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Crolla il prezzo del pesce azzurro
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Continua la «maledizione» per la marineria. Si gettano in mare
quintali di invenduto
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TERAMO — Prima le vongole, poi il pesce azzurro. Quella che si è
abbattuta sulla marineria del comparto abruzzese sembra quasi una
maledizione. Dopo l’improvviso crollo sul mercato del prezzo dei
molluschi, infatti, è sceso in picchiata anche il prezzo del pesce
azzurro, toccando il limite minimo di 3 euro a cassa. E sul molo,
nonostante il basso costo, negli ultimi giorni è rimasta invenduta una
grande quantità di pescato. Tanto che alcune barche hanno quaso dovuto
"buttare" circa 200 casse di pesce azzurro. All’improvvisa frenata del
prezzo del pesce azzurro, secondo alcuni titolari di barche del porto
giuliese avrebbero contribuito sia l’elevata quantità di pesce azzurro
presente sul mercato, sia le dimensioni di quest’ultimo. A far
precipitare la situazione, poi, sarebbe stato anche l’arrivo massiccio
dei natanti giuliesi che pescherebbero senza alcun limite, alterando di
fatto il mercato o, meglio, il rapporto tra domanda ed offerta. Da qui
la domanda, da parte degli armatori locali, di una regolamentazione, da
parte del Ministero, del settore. «Sappiamo benissimo che nessuno compie
alcun illecito — dichiara il titolare e armatore dell’Onda — ma le
regole debbono essere riviste. Se si va avanti così, nel giro di
pochissimo si rischia di affondare tutto il settore della pesca del
pesce azzurro».
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Sempre in tema di pesca. il capogruppo provinciale dei Ds Leandro Di
Donato e il consigliere provinciale Arnaldo Di Rocco, hanno rinnovato
alla Regione e al governo nazionale l’invito a promuovere una legge che
prescriva il "contingentamento" del pescato nel mare abruzzese al fine
di tutelare la produzione, conservare le specie ed evitare la vendita
irregolare. Inoltre, Di Donato e Di Rocco, sollecitano anche le
istituzioni provinciali a procedere in tempi rapidi al rinnovo degli
organismi dell’Ente Porto di Giulianova. venerdì 3 dicembre 2004
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