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Un test a tutto campo
Il capoluogo interessato da tutte le «competizioni»
 
di DOMENICO DI ROBERTO
TERAMO — In provincia di Teramo hanno votato 199.857 elettori su un totale di 256.150. La percentuale è del 78,95 per cento. A teramo città la percentuale dei votanti è stata invece dell’82, 95 per cento. Nonostante la giornata di pioggia battente che non ha consentito divagazioni come quelle di sabato pomeriggio (al voto soltanto il 19,12 per cento) i teramani hanno continuato anche nella giornata di ieri ad affrontare con estrema calma l’appuntamento con le urne. A mezzogiorno infatti aveva votato soltanto il 13,52 per cento (il 17,04 a Teramo capoluogo). La media si è innalzata intorno alla 17 quando il dato complessivo provinciale ha toccato il 33,3 per cento (il 33,6 per cento nel capoluogo). Leggermente più alta invece la percentuale raggiunta, sempre alle ore 17, dai votanti a Giulianova, il 38 per cento. A questo punto si è scatenata una vera e propria corsa al voto. I dati registrati dalla Prefettura alle ore 19 parlano infatti di un’affluenza pari al 61,81 per cento in tutta la provincia e del 65,11 per cento a Teramo città. Subito dopo la chiusura delle urne è cominciata la lunga ed estenuante kermesse notturna dello spoglio delle schede. Un lavoro particolarmente improbo in quanto oltre che per le Europee gli elettori hanno dovuto votare per il rinnovo dell’Amministrazione Provinciale di Teramo e per il rinnovo dei consigli comunali in ben ventisei centri, tra cui Teramo capoluogo e Giulianova, oltre ad altre località non meno importanti come Alba Adriatica, Pineto, Silvi, Nereto e S. Egidio alla Vibrata. Sono state impegnate 365 sezioni mentre sono stati chiamati a votare 264.458 elettori. Un test quindi estremamente importante e che sicuramente a avrà una notevole valenza, non appena saranno noti anche i risultati delle elezioni amministrative, anche sotto l’aspetto squisitamente politico. La «geografia» politica della provincia infatti, ferma alle amministrative del 1999, potrebbe anche cambiare in maniera sostanziale con risvolti non indifferenti anche per quanto riguardale nomine di alcuni enti di prestigio. Ricordiamo che soltanto per il Comune di Teramo c’è già la certezza che non ci sarà nessun ballottaggio essendo soltanto due i candidati sindaci (Gianni Chiodi per il centrodestra, Lino Befacchia per il centrosinistra). La prospettiva del ballottaggio è invece concretaper l’Amministrazione Provinciale (sei candidati presidenti) e per il Comune di Giulianova (quattro candidati sindaci). In questo caso si tornerebbe alle urne fra quindici giorni esatti. Vale a dire il 29 giugno (sempre di sabato pomeriggio) e domenica 30 giugno.
Ma torniamo all’andamento del voto.
Anche nella giornata di ieri lunghe code presso gli sportelli dell’ufficio anagrafe di piazzale San Francesco per ottenere i duplicati delle schede elettorali smarrite con conseguente super-lavoro del personale addetto. La stessa cosa era accaduta nella giornata di sabato quando addirittura molti cittadini, stanchi della lunga attesa, sono stati costretti ad abbandonare la fila e a rimandare l’incombenza ad ore più convenienti. Un inconveniente che ancora una volta va attribuito alla pigrizia dei cittadini che solo all’ultimo momento si sono accorti o hanno ricordato di non avere più a disposizione il documento indispensabile per votare. Per il resto non sono stati registrati nè a Teramo nè in provincia episodi particolarmente clamorosi.. Il conteggio delle percentuali sia in Prefettura che nei principali Comuni, a cominciare da quello di Teramo, si è protratto fino a tardissima ora anche perché è stato necessario attendere che venissero comunicate le rilevazioni distinte su votazioni europee, provinciali e comunali. Subito dopo si è passati ad esaminare i voti attribuiti sulle schede. Un impegno che è proseguito per tutta la notte.
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 14 giugno 2004.

     

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