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Sei anni al parroco pedofilo
Il sacerdote resterà agli arresti domiciliari in convento. Quasi certo l’appello
GIULIANOVA Don Bruno Tancredi condannato dal Gip al termine del rito abbreviato
 
TERAMO — Condannato a sei anni di reclusione don Bruno Tancredi, il cinquantatreenne ex parroco di Monticelli accusato di pedofilia. La sentenza è statra pronunciata dal Gip Antonella Di Carlo al termine del rito abbreviato svoltosi nella giornata di ieri. Una condanna sicuramente dura ma che comunque è stata resa meno pesante grazie alle tesi difensive, alcune e delle quasi accolte dal magistrato giudicante, esposte dai legali del sacerdote, l’avv. Lino Nisii e l’avv. Claudio Iaconi. Basta considerare soltanto che su don Bruno pendevano ben sette imputazioni, per una soltanto delle quali è prevista una pena massima di dodici anni di reclusione. I legali dell’ex parroco di Monticelli ricorreranno sicuramente in appello non appena saranno rese note (ma questo accadrà fra trenta giorni) le motivazioni. Don Bruno Tancredi non dovrebbe comunque tornare in carcere ma attendere tutti gli ulteriori sviluppi dell’iter processuali presso il Convento dove sta attualmente trascorrendo gli arresti domiciliari. Con il rito abbreviato di ieri si è conclusa la prima parte di una vicenda che ha suscitato non poco scalpore in tutta la provincia di Tereamo.
Il sacerdote fu arrestato una prima volta circa un anno fa (era il luglio del 2003). Ai Carabinieri erano pervenute denunce su abusi sessuali che il sacerdote avrebbe commesso su ragazzi minorenni all’epoca dei fatti. Le vicende infatti riguardano episodi di liti nel tempo e che sarebbero avvenuti in periodi e luoghi diversi. A Cologna Spiaggia, la frazione di Roseto di cui don Bruno Tancredi è originario, Giulianova, dove il prerte ha svolto per diversi anni le funzioni di diacono prima di essere nominato sacerdote e infine Monticelli, la frazione di Teramo dove don Bruno era stato inviato come parroco.
Molti i particolari scabrosi raccolti dai Carabinieri al termine di un’indagine delicata e proprio per questo condotta in modo quanto mai attento e scrupoloso. Dopo il primo arresto don Bruno Tancredi riusciva ad ottenere dal magistrato, a causa delle sue condizioni di salute, di poter trascorrere la detenzione in un convento delle Marche. Ed era proprio qui che i Carabinieri, nell’autunno scorso, si recavano ad arrestare nuovamente il sacerdote a conclusione di una seconda tranche dell’inchiesta. A carico di don Bruno sarebbero emersi infatti altri episodi legati sempre ad episodi di violenza sessuale nei confronti di minorenni.
A distanza di tempo, e sempre a causa delle sue condizioni di salute, don Bruno riusciva ad ottenere una seconda volta gli arresti domiciliari, in questo caso in un convento di una regione diversa dall’Abruzzo e dalle Marche. Il sacerdote ha preferito non partecipare alle udienze preliminari che si sono svolte prima del rito abbreviato, compresa quella che erra stata organizzata per un confronto con i suoi accusatori che hanno comunque ribadito quanto già detto ai Carabinieri. mercoledì 30 giugno 2004
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 30 giugno 2004.

     

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