|
- Sede regionale:
- Pescara Piazza
della Rinascita, 51
- Email: abruzzo@iltempo.it
|
|
-
La
stangata arriva da lontano
-
Sotto accusa il mercato ittico e le mancate riscossioni
-
GIULIANOVA L’ex assessore Forcellese spiega perché aumentano le
tasse
-
-
di
MARZIA TASSONI
-
GIULIANOVA — Mancano meno di dieci giorni all’apertura delle urne, e la
campagna elettorale si appresta ad affrontare le battute finali. Non si
sono registrati, almeno fino ad oggi, scossoni di grosso rilievo, fatta
eccezione per qualche «baruffa chiozzotta» di goldoniana memoria che di
recente ha solleticato la propaganda dei partiti. Al «vengo anch’io&»
dell’ex assessore Ottavio di Stanislao, l’eclettica Margherita non ha
avuto faccia e muscoli per rispondere «no tu no».
-
Nessuno, d’altro canto, sarebbe stato tanto villano da mandare indietro
un ghiotto cadeau di preferenze , tanto più che il candidato sindaco
Claudio Ruffini , abile da sempre a far di praticità virtù, s’è subito
mostrato indisponibile a sopravvalutare siffatti scambi di cortesie (e
conseguenti diffusi mugugni).
-
Reduce con Di Stanislao dal naufragio di «Giulianova 2004», Tito
Forcellese preferisce scrutare attori e comparse da lontano . Fuori
dall’arengo politico per «manifesta impraticabilità del campo», l’ex
assessore alle Finanze accetta di fornire un giudizio complessivo sulla
trascorsa gestione dell’erario comunale, da molti definita poco più che
allegra. «Alla base delle difficoltà degli enti locali- ha affermato
Forcellese- il taglio dei trasferimenti operato dal governo e già
denunciato dall’ANCI. Solo Rimini può vantare il primato di avere le
carte in regola e di saper fare da sé. Il resto dei paesi italiani,
Giulianova compresa, è in affanno. Fonte primaria d’ossigeno, le imposte
fisse, ICI e TARSU innanzitutto. Incrementando consistentemente
l’attività edilizia, l’amministrazione di centro destra ha procurato
l’aumento del gettito fiscale legato agli immobili , che, dopo anni di
ristagno, ha oltrepassato la storica cifra di otto miliardi di lire.
Alcuni settori economici, come il mercato ittico, hanno invece segnato
il passo, ostacolando il recupero del disavanzo. Oltre al perdurare dei
rami secchi, abbiamo subito le conseguenze di antichi malcostumi delle
giunte di sinistra: il disinteresse per l’effettiva riscossione delle
entrate e il surplus di personale. Addirittura un quarto delle somme in
bilancio è destinato al mantenimento del pubblico impiego all’interno
dell’ente. Importante, in ogni modo, il responso del consuntivo 2003: un
documento che- dopo tante polemiche- potrebbe riservare positive
sorprese» venerdì 4 giugno 2004
|