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Padre Serafino, giuliese benemerito
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Al frate che tanto ha fatto per la città il riconoscimento nel
giorno del compleanno
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GIULIANOVA — Una giornata eccezionale. Claudio Ruffini ha voluto che il
16 dicembre 2004 fosse consegnato alla storia della città come una
"giornata eccezionale”. Ad essere fuori dell’ordinario, delle
definizioni e di ogni possibile schema, è stato ed è, innanzitutto,
padre Serafino Colangeli, che ieri ha ricevuto il titolo di "Cittadino
benemerito”.
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In
una sala consiliare gremita, il sindaco si è rivolto al padre
cappuccino, nel giorno del suo ottantunesimo compleanno, con le stesse
parole d’affetto e riconoscenza che la città intera avrebbe voluto
tributargli. «Padre Serafino, lezione vivente di cultura e di carità, ha
segnato una pagina nell’album di famiglia di ciascuno di noi. Un esempio
per tutti — ha detto Ruffini – anche per i non credenti: una vita
scritta nelle opere tangibili e nelle storie personali di tanti giuliesi.
Al centro, sempre e comunque, l’Uomo». Nel suo breve intervento il
vescovo della diocesi di Teramo, monsignor D’Addario, ha ricordato che
tutto ciò che padre Serafino ha fatto, lo ha fatto in nome di un Altro,
che non ha bisogno di riconoscimenti ma che, bambino in una grotta,
continua dar fastidio ai ricchi, ai potenti, alle debolezze umane. Il
frate, da ieri cittadino benemerito, ha ringraziato e ricordato la
presenza centrale di Cristo nella sua "umile vita” e nel suo umanesimo.
«Ci tengo tanto, dopo 54 anni, ad esser considerato "cittadino”. Il
"benemerito”, invece, mi fa pensare alle mie mancanze e insufficienze.
Il vostro atto di stima, in ogni modo, mi suggerisce che devo essere
contento di quanto ho fatto. Non avrei portato nulla a compimento senza
Giulianova che, come amava dire Riccardo Cerulli ì mi si è donata
subito. Dentro le "cittadelle del dolore che abitano i nostri quartieri”
vivono ragazzi che non sono semplici oggetti di cura, ma soggetti capaci
di creare, amare, donare». Ha completato la festa, l’avvenuto
conferimento al Comune del titolo araldico di città. A stabilirlo un
decreto firmato dal Presidente della Repubblica lo scorso 18 novembre,
come annunciato ieri dal prefetto Eugenio La Rosa.
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Insieme, dunque, negli applausi, un grande uomo e un luogo che
altrettanto "grande” aspira ancora a diventarlo.
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Davvero, come ha detto il sindaco, una "giornata eccezionale". M.T.
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