Direzione, Redazione, Amministrazione: 00187 Roma, Piazza Colonna n. 366 – Internet:www.iltempo.it – Email: direzione@iltempo.it
Sede regionale:
Pescara Piazza della Rinascita, 51
Email: abruzzo@iltempo.it
 
Preso il boss dei 19 omicidi
Maxi-blitz dei Carabinieri per arrestarlo in un bar
Esponente della mafia pugliese si era nascosto in una casa di Silvi
 
di MARZIA TASSONI
GIULIANOVA — Si chiama Libero Frattaruolo, quarantun’anni il prossimo mercoledì. A Silvi era giunto due mesi fa per sfuggire alle ricerche dei carabinieri di mezza Italia. Libero Frattaruolo ( Massimo De Felice, come recita la carta d’identità, grossolanamente falsa) è una figura di spicco della mala garganica, uno dei boss direttamente coinvolti nella faida tra clan che insanguina da tempo numerosi centri del foggiano. Deve rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di armi e sostanze stupefacenti. Il suo ragguardevole” curriculum parla di 19 omicidi (commessi sia come mandante che come esecutore), di rapine, estorsioni, furti, sequestro di persona. Sfuggito ad una retata dei carabinieri di Manfredonia nel mese di giugno, aveva trovato riparo a Silvi, grazie all’appoggio di un incensurato del posto, Lucio Izzo, 43 anni, gestore di un night a Lanciano. Anche per lui sono scattate le manette. Lo stretto e proficuo contatto informativo con la Compagnia di Manfredonia ha permesso ai carabinieri di Giulianova di scrivere la parola fine al dorato esilio di Frattaruolo. La cattura del latitante ha avuto luogo nella notte tra giovedì e venerdì, all’interno del bar Clara” di Silvi.
Poco dopo l’una, Lucio Izzo e il fuggitivo erano nel locale, tra decine di persone. Certo non avrebbero potuto accorgersi, come nessuno al loro posto, che ben venti dei clienti non erano normali avventori. Seduti ai tavoli o in piedi, e comunemente vestiti, c’erano il capitano Naselli, comandante della Compagnia di Giulianova, ed il maresciallo Longo, con i carabinieri del NORM . Dopo giorni di pedinamento, era fissato per quel momento il blitz decisivo. Ad un cenno convenzionale, i carabinieri hanno circondato i due uomini e afferrato Frattaruolo. Gli erano addosso in sette, ma , sentendosi alle corde,l'uomo ha avuto la forza di compiere addirittura qualche metro verso il bancone. Il compare”ha cercato di fargli scudo con il proprio corpo e di aprirgli un varco.
Inutilmente. L’uomo, in caserma, ha negato fino all’ultimo la propria vera identità. Ha dovuto però cedere dinanzi a 380 pagine di informativa redatte a suo carico. Izzo, che ha addirittura affittato a proprio nome l’ appartamento dove Frattaruolo si nascondeva, dovrà rispondere di favoreggiamento personale. Se due mesi fa il latitante era rocambolescamente sfuggito ai carabinieri della compagnia di Manfredonia, guidati dal maggiore Giorgio Naselli, nulla ha potuto dinanzi alla rete tesagli dal fratello di quest'ultimo, il capitano Giovanni Naselli. La cattura dei pezzi da novanta”, forse, una passione di famiglia. . sabato 14 agosto 2004
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 14 agosto 2004.

     

Torna indietro