|
- Sede regionale:
- Pescara Piazza
della Rinascita, 51
- Email: abruzzo@iltempo.it
|
|
-
Preso il boss dei 19 omicidi
-
Maxi-blitz dei Carabinieri per arrestarlo in un bar
-
Esponente della mafia pugliese si era nascosto in una casa di Silvi
-
-
di
MARZIA TASSONI
-
GIULIANOVA — Si chiama Libero Frattaruolo, quarantun’anni il prossimo
mercoledì. A Silvi era giunto due mesi fa per sfuggire alle ricerche dei
carabinieri di mezza Italia. Libero Frattaruolo ( Massimo De Felice,
come recita la carta d’identità, grossolanamente falsa) è una figura di
spicco della mala garganica, uno dei boss direttamente coinvolti nella
faida tra clan che insanguina da tempo numerosi centri del foggiano.
Deve rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso
finalizzata al traffico di armi e sostanze stupefacenti. Il suo
ragguardevole” curriculum parla di 19 omicidi (commessi sia come
mandante che come esecutore), di rapine, estorsioni, furti, sequestro di
persona. Sfuggito ad una retata dei carabinieri di Manfredonia nel mese
di giugno, aveva trovato riparo a Silvi, grazie all’appoggio di un
incensurato del posto, Lucio Izzo, 43 anni, gestore di un night a
Lanciano. Anche per lui sono scattate le manette. Lo stretto e proficuo
contatto informativo con la Compagnia di Manfredonia ha permesso ai
carabinieri di Giulianova di scrivere la parola fine al dorato esilio di
Frattaruolo. La cattura del latitante ha avuto luogo nella notte tra
giovedì e venerdì, all’interno del bar Clara” di Silvi.
-
Poco
dopo l’una, Lucio Izzo e il fuggitivo erano nel locale, tra decine di
persone. Certo non avrebbero potuto accorgersi, come nessuno al loro
posto, che ben venti dei clienti non erano normali avventori. Seduti ai
tavoli o in piedi, e comunemente vestiti, c’erano il capitano Naselli,
comandante della Compagnia di Giulianova, ed il maresciallo Longo, con i
carabinieri del NORM . Dopo giorni di pedinamento, era fissato per quel
momento il blitz decisivo. Ad un cenno convenzionale, i carabinieri
hanno circondato i due uomini e afferrato Frattaruolo. Gli erano addosso
in sette, ma , sentendosi alle corde,l'uomo ha avuto la forza di
compiere addirittura qualche metro verso il bancone. Il compare”ha
cercato di fargli scudo con il proprio corpo e di aprirgli un varco.
-
Inutilmente. L’uomo, in caserma, ha negato fino all’ultimo la propria
vera identità. Ha dovuto però cedere dinanzi a 380 pagine di informativa
redatte a suo carico. Izzo, che ha addirittura affittato a proprio nome
l’ appartamento dove Frattaruolo si nascondeva, dovrà rispondere di
favoreggiamento personale. Se due mesi fa il latitante era
rocambolescamente sfuggito ai carabinieri della compagnia di
Manfredonia, guidati dal maggiore Giorgio Naselli, nulla ha potuto
dinanzi alla rete tesagli dal fratello di quest'ultimo, il capitano
Giovanni Naselli. La cattura dei pezzi da novanta”, forse, una passione
di famiglia. . sabato 14 agosto 2004
|