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GIULIANOVA — Il primo consiglio comunale non è stato solo la
sfavillante vetrina del centro sinistra.
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Una
parte della ribalta, come si addice ad ogni democrazia, è andata anche
agli esponenti della minoranza. Senza inibizioni l'intervento di
Flaviano Montebello. Il candidato sindaco della coalizione di centro
destra ha formulato due polemiche osservazioni di carattere politico. La
prima mirava a demolire i criteri seguiti da Ruffini nella scelta degli
assessori. La seconda andava dritta alle parole pronunciate poco prima
del consigliere Capanna. Quest'ultimo, tra gli applausi, aveva descritto
le strategie urbanistiche messe in campo dal centrodestra come
forsennate e speculatrici. Montebello ha ricordato a Capanna, al suo
gruppo e all'intero consiglio, l'approvazione del progetto ex Sadam. Non
era forse il geometra diessino, con i suoi noti amici, il firmatario di
quel piano, padre (poi ripudiato) di tutti gli affarismi? Qualche
iscritto di Rifondazione, per buffo capriccio della politica, esprimeva
tra la folla e sottovoce lo stesso concetto. Un miraggio però che,nella
serata della concordia, simili istanze saltassero fuori dalla bocca dei
propri consiglieri . Sembrerà paradossale, ma chi ha più di ogni altro
onorato e reso credibile il consesso, è stato colui che ne aveva messo
in dubbio la leggittimità. Sfidando una platea non neutrale, Montebello
ha condotto il clichè dei discorsi di rito nella dimensione viva di un
possibile dibattito. M.T. martedì 29 giugno 2004
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