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della Rinascita, 51
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Casa della libertà,
bandiera bianca alle 16.30
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Il capolista di
Forza Italia, Mimì Di Carlo, ha dovuto riconoscere la secca
sconfitta con largo anticipo
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Sorpasso anche della
Margherita sulla lista degli azzurri che in precedenza erano il
primo partito
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di MARZIA TASSONI
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GIULIANOVA — Si è
chiusa ieri, nel cuore della notte, la lunga maratona elettorale. Ma a
tarda serata era giunta la conferma ufficiale che Claudio Ruffini è
stato eletto al primo turno sindaco di Giulianova con oltre 4600 voti e
una percentuale del 69,61 per cento. Estenuante, e non senza qualche
intoppo, il lavoro di scrutatori e presidenti. Iniziata poco dopo le 14,
la delicata fase dei conteggi è stata seguita con trepidazione in
municipio, nelle sezioni dei partiti e nei comitati elettorali. I primi
numeri, quelli relativi alle elezioni provinciali, sono stati diffusi -
anche se in via ufficiosa - già nelle ore centrali del pomeriggio. Una
doccia fredda il divario vertiginoso emerso tra i candidati alla
presidenza Venturoni e D’Agostino. I primi dati provenienti dalle
sezioni giuliesi confermavano senza mezzi termini il trionfo del
candidato del centro sinistra, in sostanziale accordo con i risultati
del resto del teramano. Il verdetto, seppure ancora parziale, è bastato
a provocare la delusione e l’abbattimento dei candidati del centro
destra. Quei numeri hanno in effetti gettato una luce sinistra
sull’imminente responso delle preferenze comunali.
Il capolista di Forza Italia Mimì Di Carlo, dopo la verve dei giorni
scorsi, non ha nascosto un pessimismo tanto cupo da fargli anticipare
una dolorosissima e prematura ammissione di sconfitta. Addirittura alle
16.30, anche la via del ballottaggio gli pareva impraticabile. Numeri e
percentuali sono stati trasmessi via fax dalle sezioni al centro di
raccolta dati allestito in municipio: un metodo che , rispetto alle
trascorse consultazioni, ha sensibilmente migliorato i tempi. Novità per
questa tornata 2004, anche l’efficienza dell’organizzazione logistica
dei partiti. Nelle sezioni e nei comitati si è potuto seguire da vicino
l’andamento del voto; quasi deserta, invece, la sala consiliare del
Comune, punto tradizionalmente nevralgico dello sprint conclusivo.
Dopo quella dell’ospedale, la prima sezione a terminare lo spoglio delle
schede comunali è stata la numero 5, ubicata nella scuola media Bindi di
via Monte Zebio. Poco prima delle sei, i numeri. Ad Antonio Montebello,
candidato sindaco della Lista «Il Fuoco-Amore per Giulianova», sono
andati 8 voti; 21 ad Eden Cibej per «Città solidale»; 224 a Flaviano
Montebello, candidato della coalizione del centro destra; 411 al centro
sinistra guidato da Claudio Ruffini. Le cifre sono parse subito
eloquenti, soprattutto considerando che il seggio in questione faceva
riferimento ad una zona della città con fama tutt’altro che rossa.
E’ bastato avvicinarsi alle ore serali, poi, perché in città
circolassero voci che assegnavano a Claudio Ruffini percentuali
stratosferiche, addirittura superiori al 60%. L’attesa , quando il
risultato è parso scontato, era tutta per le percentuali portate a casa
dai singoli partiti. Molta parte dell’effettiva governabilità, infatti,
proverrà dal grado di rappresentanza raggiunta dalle sigle. Una
dichiarazione rilasciata nel pomeriggio dal segretario Piero Fassino,
inneggiante al positivo risultato dei DS sul territorio nazionale,
lasciava ben sperare per le sorti del partito anche a casa nostra. Di
strategie amministrative e di assegnazione delle cariche si parlerà
comunque solo domani. L’impegno di oggi ,per i piccoli e grandi
esponenti del centro sinistra, è di reperire quanti più calici per un
gigantesco brindisi finale. Il successo di Ruffini ha automaticamente
provocato un grande afflusso di voti sui Ds che si dovrebbero attestare
su una percentuale del 36,53 per cento e, presumibilmente, dovrebbero
conquistare nove seggi in consiglio comunale. Buona anche l’affermazione
di Rifondazione Comunista con una percentuale del 7,94 per cento e della
Margherita con il 15,27 per cento.
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Un particolare
sicuramente non trascurabile sotto l’aspetto politico: la Margherita ha
superato in voti e in percentuale Forza Italia che alle passate elezioni
comunali si era imposta come il primo partito di Giulianova.
Per quanto riguarda il centrodestra il candidato sindaco Flaviano
Montebello ha conquistato 1606 voti con una percentuale del 24,55 per
cento. Alleanza Nazionale e Udc si attestano entrambe attorno al sei per
cento. Ovviamente soddisfattissimo del risultato raggiunto il
neo-sindasco Claudio Ruffini il quale ha ringraziato i suoi
numerosissimi elettori. «Un riosultato inatteso nelle percentuali che
premia il nostro impegno e boccia sonoramente il centrodestra— ha
puntualizzato Ruffini — E’ stata una campagna elettorale trasparente,
partecipata, e che non si è persa nella denigrazione. Il nostro futuro
amministrativo sarà improntato agli stesasi valori di correttezza e
coerenza». Nessun commento per ora da parte del centrodestra. Il
candidato sindaco di Città Solidale Eden Cibej ha invece commentato: «I
giuliesi hanno sconfitto se stessi perché non si sono riconosciuti negli
alti valori ideali che caratterizzano Citta' Solidale e i suoi
candidati».
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