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della Rinascita, 51
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Il
caro-gasolio ferma la pesca
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La
marineria incrocia le braccia: giovedì niente
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pesce fresco sulle
tavole
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Il
costo del carburante incide per il cinquanta
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per cento sui ricavi.
Scoppia la protesta
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PESCARA — Braccia incrociate. Il 7 luglio, giovedì, la marineria si
ferma, per protesare contro il caro-gasolio. E non lo fa solo a Pescara,
ma anche ad Ancona, Senigallia, Civitanova Marche, Fano, Cattolica,
Rimini e Chioggia, che hanno proclamato lo sciopero in modo unitario. Il
grido di allarme è stato subito raccolto anche dalle 300 vongolare e
dalla marineria di Giulianova, e potrebbero aderire anche quelle di
Vasto e Ortona - annuncia l’assessore comunale al Mare di Pescara,
Riccardo Padovano. La categoria vuole fare leva sul governo e chiedere
un aiuto concreto dal punto di vista fiscale, visto che dal 2001 ad oggi
il prezzo del carburante è salito troppo, passando da 30 a 45 centesimi
al litro, un costo che incide per il 50% sui ricavi. La proclamazione
dello sciopero è avvenuta ieri, nel corso di un’assemblea che si è
svolta ad Ancona. «Ieri si è discusso anche del fermo pesca e su questo
fronte - conclude Padovano - noi chiediamo di fermarci una volta a
settimana, anziché per un periodo consecutivo. Di tutti questi problemi
parlerò lunedì con l’assessore regionale Verticelli, mentre venerdì se
ne discuterà nel corso della Conferenza regionale sulla pesca». Il 18
poi Padovano guiderà la delegazione che incontrerà a Bruxelles i
ministri della Pesca. domenica 3 luglio 2005
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