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Giulianova, sfratto alla Sia
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La
pulizia della città verrà quasi certamente affidata al Cirsu
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Il
Comune ha incaricato un legale per la rescissione del contratto
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di
MARZIA TASSONI
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GIULIANOVA — Il futuro del servizio d’igiene urbana, a Giulianova, si
chiama Cirsu, almeno secondo le intenzioni dell’attuale giunta. Ancor
prima della pausa di mezzo agosto, l’amministrazione ha affidato ad un
legale l’incarico di studiare modalità e tempi per la rescissione del
contratto stipulato con la Sia. E c’è di più. Un agente della polizia
municipale dovrà, su specifica indicazione degli uffici competenti,
controllare lo stato igienico degli spazi pubblici, e soprattutto
l’effettiva disinfezione e lo svuotamento dei cassonetti. Il servizio di
raccolta dei rifiuti solidi e dei materiali riciclabili dovrebbe tornare
nelle mani del CIRSU, consorzio che opera su larga scala e serve buona
parte dei comuni del teramano.
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Il
rapporto tra comune e Sia, nato e pensato per durare nove anni, rischia
dunque di interrompersi anzi tempo per reciproca manifesta
incompatibilità di carattere”. Esigente l’amministrazione, troppo
fiduciosa nelle proprie possibilità la controparte. Quanto basta,
insomma, per guastare la più stabile delle unioni. Tanto più che quella
della Sia con l’amministrazione Ruffini «stabile» non lo è mai stata.
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Anzi.
Solo il mese scorso una bellicosa diffida era stata inoltrata dal
sindaco ai vertici della società, perché venisse rispettato il
capitolato d’appalto. Già, il capitolato d’appalto.
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Secondo gli addetti ai lavori, uno dei documenti più fumosi ed ambigui
mai redatti da mente umana. A ciò si aggiunge la diversa lettura fornita
su alcuni atavici problemi. Illuminante l’esempio del lavaggio dei
cassonetti. Per l’amministrazione, un lavoro compiuto male e raramente
(annusare per credere), per il presidente della Sia, Di Giambattista,
un’operazione silenziosa ed efficiente, vanificata dal malcostume di
gettare l’organico insieme all' inerte. Chi avrà ragione? Certo è che in
alcune ore del giorno le narici davvero non ne vogliono sapere di
interrogarsi sui come e sui perché. Soffrono e basta. Per non parlare
delle discariche da passeggio” ,quelle che nascono e muoiono, ma sempre
sotto lo sguardo dell’attonito cittadino lungo una via di transito.
Chissà, a proposito, cosa avrebbe pensato la Rosa Russo Iervolino,
ospite dell’Hotel Mare Blu, se, a pochi passi dall’albergo, avesse
incrociato il water che da giorni troneggia all’angolo tra via Arenzano
e via Camogli. Per un sindaco che ogni giorno combatte con il dramma
dell’emergenza rifiuti, nulla di strano. Anzi. Dopo le rose rosse, avrà
pensato, il delicato pensiero di Giulianova politica per farmi sentire,
ancora una volta, a casa mia. martedì 24 agosto 2004
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