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Pignoramento, Comune in ginocchio
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Il
sindaco Ruffini lancia accuse alla passata amministrazione di
centrodestra
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Esecutiva a Giulianova un’ingiunzione di oltre seicentomila euro per
un vecchio contenzioso
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di
MARZIA TASSONI
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GIULIANOVA — Una tegola, anzi un autentico macigno, rischia di soffocare
sul nascere ottimismo e buoni propositi dell'incipiente "stagione
Ruffini". Solo ieri, infatti, la giunta ha avuto la certezza di dover
quanto prima sborsare la non modesta cifra di 624 970,44 euro a favore
degli eredi di Italo Iannetti.
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Lo ha
notificato una garbata e asettica comunicazione del Direttore della
Tercas di Giulianova paese in cui si riferisce dell'esistenza di un atto
di assegnazione in pagamento disposto dal tribunale di Teramo. La
missiva invita a versare la somma già citata a Paolo e Giovanni Iannetti
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E'
l'atto conclusivo di una vicenda iniziata nel lontano 1981 e che oggi
partorisce i suoi frutti peggiori. Il 12 dicembre di quell'anno il
dottor Italo Iannetti diede avvio ad un contenzioso con il comune al
fine di condannarlo al risarcimento dei danni subiti per uno scarico di
rifiuti su un terreno di sua proprietà. Nel 2001 la legge diede ragione
a Iannetti: Paolo e Giovanni, suoi eredi , l'11 marzo 2003 hanno emesso
verso il comune un atto di precetto, intimandogli il pagamento di una
somma pari a 600 017,11 euro. A questo punto, il nodo più spinoso e
doloroso: sembra che l'amministrazione Cameli non abbia proposto alcuna
opposizione, lasciato del tutto indifeso il comune. Le conseguenze
arrivano, più salate che mai. "Il pagamento di una somma così rilevante
- ha affermato ieri il sindaco- mette in ginocchio il comune di
Giulianova, che non potrà più effettuare i lavori programmati
:manutenzione delle strade , dei marciapiedi, degli impianti sportivi,
delle scuole. Il fatto è di una gravità assoluta :le responsabilità sono
da ricercarsi nelle amministrazioni passate. La giunta ha deciso
proporre istanza alla Corte dei Conti affinchè vengano individuate tutte
le responsabilità. Avvieremo inoltre un accertamento interno per far
luce sui colpevoli, valutando di addebitare a questi ultimi il conto che
l'ente dovrà sopportare». martedì 20 luglio 2004
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