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È
rubino intenso il re dei vini di montagna
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Il
Cerano Doc della casa Pietrantonj
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di
LUDOVICO RAIMONDI
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QUESTA è la storia di una curiosa "concorrenza" per lo scranno di
Patrono di Giulianova. Chi, tra S. Flaviano e la Madonna dello
Splendore? Patrono è riconosciuto il santo, ma da oltre un decennio
sembra detronizzato dalla Vergine Maria. La realtà è che il 24 novembre,
giorno di S. Flaviano, viene commemorato in sordina, quasi per formale
rispetto del calendario: una chiusura a macchia di leopardo di negozi,
uffici e scuole del Lido, ed una processione della Parrocchia di S.
Flaviano, in occasione della quale è venerato il reliquario del santo
riposto nel Duomo rinascimentale che porta il suo nome e domina la città
con l'originale cupola.
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Ben
altra solennità ed intensità di iniziative, sacre e profane, per la
Festa che ogni anno onora, fin dal miracoloso evento, l'apparizione
della Madonna dello Splendore nel 22 aprile 1557, sul luogo ove sorge il
santuario a lei dedicato. A metterci lo zampino, l'identità di S.
Flaviano circondata da mistero, come scrive lo storico contemporaneo
giuliese, Mario Montebello. La tesi che vorrebbe le spoglie del santo,
giunte misteriosamente dal mare, attribuite al Santo Patriarca di
Costantinopoli morto nel 1449, contrasta con le altre ricorrenti secondo
cui tali spoglie giunsero nel 1004 o addirittura precedentemente, per
volere di Galla Placidia, figlia di Teodosio Il Grande, morta nel 450.
"Dopo cotale acquisto - riporta, in ogni caso, Gaetano Ciaffardoni in
"Cronaca. Breve cenno di Castro e Giulia in Abruzzo Primo" del 1861 -
Castrum Novum cominciò a chiamarsi comunemente S. Flaviano (...). Senza
interruzione veruna è durato il culto alle spoglie dell'Arcivescovo sì
in Giulia, che per le circonvicine Diocesi, ove più chiese veggonsi ad
onore di lui erette". Montebello, per fare luce sull'arcano e citando
autorevoli fonti come Tillemont, il canonico alsaziano Vogel nell'800,
il recanatese Benedettucci nel 1932, e più recentemente Stiernon nella
"Biblioteca Sanctorum", giunge alla più verosimile conclusione che S.
Flaviano, in epoca di invasioni barbariche, fosse un santo vescovo
locale, signore di Castrum Sancti Flaviani, che fu rifondatata poi nel
1470 in Giulia Nova da Giuliantonio Acquaviva d'Aragona, Duca d'Atri e
Conte di Conversano e S. Flaviano (per la cronaca, S. Flaviano è patrono
anche di Conversano). Il vescovo, difendendo dai barbari anche le
popolazioni del circondario, diede la stura agli abitanti locali di
coniare il detto: "S. Flaviano protegge i forestieri". Dunque, una
"vendetta" dei Giuliesi che credono ancora nel detto per giustificare la
maggiore intraprendenza e fortuna di chi proviene da fuori? Deve essere
così, se già in una delibera del 2 settembre 1855 il Decuriato, nella
nomina dei deputati per l'organizzazione della festa del 22 aprile,
definì la Madonna dello Splendore la Grande Madre Protettrice della
città. Se non fosse per la sacralità della querelle, verrebbe da dire
che S. Flaviano è diventato figlio di un Dio minore, vittima della
diversa solennità di una ricorrenza. D'altro canto, noblesse oblige.
sabato 1 maggio 2004
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