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Ruffini licenzia la Sia
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Il
servizio verrà affidato in via provvisoria al Cirsu
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Giulianova, rescisso il contratto con la società addetta alla
raccolta dei rifiuti
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di
MARZIA TASSONI GIULIANOVA — Da ieri mattina la Sia s.p.a. non è più tra
noi. La giunta comunale ha infatti deliberato la rescissione del
contratto di appalto con la società mista che da sei anni si occupa di
igiene urbana a Giulianova. «La Sia — si legge nel comunicato diffuso
ieri — dovrà assicurare il servizio sino a domenica. A partire da
lunedì, lo stesso servizio, in via provvisoria, verrà affidato al Cirsu
( il consorzio al quale il nostro comune continua a far parte) agli
stessi prezzi e condizioni stabiliti nel contratto di appalto stipulato
con la Sia. Si specifica infine che è previsto il trasferimento di tutti
i mezzi e beni strumentali atti allo svolgimento del servizio nonché il
personale attualmente in forze alla società». Nella nota si precisa
inoltre che «le motivazioni che hanno portato a tale decisione attengono
alla gravità esistente determinata dalla mancata effettuazione dei
servizi stabiliti nel capitolato, alle negative o parziali risposte , in
termini operativi, alle varie sollecitazioni ed ordinanze». Il
consuntivo di bilancio 2004, la proverbiale goccia che fa traboccare il
vaso: la perdita di esercizio risulta infatti essere pari a 200.000
euro, mentre la situazione debitoria della società si aggira intorno ai
700.000 euro. Numerose e conosciute le inadempienze della Sia. In
sostanza , taglia corto il comunicato, «l’inefficienza del servizio di
igiene urbana sul territorio di Giulianova ha imposto decisioni
risolutive necessarie a porre fine ad una situazione divenuta
insostenibile». Una situazione insostenibile sì, e stagnante da mesi.
Provvidenziale e tempestiva, per lo sblocco della penosa vicenda, la
conferenza stampa indetta il mese scorso dall’associazione di tutela dei
consumatori Arco. Tanto grave e pesante il disservizio, secondo
l’analisi effettuata, da poter mettere senza remore il comune con le
spalle al muro. Non a caso, il comunicato di ieri riferisce anche della
nota in cui l’amministrazione è caldamente invitata dall'Arco a
provvedere al ripristino dell’efficienza del servizio. « Credo che la
scelta sia stata difficile ma probabilmente inevitabile — ha commentato
con pacatezza il presidente della Sia Nino Bertoni — Il Cda da me
presieduto era di certo valido, tant’è che da subito ha evidenziato i
punti di criticità ed ha lavorato per sanarli o almeno ridurli al
minimo. Siamo arrivati tardi, eredi di una situazione pesante e
costretti ad operare con risorse prossime allo zero. Avevamo un progetto
in cui, nonostante tutto, continuavamo a credere. Il tempo a
disposizione, pero’, era evidentemente esaurito». giovedì 9 giugno 2005
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