppato a Giulianova e Martinsicuro. «Avere un mare in buona salute – ha affermato Antonio Ricci, presidente di Legambiente Abruzzo – è la prima condizione per sviluppare un turismo di qualità credibile per l'economia della nostra regione». Oltre all’inquinamento, l’associazione ha indicato quattro spiagge «non ancora frequentate dalla "pazza gente", lontane da stabilimenti sovraffollati, dai residence a ridosso della costa, dalla musica a tutto volume e dagli acqua-park. Luoghi da maneggiare con cura». Si va dalle dune ricche di vegetazione della spiaggia di Martinsicuro ai dieci chilometri di quella di Pineto, circondata da una maestosa pineta dei primi del Novecento all'altezza di Torre Cerrano; dalle piccole spiagge, insenature e scogliere di Rocca San Giovanni fino al golfo di luna di Vasto Marina, dove a Punta Penna c’è uno degli ambienti marini meglio conservati del litorale abruzzese. sabato 16 luglio 2005
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 16 luglio 2005.

     

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