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Le reti che ogni giorno i pescatori della
marineria locale tirano in barca ...
 
di MARZIA TASSONI
... sono pesanti, pesantissime. Dentro, impigliati tra le maglie, non sgombri, sogliole o merluzzi, ma quintali di alghe rosse. L’estate 2004 parte a Giulianova sotto cattivi auspici: negata alla spiaggia la Bandiera blu, mortificata la pesca da un fenomeno naturale senza precedenti. Niente pesce da una settimana, solo montagne di mucillaggini, ammassate in corrispondenza di una patina vischiosa superficiale che i pescatori chiamano, con efficacia, «olio marino». Complice l’innalzarsi della temperatura, questa pellicola iridescente, che a macchie tappezza il pelo dell’acqua, sta procurando da giorni l’abnorme presenza di alghe brune. Per le piccole e medie imbarcazioni che battono il mare entro tre miglia dalla costa, si prepara lo spettro del fermo coatto. Dopo la buona disponibilità di seppie registrata nei mesi di aprile e maggio, l’attività registra da una settimana un crollo verticale. A calmierare i prezzi, solo i prodotti ittici scaricati dalle grandi barche dedite alla pesca d’altura. Sulla banchina del porto, la dimostrazione di come la piccola economia marittima sia sostanzialmente in ginocchio. Vuoti i carretti della vendita al minuto, strappate e adagiate a terra le reti dei pescatori. Il proliferare delle mucillaggini, riflesso evidente di una situazione ambientale precaria, non è certo una novità. Ciò che deve allarmare è che quest’anno il fenomeno si stia verificando con largo anticipo, già nel mese di giugno. Una volta morte, le alghe defluiranno verso la costa, liberando le acque profonde, ma tingendo la riva di rosso rubino. Un’evenienza, quest’ultima, che potrebbe interessare la spiaggia già a luglio e non a metà agosto, come quasi sempre accade. Scarichi industriali, ma anche concimi e pesticidi provenienti dalla campagna, riversati in mare nelle ore notturne. Sulla spiaggia, quindici giorni fa, un coniglio morto; anni addietro, tra le onde, la carcassa di una pecora. Non avvertimenti malavitosi, ma segnali eloquenti indirizzati ad una collettività sorda o, peggio ancora, rassegnata. giovedì 24 giugno 2004
     
   

Articolo tratto da “Il Tempo” Quotidiano nazionale - pagina locale di Giulianova - del 24 giugno 2004.

     

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